Dagli egizi a Homer Simpson passando per Shakespeare, così la birra ha conquistato tutti

Si festeggia la Giornata internazionale: nata come evento locale in California, è diventata un modo per celebrare nel mondo un simbolo (alcolico) di convivialità
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Un vecchio adagio ceco mette insieme aspirazione alla qualità ma anche goliardica sete di quantità per una delle bevande alcoliche sinonimo di piacere conviviale: “Una buona birra può essere giudicata con un solo sorso... ma è meglio esserne completamente sicuri”.

In tutti i Paesi e in ogni tempo la birra ha trovato appassionati bevitori ed eruditi intenditori, che ne apprezzavano il valore nutrizionale ed emotivo insieme: "La bocca di un uomo completamente felice è piena di birra” si diceva nell’antico Egitto, dove i lavoratori ne consumavano circa quattro 4 litri al giorno, considerandolo un alimento a tutti gli effetti, "pane liquido". Convinzione rimasta granitica per secoli e esaltata addirittura da Shakespeare secondo cui “Una pinta di birra è un pasto da re”. Sostanziosa ma soprattutto dispensatrice di allegria, simbolo di benessere, tanto che secondo i Vichinghi nel Valhalla viveva una capra gigantesca dalle cui mammelle sgorgava birra.

L'Oktober Fest ma ad Alessandria 
In Germania è quasi una religione, tramandata fin dal 1516, anno in cui fu emanato il Reinheitsgebot, l'editto di purezza voluto da Guglielmo IV di Baviera per obbligare il birraio a usare esclusivamente acqua, malto d'orzo e luppolo (oltre al lievito, naturalmente). In realtà bisognava impedire che in quell'anno fosse impiegato frumento, da preservare per via di un raccolto scarso. Ma la legge che doveva essere solo temporanea rimase scolpita nella tradizione tedesca per sempre, diventando garanzia di qualità.

Non stupisce che l’evento più importante e famoso per celebrare la birra sia in Germania,  l'Oktoberfest a Monaco. Ma non mancano manifestazioni più o meno grandi, con concorsi e degustazioni sparse qua e là. E da qualche anno tutto il mondo virtualmente alza insieme i boccali nel primo venerdì di agosto - mese caldo e birra fredda - per l’International Beer day, nata nel 2007 a Santa Cruz, in California, da un’idea di Jesse Avshalomov. All’inizio doveva essere un piccolo evento nella sua città e a poco a poco è cresciuto abbracciando mille città in cento Paesi di tutti i continenti. Obiettivo? “Ritrovarsi con gli amici e assaporare il gusto della birra, celebrando le persone che la producono e la servono e soprattutto unire il mondo all'insegna delle birre di tutte le nazioni”.

Intanto anche i beer lover italiani vorrebbero anche in Italia una festa simile a quella tedesca. Il 70% degli appassionati mostra molto interesse anche per eventi a tema birra più locali e auspica che possano avere una cadenza più frequente, anche durante la stagione autunnale. Lo dice una ricerca condotta da Bva Doxa per il Centro Informazione birra (Cib) e diffusa da Assobirra proprio in occasione dell’International Beer Day del 6 agosto. L'indagine registra che 6 amanti della birra su 10 manifestano un forte interesse per vacanze alla scoperta di eventi a tema birra. E che almeno una volta, ha infatti optato per viaggi con finalità enogastronomiche per gustare birra e cibi locali. Dall’inizio dell’estate i consumi nel fuori casa sono cresciuti del 15% rispetto alla primavera e infatti secondo la ricerca gli appassionati ordinano birra circa 4 volte a settimana.

In attesa di un Oktoberfest in salsa italiana, buon International Beer Day con una più prosaica citazione di Homer Simpson: “Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa: io credo che tra poco mi farò una birra”.