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Il tutorial

L'orto in balcone per combattere il carovita: 10 consigli

(foto: Leroy Merlin)
(foto: Leroy Merlin) 
Per combinare l'utile e il dilettevole e integrare il carrello della spesa, iniziamo ora la coltivazione delle verdure in vaso. I 10 consigli dell'esperto
4 minuti di lettura

In tempo di crisi torna di moda l'autoproduzione? Proviamo a combattere il carovita anche in terrazzo. L'aumento delle bollette ci dà una motivazione in più per avviare adesso un orto pensile perché con le verdure "fatte in casa" si riesce a integrare il carrello della spesa e si guadagna in buonumore. Gustare prodotti fatti nascere con le proprie mani regala un piacere impagabile. Secondo Coldiretti, dal primo lockdown l'ortomania urbana è esplosa anche tra le coppie di trenta-quarantenni e almeno sei italiani su dieci hanno provato a coltivare ortaggi. Abbiamo chiesto a un esperto come e perché cominciare questa avventura in autunno.

Si risparmia davvero?

"Per poter ammortizzare le piccole spese necessarie per attrezzi e prodotti serve un orto di almeno 50 metri quadrati. Ciò premesso, mettendo in conto anche un bel po' di lavoro e paragonando i nostri prodotti alla verdura biologica, il risparmio si ottiene davvero", spiega Matteo Cereda, autore del portale Orto Da Coltivare e del manuale Mettete orti sui vostri balconi (Rizzoli, 2021). "Su tetti e balconi serve un investimento iniziale in più per vasi e terriccio, da compensare negli anni. Ovviamente, è riduttivo considerare l'orto solo dal punto di vista economico, perché lo si coltiva per passione e raccogliere la propria verdura non ha prezzo", continua l'orticoltore. Di fatto, mettere le mani nella terra aiuta a scaricare stress e pensieri negativi, stabilizza l'umore e migliora il sistema immunitario, ma può anche servire a sconfiggere diverse patologie (se ne parlerà il 18 e 19 novembre 2022 al primo Convegno Scientifico Nazionale sul Verde Terapeutico a Pistoia, ad accesso libero). Se mettiamo in conto anche tali benefici, dunque, il bilancio dell'orto è positivo anche in terrazzo.  

Perché iniziare ora

"In autunno si gettano le basi dell'orto: dobbiamo aggiungere ora stallatico o compost, affinché si trasformino in humus in vista della primavera", afferma Cereda. "In terrazzo, è in questi mesi che possiamo concederci il tempo necessario per progettare le colture, allestire i contenitori e prenderci un po' la mano", dice l'esperto. Se non abbiamo spazio nostro, teniamo d'occhio i bandi per l'assegnazione di appezzamenti di terreno che ormai molti municipi, parchi o associazioni predispongono per gli orti urbani. In tutti i casi, il presupposto fondamentale per far crescere bene gli ortaggi è la presenza di sole diretto per almeno mezza giornata, sebbene qualche verdura a foglia, i ribes e le fragole si accontentino anche dell'ombra luminosa.

Quali contenitori scegliere.

"Se abbiamo dimestichezza con il bricolage possiamo costruire dei cassoni quadrati da un metro di lato e 40 centimetri di profondità per il tetto utilizzando tavole di recupero e poi foderando l'interno di questi moduli con un telo di plastica, da forare sul fondo. Più semplici e immediate da reinterpretare sono le cassette da frutta grandi, da foderare con tessuto non tessuto. In alternativa, si possono utilizzare come contenitori low cost anche dei sacchi di juta da riempire direttamente di terra", suggerisce l'orticoltore. Vanno bene anche i vasi classici, purché capienti, e si può giocare in altezza acquistando online dei moduli per orto verticale.

Che terriccio utilizzare?

"Per prima cosa, mettiamo sul fondo dei contenitori uno strato di due-tre centimetri di ghiaia oppure di palline di argilla espansa, per il drenaggio. Poi riempiamo i vasi con un buon terriccio biologico per piante da orto oppure con un substrato universale senza torba. La torba in sé farebbe bene alle piante, ma la sua estrazione non fa bene all'ambiente, perché parliamo di carbonio organico fossile che viene prelevato da ecosistemi importanti per il pianeta", raccomanda Cereda. 

