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I protagonisti

Chi è Mia Mottley, la premier di Barbados che chiede giustizia climatica per il Sud del mondo

Mia Mottley, 57 anni, premier di Barbados dal 2018 (foto: Timothy Sullivan / UNCTAD / CC BY-SA)
Mia Mottley, 57 anni, premier di Barbados dal 2018 (foto: Timothy Sullivan / UNCTAD / CC BY-SA) 
Primo ministro delle isole caraibiche, nei suoi discorsi alla Cop27 in Egitto ha citato Nelson Mandela e Bob Marley chiedendo risarcimenti ai Paesi ricchi: "Paghino anche le compagnie petrolifere"
2 minuti di lettura

SHARM EL-SHEIKH. Per il sud del mondo, quello più povero e colpito dalla crisi climatica, Mia Amor Mottley si batte citando Bob Marley, invocando Nelson Mandela. Lo fa dal palco della Cop27 in Egitto, dove è intervenuta con queste parole: "Alziamoci e combattiamo per i nostri diritti" ripete ancora facendo eco al re del reggae con "Get Up, Stand up". Non basta:  "Prendiamo esempio da Mandela, dalla sua capacità di unire dopo le difficoltà", scandisce davanti alla platea. Cinquantasette anni, eletta primo ministro delle Barbados nel 2018 e riconfermata nel 2022, Mia Mottley sta diventando una figura di riferimento fra i leader chiamati a fare pressione per risolvere una delle partite più importanti della Conferenza sul clima: quella di colmare le disuguaglianze climatiche e sociali, quella di ottenere strumenti finanziari di risarcimento "loss and damage", perdite e danni dovuti al surriscaldamento che i grandi paesi emettitori dovranno colmare aiutando quelli più poveri e vulnerabili.

Ispirata dagli alberi e dal mare delle sue Barbados, profonda conoscitrice delle dinamiche climatiche che stanno sconvolgendo i Caraibi, Mottley sta dimostrando non solo di avere il carisma per costringere i Paesi responsabili della maggior parte delle emissioni climalteranti a pagare il conto, ma anche di conoscere molto bene gli strumenti finanziari internazionali, facendo proposte specifiche e avanzando richieste concrete.
 
Nei suoi discorsi iniziali a Sharm El-Sheikh ha avanzato sempre questioni precise, incassando minuti di applausi per la forza delle sue parole. Per esempio coinvolgere le compagnie petrolifere nella prossima Cop a Dubai in modo da costringerle a pagare almeno dieci centesimi per ogni dollaro dei miliardari di profitti incassati (negli ultimi tre mesi 200 miliardi di extra profitti, per dire). "Crediamo che le compagnie dell'oil & gas e coloro che le agevolano devono essere coinvolti attraverso una convocazione speciale da adesso alla Cop28. Come possono le società che fanno 200 miliardi di utili negli ultimi tre mesi non aspettarsi di dover contribuire almeno con dieci cents per ogni dollaro di profitto nel fondo per le perdite e i danni? Questo è quello che la nostra gente si aspetta", ha detto al microfono di fronte alla platea della Conferenza delle parti sul clima appena iniziata.
 

"Sappiamo andare sulla Luna ma il Sud del mondo resta solo"

Davanti ai capi di stato del mondo Mottley ha ribadito più volte che "abbiamo la capacità collettiva di trasformarci e dobbiamo farlo per rimanere in vita. Siamo nel Paese che ha costruito le piramidi, sappiamo cosa significa rimuovere la schiavitù dalla nostra civiltà, sappiamo trovare un vaccino in due anni, sappiamo andare sulla Luna o mettere rover su Marte. Sappiamo che si può fare e serve semplice volontà politica per riuscirci, una volontà che deve arrivare dal Nord del mondo" dato che il "Sud globale rimane alla sua mercé".


Parla di tassi di interessi da modificare, di transizione "giusta ed egualitaria", di riforme nel Fondo monetario internazionale, di fondi per la compensazione di perdite e danni. Poi cita Mandela, ricorda cosa ha fatto appena diventato presidente dopo anni di prigione: "Vendetta o costruire uno stato? Scelse di tenere unito il Paese. Scelse il bene anziché il male",  le stesse decisioni che andrebbero prese da parte dei Paesi più abbienti per aiutare quelli più poveri e tutte le nazioni, compatte, dovrebbero "scegliere di salvare la Terra".
 

Mottley è stata inclusa fra i "campioni della Terra" delle Nazioni Unite, è nota per gli impegni climatici promossi dalla sua isola e per il programma Roof to Reefs di protezione della biodiversità. C'è chi vede la come futura segretaria generale dell'Onu. Il Time l'ha anche inclusa tra le 100 persone più influenti del mondo. I leader alla Cop27 sgomitano per farsi una foto opportunity con lei. Ma a Mia Mottley interessa soltanto una cosa: "In questo mondo possiamo avere un senso di responsabilità verso il nostro ambiente, ma anche verso le generazioni future. Ecco cosa desidero più di tutto".