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ll progetto

L'acqua contesa di Cipro, l'isola che soffre la siccità

Francesca Greco a Cipro (foto di Sergio Vaccaro)
Francesca Greco a Cipro (foto di Sergio Vaccaro) 
Il progetto "Water is one" per promuovere la consapevolezza ambientale sulle acque sotterranee e di superficie a Cipro. Francesca Greco: "Quando gli Stati non si riconoscono tra loro, una gestione tecnica o di monitoraggio è impossibile"
4 minuti di lettura

La Giornata mondiale dell'acqua, campagna globale istituita dalle Nazioni Unite per il 22 marzo, quest'anno ha come tema "Be the change" per incoraggiare a cambiare il modo in cui utilizziamo, consumiamo e gestiamo le risorse idriche. C'è un'italiana, Francesca Greco, che ha fatto dell'esortazione dell'Onu il suo progetto di studio e vita, un impegno che le è valso di recente un premio per "l'idea più innovativa sull'acqua".

Francesca Greco, 45 anni, di origine orvietana ma ormai cittadina del mondo, è un'esperta internazionale di politica idrica e alimentare, con oltre 20 anni di esperienza in materia di acquiferi transfrontalieri, genere e acqua, impronta idrica e acqua virtuale, governance dell'acqua. A occuparsi di questo tema però è arrivata attraverso l'interesse per i conflitti geopolitici. "Sono laureata in scienze internazionali e diplomatiche - dice - e mentre studiavo all'università di Bologna, sede di Forlì, mi sono occupata del conflitto idrico tra Israele e Palestina. Il tema dell'acqua mi ha appassionato e avrei voluto continuare a studiare politiche idriche, ma poiché non c'era una cattedra in Italia sono andata a Londra, dove insieme al professor Tony Allan, il teorico del concetto di acqua virtuale, abbiamo fondato il London Water Research Group".

Greco ha avuto esperienze all'Onu e con ong ambientaliste in Africa sub-sahariana, Medio Oriente ed Europa, in Italia tiene regolarmente lezioni di Politica dell'acqua e Diplomazia dell'acqua presso l'ISPI e l'Università di Scienze Gastronomiche UNISG. Ora però è a Cipro, dove la sua attività le è valsa l'ospitalità di CyprusInno, una startup sociale che utilizza l'imprenditorialità come meccanismo di costruzione della pace.  Greco è stata dunque invitata a lavorare nello spazio condiviso di CyprusInno, nella zona cuscinetto dell'isola, al suo progetto "Water Is One: promuovere la cooperazione idrica e la consapevolezza delle questioni idriche a Cipro per entrambe le comunità dell'isola".

"I legami acqua-cibo-energia sono i beni più importanti e vulnerabili per qualsiasi comunità che voglia sviluppare un futuro sostenibile alla luce dei cambiamenti climatici e per un futuro pacifico - spiega la studiosa - L'acqua, soprattutto a Cipro, è ancora più preziosa alla luce dell'incertezza dei cambiamenti meteorologici e climatici, dell'aumento delle temperature nella zona climatica orientale del Mediterraneo, e in quanto risorsa che genera reddito e vita per tutte le comunità che vivono sull'isola".


Il progetto "Water is one" ha perciò lo scopo di promuovere la consapevolezza ambientale sulle acque sotterranee e di superficie di Cipro. "Il progetto raccoglierà le opinioni, le proposte di azioni congiunte e la percezione complessiva delle problematiche idriche a Cipro da parte di entrambe le comunità dell'isola - spiega Greco -, comprese le donne delle aree rurali, i giovani e i cittadini degli ambienti urbani, gli esperti di acqua delle istituzioni e delle reti di ricerca. La raccolta delle loro idee nel quadro di un'esperienza bicomunale e la pubblicazione delle loro opinioni e percezioni sull'acqua in tre lingue, greco, turco e inglese, saranno i principali risultati dell'azione".