Cosa seminare ora

Per gli ortaggi a ciclo breve, conviene partire dall'acquisto dei semi, magari rivolgendosi ad associazioni quali Civiltà Contadina o Rete Semi Rurali che tutelano la biodiversità agricola. "La semina più facile da avviare in novembre è quella dei ravanelli, che si raccolgono nel giro di 40-60 giorni secondo la varietà (è scritto sul retro della bustina). Tracciamo con l'angolo di una zappetta dei mini solchi distanziati di 15 centimetri, adagiamoci dentro i semi a intervalli di tre-quattro centimetri, copriamo con mezzo centimetro di terra, pressiamo leggermente e poi bagniamo a pioggia", illustra il fondatore di Ortodacoltivare.it. "Anche con fave e piselli si può iniziare ora: basta interrarli a due centimetri di profondità e coprire. I piselli esistono in varietà nane o rampicanti; queste ultime sono preziose se vogliamo coprire la ringhiera del balcone. Trattandosi di leguminose, inoltre, queste specie migliorano il terreno per le colture che seguono. Infine, possiamo seminare ora lattughino da taglio, spinaci e rucola spargendo i semi sulla terra e coprendo leggermente".

Quando preferire le piantine pronte

"Per coltivare aglio e scalogno, basta interrare ora gli spicchi che acquistiamo a scopo alimentare, purché siano biologici, per essere sicuri che non abbiano subito trattamenti che inibiscono il germoglio. Delle cipolle, si possono comprare i bulbetti oppure le piantine", suggerisce Cereda. Si parla di piantine pronte in alveoli anche nel caso di porri, radicchio e cavolo kale, le cui foglie ricce sono buone e belle.

I fiori da mangiare

Come ben sapevano i nostri nonni, i fiori non devono mancare negli orti perché sono belli, attirano insetti buoni e molti di essi hanno petali commestibili. Tra i fiori da mangiare che si possono acquistare ora sotto forma di piantine (bio) ci sono le violette cornute e le viole del pensiero, che sbocciano fino a primavera, ma anche le pratoline. Nelle località dove le temperature invernali non scendono mai vicino allo zero, inoltre, si possono seminare fino a novembre anche la borragine, i nasturzi e le calendule.

Le erbe aromatiche

In autunno puntiamo su aromi sempreverdi come rosmarino, timo e maggiorana. "Il rosmarino lo possiamo anche moltiplicare ora: recidiamo dei rametti lunghi 15 centimetri, priviamoli della punta, ripuliamo dalle foglie la metà inferiore della talea e poi infiliamola in terra e innaffiamo", suggerisce l'esperto. "Per chi ha un terreno, novembre è anche il momento ideale per mettere a dimora le piante da frutto; se il suolo non è ancora gelato, le radici possono crescere. Ovviamente, con frutta non si ha un riscontro immediato, ma dovremo pazientare qualche anno per raccogliere. In balcone, dove il clima lo consente, è interessante mettere un limone in vaso".

Quali cure servono

"L'orto vuole l'uomo morto", recita un vecchio detto, che però si riferisce alle fatiche estive. Nei mesi freddi, invece, le cure necessarie sono poche. Dobbiamo mantenere il terreno umido finché i semi germinano. In seguito, anche per gli ortaggi trapiantati, occorre annaffiare solo quando il substrato si asciuga, senza bagnare le foglie. Quanto al gelo, fave, piselli e cavoli lo tollerano, le altre specie vanno protette con del tessuto non tessuto, da stendere sopra le piante fissandolo a degli archetti da tunnel (in vendita nei garden center) quando le previsioni meteo annunciano temperature sottozero.

Cerchiamo l'humus di lombrico

Partendo da un terriccio nuovo appena acquistato, non serve fertilizzare l'orto pensile fino a primavera. Poi bisognerà nutrire regolarmente con un concime biologico per ortaggi. "Il migliore è l'humus di lombrico e ordinandolo direttamente da una lombricaia ha prezzi competitivi. In alternativa si può utilizzare lo stallatico sfarinato (che rilascia poco odore rispetto a quello in pellet). Una volta l'anno, in autunno, è fondamentale anche a rigenerare il terreno aggiungendo un 30 per cento di compost. Pensiamoci ora, per pianificare l'acquisto di una compostiera da terrazzo e avviare così la nostra economia circolare domestica, senza più sprechi in cucina", conclude Matteo Cereda.