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La protesta

Cop27, mani dipinte per aggirare i divieti: i Fridays chiedono l'immediato stop ai combustibili fossili

"No more oil", "no gas" si legge sulle mani degli attivisti, da Vanessa Nakate a Luisa Neubauer. Proteste contro le missioni tedesche in Africa e critiche anche all'Italia delle trivelle
2 minuti di lettura

SHARM EL-SHEIKH. Si sono fatti furbi i giovani del clima, nel tentativo di aggirare i divieti egiziani: sulle mani hanno scritto "NO GAS" o "NO MORE FOSSIL FUEL" prima di alzarle in aria contemporaneamente alla Cop27. Per la prima volta alla Conferenza delle parti sul clima in corso in Egitto questa mattina si è vista una forma di protesta, guidata da ragazze e ragazzi di Fridays For Future. Con l'assenza di Greta Thunberg a Sharm El-Sheikh, che ha recentemente annunciato anche la sua volontà di passare il megafono ad altri, la protesta è stata guidata dalle attiviste tedesche Helena Marschall, Luisa Neubauer, dall'ugandese Vanessa Nakate ed altri studenti del sud del mondo, dalla Colombia sino al Sudafrica.
 


All'interno di uno dei padiglioni della Cop i giovani, alla presenza della stampa, hanno raccontato tutte le loro preoccupazioni per un mondo "che continua a insistere con le estrazioni di fonti fossili, la cosa più dannosa che si può fare a livello delle emissioni". Luisa Neubauer, una dei volti noti del movimento globale, ha puntato il dito in particolare contro il governo tedesco spiegando che la Germania intende fare nuovi investimenti nel fossile in Africa. Oggi gli stessi giovani di Fridays dovrebbero avere poi un faccia a faccia con il cancelliere tedesco Olaf Scholz per chiedere un passo indietro sui combustibili fossili e uno avanti sulle rinnovabili.
 
Il punto, ricordano i ragazzi, è che nonostante la perdita di biodiversità e gli effetti del riscaldamento globale siano ormai sotto gli occhi di tutti, i governi delle grandi potenze economiche continuano con le estrazioni e le trivelle, peggiorando le condizioni di un Pianeta che a detta degli scienziati è ormai fuori dalla possibilità di evitare i famosi +1,5 gradi.

"Basta con i combustibili fossili, basta con questi accordi in Africa, basta con l'oil and gas" ribadisce Vanessa Nakate. A lei fa eco anche l'attivista Helena Marschall che a Green&Blue spiega che "anche le nuove trivellazioni annunciate dal governo italiano non sono giustificabili. Più studi dimostrano che si può andare avanti senza puntare su gas o petrolio, dobbiamo solo investire molto di più sulle energie pulite. Possiamo comprendere l'uso di una minimissima parte di fossile, già esistente, per affrontare la crisi, ma la strada deve essere fin da subito quella di uno stop a nuove estrazioni".
 

Allo stesso tempo i Fridays For Future hanno raccontato tutta la stranezza di questa Cop egiziana dove il governo ha vietato manifestazioni, cartelli, scritte o forme di dissenso. C'è solo una zona adibita a potenziali cortei, fuori dalle strutture della Conferenza e vicino a una Green zone destinata al pubblico e poco frequentata. "È uno scherzo" racconta Helena, "davvero uno scherzo. Non c'è la possibilità di esprimerci. Ma ci facciamo sentire comunque". Manifestazioni di protesta sono comunque annunciate - in un contesto di estrema difficoltà legato alle restrizioni - per il 10 novembre a Sharm El-Sheikh.