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Energia

Arezzo ha un piano per il clima e l'energia e punta sull'idrogeno

Arezzo ha un piano per il clima e l'energia e punta sull'idrogeno
Il comune toscano ha siglato un protocollo con l'università di Firenze, Confindustria Toscana Sud e Coingas per includere tra le fonti energetiche anche l'idrogeno. Nell'area industriale di San Zeno c'è già un idrogenodotto
2 minuti di lettura

Sviluppare la diffusione dell’idrogeno, prodotto da fonti rinnovabili, nei processi produttivi e promuovere la nascita di comunità energetiche rinnovabili, dando così vita a una Hydrogen Valley. Sono questi gli obiettivi del Comune di Arezzo. Prosegue infatti l’iter di definizione del progetto “Arezzo Hydrogen Valley”, oggetto di un recente protocollo di intesa siglato - lo scorso giugno - presso l’Università di Firenze dalla rettrice Alessandra Petrucci, dal sindaco del Comune di Arezzo Alessandro Ghinelli, dal presidente di Confindustria Toscana Sud Fabrizio Bernini e dall’amministratore unico di Coingas Spa Franco Scortecci.

Il Consiglio Comunale della città toscana ha infatti approvato il Paesc (Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima), ponendo l’accento sulla necessità di attuare politiche energetiche che abbinino sostegno all’economia e raggiungimento di obiettivi ambientali. Un piano che quindi si concentrerà sulle comunità energetiche e soprattutto sulla Hydrogen Valley per l’orizzonte a medio-lungo termine.

Si tratta di una “valle dell’idrogeno” in grado di produrne almeno 500 tonnellate all’anno per imprese e cittadini. E questo accanto ad altre fonti, come il metano, le rinnovabili e la produzione del termovalorizzatore di San Zeno in grado potenzialmente di fornire elettricità per 16.000 famiglie: tutto ciò insieme - nei piani del Comune di Arezzo - darebbe vita a un mix energetico tale da rendere il territorio meno dipendente "dall’aleatorietà delle fluttuazioni periodiche e dal gas proveniente da Stati poco affidabili, alleggerendo al contempo le bollette”.



Per il momento però l’idrogeno non è in grado di fornire garanzie di successo in termini di applicazione domestica. Alcune ricerche commissionate dopo che il governo del Regno Unito l’ha proposto come sostituto del gas, per riscaldare le case britanniche, hanno confermato che è improbabile che l’idrogeno svolga un ruolo importante nel riscaldamento domestico, in quanto “molto meno efficiente e più costoso di alternative come pompe di calore, teleriscaldamento e solare termico”.

Ci sono molti altri usi dell’idrogeno come combustibile, ad esempio per decarbonizzare l’industria pesante e il trasporto marittimo. Se queste industrie vogliono essere veramente a basse emissioni di carbonio, l’idrogeno “utilizzato dovrà essere generato utilizzando energia rinnovabile, piuttosto che provenire da combustibili fossili come attualmente accade per gran parte dell’idrogeno”, spiegano i ricercatori.

Il progetto aretino, pertanto, vuole candidarsi come modello territoriale funzionante, da replicare a livello continentale. E l’idrogeno è stato scelto innanzitutto perché vettore energetico pulito, a zero emissioni, e perché rientrerebbe tra le tante “cartucce” virtuose a disposizione dell’hub toscano. “Per l’Arezzo Hydrogen Valley è stata infatti individuata l’area industriale di San Zeno: strategica - argomentano dal Comune - perché vi sono già ubicati un idrogenodotto, il termovalorizzatore e imprese energivore. Gli utilizzatori delle 500 tonnellate saranno il tessuto economico della zona stessa e le attività di trasporto, senza trascurare il canale dell’utilizzo domestico. L’Arezzo Hydrogen Valley consentirà di evitare l’emissione di 3 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica”.



Punto forte di San Zeno è appunto la presenza del Polo industriale “zero spreco” per la valorizzazione dei rifiuti urbani, gestito dalla partecipata pubblica Aisa impianti, che sta portando avanti un progetto d’investimento già approvato in Regione per incrementare il recupero di materia e al contempo il recupero di energia - tramite termovalorizzazione per le frazioni secche, biodigestione per l’umido - da rifiuti. “Ultimeremo i lavori del biodigestore entro il primo trimestre del 2023, mentre la linea di termovalorizzazione da 75 mila tonnellate sarà completata entro fine 2024” ha confermato il presidente di Aisa impianti, Giacomo Cherici.

Il costo della Hydrogen Valley è di 16 milioni di euro, di cui 8 co-finanziati se il Comune si aggiudicherà il bando europeo ad hoc. Il Comune è il coordinatore del progetto, 15 i soggetti istituzionali e le aziende coinvolte, una città in Croazia, una in Bulgaria e una regione della Polonia si sono dette disponibili a replicarlo.