Tutti pazzi per Pantura, così Saverio ha messo le ruote al suo sogno

Pantura - Storie di cibo (dalla pagina Facebook di Pantura @Silvio Boschet) 
In piazza Caricamento a Genova il food truck preso maggiormente d'assalto è quello di un trentaquattrenne ex avvocato che ha lasciato lo studio legale per dedicarsi alla sua vera passione: il cibo
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Al suo sogno nel cassetto Saverio Gramegna cinque anni fa ha messo le ruote. Per non fermarsi più.

La prima vita di Saverio, pugliese di Altamura, è stata fra i libri di diritto, con la laurea in Giurisprudenza e il lavoro in uno studio legale a Milano. Perché per diventare avvocato e puntare in alto con la professione, dal sud si era anche trasferito al nord all’età di 19 anni. Sembrava tutto scritto e tracciato ma la vita, a volte, sorprende. E fa sentire più forti, dentro, aspirazioni e passioni mai sopite. «La svolta per me è stata nel 2015 con Expo Milano. Ho capito che la mia vera passione era la cucina. È sempre stato così: mi ripenso piccolo, in cucina, accanto a mia madre fra pentole e fornelli. Potevo starci delle ore intere». E allora eccola qui, la nuova strada di Saverio: niente più studio, niente più carte bollate. Si ricomincia da una roulotte Lander di fine anni Settanta comprata su Subito.it equipaggiata di piastra, frigo, ombrellone e piantine aromatiche. Una vera e propria cucina itinerante.

(dalla pagina Facebook di Pantura - Storie di cibo) 
Si chiama “Pantura – Storie di cucina”, quel food truck. E in piazza Caricamento, affacciato alla zona del Porto Antico di Genova, durante la quattro giorni di Slow Fish, “Pantura” ha una fila incessante di clienti a dimostrazione che inseguire i sogni anche da “grandi” non è poi così sbagliato. È di “Pantura” è uno dei panini più richiesti di questa edizione di Slow Fish: rivisita il polpo e patate, un classicissimo della cucina di mare abbinandolo al pane e a un pinzimonio gentile e rispettoso di olio, sale, pepe. «Perché se le materie prime sono buone non c’è bisogno d’altro. L’olio deve valorizzare, non nascondere».

Saverio Gramegna oggi ha 34 anni. Condivide lo spazio stretto ma perfettamente studiato della roulette “Pantura” con il fratello trentunenne Antonio, designer (ancora ora) a Milano che il suo apporto lo ha dato anche nel rendere un capolavoro estetico - dal colore verde celadon - anche quella roulotte anni Settanta acquistata con un clic. «Non volevo stare chiuso in ufficio per una vita intera, non era la mia strada - afferma Saverio - ho creduto in quello che mi appassionava per davvero». “Pantura” non si è fermata mai. E nemmeno la pandemia ha tolto le ruote a questo truck che macina chilometri nel nome del buon cibo e della tradizione. Anzi. «Fra catering , cucina a domicilio nei periodi nei quali si poteva siamo riusciti a stare a galla per recuperare i mesi di stop forzato». Bruschette con la stracciatella, le alici e la scorza di limone o con il baccalà mantecato e le olive di Riviera o con la crema di pomodoro artigianale e la stracciatella, accanto al panino con polpo e patate: dalla roulotte di “Pantura” i fratelli Gramegna alzano lo sguardo per un attimo dalla piastra di cucina. Il sorriso è pieno: si vede dagli occhi, la mascherina non lo nasconde. Il sogno di Saverio, con le ruote messe nel 2015, va lontano.