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Le idee

L'inquinamento atmosferico è una questione di vita o di morte

L'inquinamento atmosferico è una questione di vita o di morte
(ansa)
L'UE prepara un nuovo pacchetto di misure ambiziose per prevenire l'inquinamento, ecco perché è necessaria maggiore protezione
2 minuti di lettura

Forse è perché abbiamo indossato mascherine per così tanto tempo. Forse è perché più persone usano la bicicletta, o forse conosciamo qualcuno che ha subito le conseguenze dell'inquinamento atmosferico, ma dalla nostra ultima indagine emerge che gli europei sono molto preoccupati per l'aria che respirano.
 

Le politiche dell'Ue hanno migliorato molto la qualità dell'aria, ma occorre fare di più. I principali colpevoli sono il particolato, il biossido di azoto e l'ozono, provenienti dal settore dell'energia, dai trasporti, dall'industria e dall'agricoltura. Assorbiti dai polmoni, passano nel sangue, danneggiando gli organi vitali e, secondo alcuni studi, possono persino causare danni al cervello.

In Europa l'inquinamento atmosferico è ancora la prima causa ambientale di morte prematura: centinaia di migliaia di persone muoiono ogni anno a causa dell'aria inquinata. Gli ultimi dati mostrano che in Italia 49 900 persone muoiono anzitempo ogni anno. Altri milioni di persone risentono degli effetti dell'aria inquinata e soffrono di asma, malattie cardiovascolari e cancro ai polmoni, tutte patologie ormai indiscutibilmente collegate all'inquinamento.
 

A risentire maggiormente dell'inquinamento atmosferico sono i più vulnerabili, in particolare i bambini, gli anziani e le persone più povere. Per usare le parole dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l'inquinamento atmosferico è onnipresente e involontario, nel senso che colpisce indipendentemente da ciò che si fa. Non possiamo scegliere l'aria che respiriamo, ma possiamo scegliere di migliorarla. È arrivato il momento di adottare un nuovo approccio, di misure efficaci per accelerare il cambiamento.
 

Ecco perché questa settimana la Commissione europea proporrà un importante aggiornamento della legislazione sulla qualità dell'aria. È tempo di dare ai nostri obiettivi di inquinamento zero forza di legge, dimezzando gli effetti dannosi dell'inquinamento atmosferico sulla salute entro il 2030 e facendo sì che, al più tardi entro la metà di questo secolo, la qualità dell'aria non nuoccia più alla salute umana.

I nostri cittadini credono fermamente che le norme sulla qualità dell'aria dell'UE debbano essere più stringenti. La maggior parte di essi ritiene che i grandi impianti industriali e i produttori di energia da combustibili fossili non stiano facendo abbastanza per garantire una buona qualità dell'aria. I cittadini europei chiedono controlli più rigorosi dell'inquinamento per tutte queste attività. Anche il riscaldamento domestico, l'agricoltura e i trasporti inquinano ancora troppo. Di conseguenza, oltre 9 abitanti su 10 delle città dell'Ue sono esposti a livelli di inquinamento atmosferico superiori a quelli raccomandati dall'Oms.
 

È quindi necessario e urgente innalzare gli standard e allinearli maggiormente alle linee guida dell'Oms. Terremo questi standard costantemente sotto controllo, per aggiornarli in base al progresso scientifico e tecnologico. La nuova normativa migliorerà le informazioni fornite al pubblico e offrirà alle autorità locali un quadro migliore per ottenere un'aria più pulita.
 

I benefici per la salute saranno sostanziali, con tassi più bassi di mortalità e malattie e un minor onere per i sistemi sanitari già sotto pressione. La nuova normativa aiuterà anche a garantire l'approvvigionamento alimentare, poiché l'ozono è una causa importante di riduzione delle rese agricole. I benefici superano di gran lunga i costi: per misure che dovrebbero costare meno di 6 miliardi di euro, i benefici lordi totali dovrebbero essere tra 42 e 121 miliardi di euro nel 2030. E la vita dei nostri cari non ha prezzo.

Perciò la proposta comporterà importanti novità allo scopo di garantire l'attuazione delle norme dell'UE e la protezione dei cittadini: monitoraggio e modelli migliori in ambito di qualità dell'aria per sapere esattamente cosa succede, regole più chiare sull'accesso alla giustizia e sanzioni efficaci in caso di violazione delle leggi.
 

Le 49 900 morti che si verificano in Italia potrebbero essere evitate. È tempo di guardare in faccia la realtà, è tempo di nuove misure che salvino vite umane. È ciò che i nostri cittadini chiedono ed è ciò che meritano.

(*Virginijus Sinkevicius è commissario europeo per l'Ambiente e gli Oceani)