Plastificato e depredato, l’oceano chiede aiuto alle aziende (e a tutti noi)

Giovedì 17, a Genova, la Giornata dedicata agli oceani. In Italia si rinnova l’accordo tra un colosso della produzione e il Wwf per rendere sempre più sostenibile l’industria ittica
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Ci sono diversi approcci per occuparsi di natura e tutela ambientale, tutti legittimi: c’è quello più emotivo che mira a tutelare le specie a rischio, come nei casi delle balene spiaggiate e quello che prende in esame i cicli di produzione e di consumo alimentare che impattano enormemente sul nostro ecosistema e che, con l’estensione planetaria dei mercati, debbono essere gestiti su scala globale con responsabilità e consapevolezza. Soprattutto di questo si parla e si parlerà nella Giornata dedicata agli Oceani, il 17 giugno a Genova.

Sempre più caricati da rifiuti di ogni sorta, ancora oggi gli oceani sono considerati una fonte inesauribile di pesce e di altre risorse anche se non è affatto così: nel mondo il 60% degli stock ittici monitorati è sfruttato al massimo delle loro capacità, mentre il 33% circa è sfruttato addirittura in eccesso.

In Italia si sperimenta da tempo una collaborazione, tenuta in grande considerazione dagli altri Paesi, tra il WWF e un colosso dell’industria ittica nostrana, Rio Mare, uno dei brand di Bolton Group, leader in Europa per le conserve ittiche. La cooperazione, appena rinnovata si sviluppa positivamente da anni e ha prodotto risultati significativi nel settore dell’industria ittica, dimostrando che è possibile adottare politiche di produzione e approvvigionamento sempre più sostenibili, con l’obiettivo di contribuire a ridurre l’impatto delle attività di pesca sugli oceani. Questa partnership, raccontata dalla campagna “Insieme per gli Oceani”, sarà una delle protagoniste della giornata di Genova (prevista la trasmissione in streaming), mettendo in evidenza la condivisione di valori e obiettivi comuni, non ultima l’opera di sensibilizzazione dei consumatori verso scelte sempre più consapevoli.

A Genova Rio Mare annuncerà il rinnovo della partnership con il WWF, una collaborazione iniziata nel 2016 e che in questi anni ha portato importanti risultati, tra cui il raggiungimento di un obiettivo che a molti era parso ambizioso ma che dimostra cosa possono fare i produttori nel campo della sostenibilità ambientale: oggi il 70% di tonno Rio Mare proviene da attività di pesca certificate MSC (Marine Stewarship Council) (21%), oppure coinvolte in progetti di miglioramento della pesca (FIPs - Fishery Improvement Projects) credibili e solidi (49%). Un’iniezione di fiducia per centrare l’obiettivo del 100% nel 2024. Per quanto riguarda la trasparenza e la tracciabilità, il 100% dei prodotti di Rio Mare è completamente tracciabile dal luogo di pesca alla tavola dei consumatori, grazie ad un sistema di condivisione in tempo reale delle informazioni.

“Gli oceani sono il nostro capitale blu, il loro valore è incalcolabile, e il tonno, uno dei pesci di maggior valore commerciale al mondo, è essenziale affinché gli ecosistemi marini possano mantenersi in salute e svolge un ruolo importante negli equilibri del clima e della biosfera. Per noi chi pesca ha una responsabilità fondamentale: solo pescando in maniera più sostenibile possiamo garantire un futuro agli oceani, alle comunità che vivono di pesca nel mondo e alle generazioni future” - afferma Isabella Pratesi, Direttore Conservazione del WWF Italia “In linea con la nostra Tuna strategy, il supporto di partnership trasformative importanti, come quella con Bolton sono essenziali per garantire una transizione verso una produzione e un consumo più sostenibili per tutto il settore ittico, incrementando il valore percepito del pesce in scatola.”

Comprensibile, ovviamente, la soddisfazione di Bolton Group Rio Mare: “Siamo orgogliosi di rinnovare questa importante collaborazione che porta con se obiettivi ancora più sfidanti - afferma Luciano Pirovano, Global Sustainable Development Director della Business Unit Food del Gruppo Bolton -. Abbiamo l'ambizione di diventare l'azienda di tonno più sostenibile al mondo e per questo stiamo allargando il perimetro della partnership. Confermiamo il nostro obiettivo del 100% di tonno proveniente da pesca certificata MSC o da FIPs credibili e solide, entro il 2024 per tutto il perimetro della nostra business unit, sensibilmente aumentato grazie a una recente acquisizione, che ci ha permesso di rafforzare la nostra presenza in Europa e in Sud America. Oltre a questo, spinti dal WWF, ci stiamo impegnando ad adottare criteri di sostenibilità più rigorosi per quanto riguarda il nostro approvvigionamento. Vogliamo anche rendere i nostri sforzi di advocacy ancora più forti per guidare il settore ed essere da esempio” .

L’azienda nel 2009 fu tra i membri fondatori dell’ISSF (International Seafood Sustainability Foundation), organizzazione globale no-profit che riunisce autorevoli scienziati, biologi marini, ONG (tra le quali WWF International) e l’industria ittica, oggi punto di riferimento mondiale sul tema della sostenibilità della pesca del tonno, costola di un progetto più ampio che investe tutta la corporate del brand, consultabile su Qualità Responsabile.