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L'intervista

Le richieste di Greenpeace al nuovo ministro dell'ambiente Pichetto Fratin

Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia
Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia 
Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia: "L'attuale esecutivo sembra voler smontare la transizione ecologica come obiettivo strategico. Se così fosse farebbe un errore clamoroso"
2 minuti di lettura

"La prime uscite dimostrano che il ministro non si è ancora impadronito della materia". Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, non è tenero con Gilberto Pichetto Fratin, titolare del dicastero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Si riferisce in particolare alle dichiarazioni sull'industria automobilistica e quelle sul gas rilasciate durante il vertice dei ministri europei dell'Energia a Bruxelles. "Già la modifica del nome del ministero è un modo per togliere centralità al tema della transizione ecologica", sottolinea Onufrio. "Non che il Mite di Cingolani avesse fatto moltissimo, ma l'attuale esecutivo sembra voler smontare la transizione come obiettivo strategico. Se così fosse farebbe un errore clamoroso".


Greenpeace cosa chiederà al ministro Pichetto Fratin appena sarà possibile un incontro?
"Diremo di non difendere cose che invece vanno superate. Per esempio l'idea che la sicurezza energetica sia fatta di gas nazionale, alimentando la fantasia che l'Italia ne abbia in abbondanza e non lo usi. Abbiamo piccoli giacimenti e tra quelli certi e quelli probabili copriremmo i consumi di un anno o poco più. Andrebbe invece snellito il processo autorizzativo sulle rinnovabili, che nell'era Draghi portava il Cdm a doversi occupare dei singoli impianti controversi".

Alla camera la premier Meloni ha attaccato proprio la burocrazia che frena le rinnovabili.
"È un segnale di continuità con Draghi, che aveva riconosciuto il problema ma non l'aveva risolto. È una questione tutta interna all'Amministrazione, legata alle Soprintendenze e alle Regioni. La filiera autorizzata dovrebbe essere snellita, eccezion fatta per pochi progetti di grande rilievo. Su questo Giorgia Meloni ci trova completamente d'accordo".

Veniamo alle automobili. Cosa direte al ministro?
"Deve evitare l'errore di difendere i motori a combustione interna, quando il mondo sta andando da un'altra parte. Nelle sue parole rivive il 'bagno di sangue' evocato già da Cingolani. Ma quel tipo di industria automobilistica è in declino e andrà ridotta, per ragioni climatiche ma anche perché le tecnologie evolvono in altre direzioni. A maggior ragione se si vuole garantire al Paese la 'sicurezza energetica'".

Che c'entra la sicurezza energetica con l'auto elettrica?
"Lo ricorderemo al ministro Pichetto Fratin: la mobilità elettrica rappresenta una opzione da 3 a 4 volte più efficiente in termini energetici di quella convenzionale. Per ogni percorso l'energia assorbita da un veicolo elettrico è 4 volte inferiore rispetto a un motore fossile E consumare meno energia (e in particolare meno combustibili fossili) accresce la sicurezza energetica del Paese".

Centrali per il nuovo governo saranno l'agricoltura e la sovranità alimentare, temi che si sovrappongono con quelli ambientali.
"E infatti il governo dovrà tener presente che in ambito europeo ci siamo impegnati a raggiungere e superare il 10% delle aree agricole destinate alla tutela della biodiversità. Inoltre, l'Italia è in sovrapproduzione di carne e latte: dovremmo ridurre gli incentivi e dirottarli su produzioni alimentari più sostenibili. Infine gli ogm: chiederemo di non deregolamentare i cosiddetti nuovi ogm, ricordando che alla campagna contro gli organismi geneticamente modificati aderirono anche personalità della destra".

Con il nuovo governo è probabile che si tornerà a parlare di centrali nucleari. Qual è la vostra posizione?
"Faremo presente al ministro che i reattori a fissione di quarta generazione furono lanciati da Bush nel 2001. Dopo ventuno anni i risultati sono pari a zero".