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Lo studio

Così l'estrema destra alimenta lo scetticismo climatico su Twitter

Così l'estrema destra alimenta lo scetticismo climatico su Twitter
(ansa)
Lo sostiene uno studio della City University di Londra: "Azioni coordinate durante le Cop per screditarne la credibilità con accuse di ipocrisia"
2 minuti di lettura

Senza dubbio, la situazione è destinata a peggiorare con l'annichilimento del team dedicato alla moderazione dei contenuti che già, per stessa e recente ammissione del social media, lascerà circolare le fake news sul Covid-19 senza alcun filtro. Ora uno studio pubblicato su Nature Climate Change denuncia che sulla piattaforma controllata da Elon Musk lo scetticismo climatico sta crescendo a ritmi quattro volte superiori rispetto ai contenuti a favore di un'azione di contenimento per il clima. Secondo i ricercatori, coordinati da Andrea Baronchelli della City University di Londra e dell'Alan Turing Institute e da Walter Quattrociocchi, docente di informatica alla Sapienza di Roma, questa salita sarebbe stata alimentata da una crescente attività dell'estrema destra contraria alle misure necessarie per tutelare gli equilibri climatici e in generale assetata di contenuti che negano l'impatto delle attività umane sull'ambiente.

Si tratta di un massiccio lavoro di retrospettiva che spazia dal 2014 al 2021: analizzando i tweet pubblicati in questo lasso di tempo durante le annuali Cop, le Conferenze delle parti organizzate dall'Onu, i ricercatori hanno scoperto che i tweet degli scettici sono stati condivisi 16 volte di più durante la conferenza Cop26 di Glasgow rispetto alla Cop21 di Parigi, quella dello storico accordo sul contenimento dell'aumento delle temperature entro 1,5 gradi Celsius rispetto all'era pre-industriale.

Perché studiare proprio Twitter
 

Ma perché proprio Twitter? Il social, spiega il paper, "è la piattaforma ideale per studiare la comunicazione sul clima perché è molto utilizzata da politici e giornalisti, ha un'ampia influenza sociale e culturale e per la ricchezza di dati strutturali che cattura. Naturalmente, Twitter non è direttamente analogo all'opinione pubblica, e i nostri risultati probabilmente derivano da una combinazione della ben documentata tendenza della piattaforma a favorire la polarizzazione e i contesti più ampi per la politica climatica. Tuttavia, molti studi sottolineano l'importanza di Twitter (e dei social media in generale) come strumento fondamentale per studiare la comunicazione climatica, la polarizzazione politica e la disinformazione. Oltre ai social media, un'ampia letteratura considera la polarizzazione e la politicizzazione delle questioni climatiche utilizzando altre tecniche computazionali e approcci più tradizionali. Qui estendiamo questa letteratura sfruttando gli strumenti del crescente campo dell'infodemia".

Nel 2015 polarizzazione ancora bassa, la svolta nel 2019
 

Lo studio Growing polarization around climate change on social media ha dimostrato come la polarizzazione su Twitter in relazione al cambiamento climatico fosse ancora relativamente bassa all'epoca della Cop21. L'anno di svolta per la crescita dello scetticismo, almeno rispetto ai contenuti che circolano su Twitter, è stato il 2019: secondo i ricercatori una possibile ragione del recente aumento dello scetticismo potrebbe essere dovuta alla reazione di opposizione a gruppi di attivisti come Extinction Rebellion e Just Stop Oil. Insomma, una sorta di reazione rispetto alle azioni spettacolari e provocatorie di questi gruppi di attivisti come il "blocco" di Londra proprio dell'aprile 2019.

Come lavorano i gruppi organizzati: le accuse di ipocrisia alle Cop
 

Secondo Andrea Baronchelli, l'aumento significativo dello scetticismo online è "davvero preoccupante": "I social media funzionano da echo chamber ovvero da cassa di risonanza in cui i pregiudizi vengono rinforzati. È importante che le autorità di controllo continuino a cercare modi per assicurarsi che i contenuti condivisi online siano affidabili". Compito che, almeno sul social dell'uccellino, si preannuncia molto complicato nei prossimi mesi vista la tendenza di Musk a sbloccare progressivamente migliaia di account sospesi negli anni scorsi anche per aver messo in circolazione tweet e contenuti controversi e a volte del tutto falsi e alla sua volontà di smantellare ogni divisione che si occupa della moderazione dei contenuti.

Per Mark Girolami, chief scientist all'Alan Turing Institute, "per agire velocemente e efficacemente contro la crisi climatica servono consenso e collaborazione a livello internazionale. La crescita della polarizzazione online rischia di generare uno stallo politico se alimenta antagonismo all'azione per il clima. La politica dovrebbe considerare cosa esattamente stia generando questa crescita dello scetticismo online e trovare modi per contrastarlo".

Ma qual è il modus operandi di questi gruppi? Semplice: accusare chi si impegna nel corso dei summit Onu di ipocrisia. Secondo gli autori dello studio, infatti, negazionisti e scettici rivolgerebbero questo genere di accuse, attraverso i contenuti condivisi, per screditare i summit sul clima e ritardare l'azione climatica.