La gioia degli interisti, la rabbia dei ristoratori

Milano invasa dai tifosi dell'Inter 
A Milano piazza Duomo invasa dai sostenitori nerazzurri per la festa scudetto fa inviperire ristoratori e baristi che da mesi rispettano con chiusure e corpifuoco le regole del distanziamento
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C’è chi ride e chi piange. Chi fa festa e chi si sente impotente. E anche molto arrabbiato. Milano si sveglia ostaggio di due sentimenti molto diversi ma di pari intensità, tra la sbornia degli interisti che acclamano lo scudetto ritrovato dopo anni di delusioni (non succedeva dal 2009-2010), e l’ira di ristoratori, baristi e in generale esercenti del mondo del food che non credono ai loro occhi: quelle immagini di piazza Duomo presa d’assalto dai nerazzurri con bandiere e slogan briosi stride con la pandemia e con il clima di lockdown che i ristoratori hanno rispettato con fermo senso civico, ma non senza amarezza. E ora che quelle regole così rigide che un po’ tutti si sono impegnati a rispettare sembrano saltare al grido dei festanti tifosi dell’Inter, crolla, tutta di botto, quella pazienza che per mesi ha retto all’urto di chiusure e decreti.

E così mentre i supporter nerazzurri invadono sorridenti la piazza milanese, l’arena dei social è presa d’assalto da ristoratori e baristi, con toni tutt’altro che gioiosi, anzi decisamente polemici e inviperiti da quella che vivono come una beffa. Un riso amaro che punta a ironizzare sull'ormai famigerato divieto del caffè al banco, ma anche con il coprifuoco alle 22. Tutte norme importanti, ma che si sgretolano di fronte a quelle immagini.

 "Premesso che non ne faccio una questione calcistica perché non tifo è mai lo farò....dico solo una cosa Caro signor Mario Draghi Premier - scrive su Facebook Simone Braghetta, consulente per la ristorazione - prima di prendere provvedimenti e richiudere nuovamente i ristoranti....faccia un bel respiro, guardi queste immagini e tragga le  sue conclusioni. PS Se proprio vuole/volete fare qualcosa, eviti gli assembramenti nelle piazze e nei luoghi d’incontro dove non ci sono regole, perché a noi di regole nei ristoranti ne avete date....e anche parecchie!!! Ora basta!!! Grazie e buon lavoro".

"Solo per sapere, foste stati nel prefetto di Milano voi cosa avreste fatto?", si chiede su Facebook Luigi D'Amelio, pioniere della birra artigianale in Italia, postando una foto di una Milano straripante di interisti. "Prevedono una risalita e la colpa sarà di quei ristoranti aperti sotto la pioggia di questo week end", è il commento ironico di Mario Del Debbio, già presidente nazionale Fisar, esperto di vino e agente enoico.

La rabbia è tanta e viene da un settore particolarmente bersagliato dal Covid. Basti dire che, secondo i dati della Fondazione nazionale commercialisti, nel biennio 2020-2021, a causa della pandemia, ristoranti e alberghi hanno perso oltre 38miliardi di euro. Sempre secondo i commercialisti, l’anno scorso la perdita del settore è stata pari al 44,2% ma nel 2021, secondo le prime ipotesi, potrebbe fermarsi al 35 per cento. Il primo weekend di "aperture", con ristoranti pieni e boom di prenotazioni, è un primo segnale di speranza.