"A Cipro, dopo l'invasione turca del 1974, l'isola è stata divisa in una zona controllata dall'auto proclamata "Repubblica di Cipro Nord , non riconosciuta se non dalla Turchia stessa e pochi altri Paesi. - continua -  La Repubblica di Cipro, Paese facente parte dell'Unione Europea, non ha ancora avuto successo nel finalizzare, nonostante l'aiuto delle Nazioni Unite, una soluzione del cosiddetto Cyprus Problem. L'isola è quindi di fatto separata da un muro e da una Green Line che taglia orizzontalmente il territorio da est a ovest, creando una vera e propria cerniera tra la parte nord e quella sud dell'isola. A unire queste due realtà c'è la cosiddetta buffer zone delle Nazioni Unite, dove operano i caschi blu".
 

In un contesto tanto problematico la questione idrica non è secondaria: "L'acqua a Cipro, come in tutte le zone desertiche del Mediterraneo, è risorsa preziosa e minacciata dal cambiamento climatico. Tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Onu, il numero 6, dedicato all'acqua, parla anche di come migliorare la cooperazione idrica transfrontaliera tra diversi stati - dice Greco - Un problema maggiore quando gli Stati non si riconoscono tra loro, come accade a Cipro, e una gestione tecnica o meramente di monitoraggio è praticamente impossibile".
 

Così, il progetto "Water is one", dopo la stesura di una prima proposta progettuale che ha già ricevuto i primi fondi dall'istituto IHE Delft Institute for Water Education, in Olanda, nel quadro del loro "Water Storytelling Project", si propone di far parlare i ciprioti: intervistarli (sono previste 100 interviste) e chiedere loro qual è la loro percezione dell'acqua a Cipro. "Chiediamo loro se sanno da dove viene la loro acqua, se sanno come viene protetta e come viene gestita. Le loro idee, anche progettuali, per creare soluzioni innovative e congiunte, verranno raccolte da me e riportate attraverso vari canali di comunicazione in greco, turco e inglese. Utilizzerò infografiche, social media, un sito internet e sono previsti anche 10 video e radio podcast, più un report finale, che sfocerà anche in una pubblicazione scientifica", spiega la creatrice del progetto.

"Questo naturalmente è solo l'inizio di "Water is One", idea che poi verrà lasciata ai partecipanti stessi del progetto - aggiunge - Le loro idee, le loro opinioni, verranno fatte riverberare nella speranza che una gestione congiunta delle acque di Cipro possa essere sentita dalla popolazione come necessaria e urgente. Il progetto prevede anche altre modalità di diffusione, ancora in cerca di fondi: vorrei finanziare un reportage fotografico operato da tre fotografi, - uno turco cipriota, uno greco cipriota e uno internazionale, - che viaggiassero insieme presso i paesaggi idrici dell'isola: gli impianti di riciclo delle acque, le sorgenti delle montagne in alta quota, le zone rurali, le piantagioni di frutta e verdura. Vorrei che l'acqua di Cipro si vedesse, come un'unica fotografia, che non ha bisogno di parole né di lingue per essere spiegata".

Presto le ricerche su acqua e siccità e acqua e potere di Greco potrebbero interessare il contesto italiano. "Soprattutto in periodi di siccità come quello che stiamo attraversando i conflitti idrici esistono anche all'interno di un Paese unito come il nostro, perché si manifestano a livello regionale e subregionale. Con il cambio climatico queste dispute saranno sempre più frequenti e dovremo sempre più renderci conto che la siccità si lega alle esportazioni agroalimentari. Faccio un esempio: abbiamo cominciato a coltivare kiwi nel Lazio senza chiederci da dove viene l'acqua per innaffiarli e in che modo una nuova coltivazione può impattare sulle risorse idriche - conclude Francesca Greco -. Tutta la produzione agroalimentare dovrà essere riconvertita tenendo conto del cambio climatico e delle risorse idriche a disposizione".