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L'intervista

Stefano Boeri: "Va ricucito lo strappo fra le città e la Natura"

Stefano Boeri
Stefano Boeri 
Per l'architetto e professore al politecnico di Milano "i pilastri per migliorare la qualità dell’aria sono un rapporto diverso con la natura, l’architettura sostenibile, la creazione di spazi verdi connessi, la mobilità dolce e la decarbonizzazione"
2 minuti di lettura

"Le città sono l'origine del cambiamento climatico, ma ne sono anche le vittime. Pensiamo alle città costiere minacciate dall'innalzamento del livello del mare. Concepirle come luoghi separati dalla natura è stata la scelta sbagliata: ora dobbiamo ricucire questo strappo e pensare ad un arcipelago di borghi che ci riavvicina alla natura". Stefano Boeri, professore ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano, è l'architetto delle biodiversità urbane, autore tra gli altri, del progetto più emblematico della rigenerazione urbana: il Bosco Verticale nato a Milano e diventato il simbolo di una città "densa e verde".

Impegnato con il suo studio in piani di forestazione urbana in tutto il mondo, tra cui Forestami, Boeri sta applicando il concetto di inglobare la natura vivente nell'architettura ampliandolo da un edificio ad un intero centro urbano: la Smart City Forest che sorgerà fuori Cancun, in Messico. "Gli spazi dell'uomo non possono prescindere dalla natura. Se vogliamo invertire il corso del riscaldamento globale del pianeta dobbiamo ripensare le città con un'idea nuova. Le parole giuste sono: pensare al futuro istantaneo". Un ossimoro. "È un concetto del mio amico e filosofo Carlo Bolelli che spiega il tempo in cui stiamo vivendo. Davanti alle sfide poste dal cambiamento climatico, i confini tra presente e futuro sono meno netti ed è importante capire che il futuro è di chi costruisce e progetta oggi. Soprattutto quando si pensa al cambiamento climatico, la buona politica deve fare buone scelte urbanistiche che guardano a quello che saremo tra 30-50 anni".


Da dove iniziamo per realizzare la città sostenibile?
"Innanzitutto, le città rimarranno il centro gravitazionale per l'innovazione, lo scambio delle culture e l'economia. Ma hanno davanti una grande sfida: devono adattarsi a condizioni diverse e bisogna renderle più vivibili. I pilastri per migliorare la qualità dell'aria sono un rapporto diverso con la natura, l'architettura sostenibile, la creazione di spazi verdi connessi, la mobilità dolce e la decarbonizzazione. La piantumazione di alberi non è solo una scelta estetica".

Stefano Boeri: "Abitare in autosufficienza energetica completa, la sfida del presente"

Lei ha parlato di città-arcipelago, di cosa si tratta?
"Io preferisco parlare di un arcipelago di borghi nel verde  con i servizi essenziali per i cittadini raggiungibili in un tempo contenuto. A Parigi, Madrid ma anche a Milano si sta cercando di pensare alla "città dei 15 minuti" che mira ad organizzare le attività umane intorno all'esperienza del tempo.  Centri urbani come un insieme di "luoghi intelligenti" che utilizzano un sistema di energia rinnovabile e con un forte grado di autosufficienza nei servizi digitalizzati, nell'assistenza sanitaria, nel commercio, nella scuola e nel lavoro. Io li immagino collegati da una mobilità che non può prescindere dall'elettrico. E poi piste ciclabili e corridoi verdi verso le cinture ambientali all'esterno della città".


C'è una città da portare come esempio?
"Londra sta lavorando molto sulla mobilità, Parigi sui tetti verdi, Barcellona sui quartieri, ma anche Milano con il progetto Forestami. L'importante è integrare ogni progetto sullo spazio urbano, creando ecosistemi costituiti da progetti diversi. Un esempio è il Bosco verticale".

 


Durante la Cop 27 ha lanciato un appello agli architetti ricordando la Dichiarazione di San Marino sui "Principi per la progettazione urbana". Perché è così importante la scelta dei materiali per la sostenibilità?   
"L'edilizia produce il 42% dei gas serra. Ripresenteremo l'appello affinché ogni costruzione non solo contenga il verde che riduce il calore e crea un microclima, ma diventi una  centrale di energia pulita e quando è possibile la conservi. Per disegnare una città sostenibile non servono solo progetti innovativi ma anche senso di responsabilità".