Duemila cantine, 27mila bottiglie e un annuncio: la Slow Wine Fair "diventerà la Terra Madre del vino"

Alla Milano Wine Week presentata la nuova guida e anche i progetti per il futuro. Lungimiranti e ambiziosi 
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Tante novità durante la presentazione milanese della guida Slow Wine 2021. Cominciamo dai curatori, Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, di cui resterà solo il primo affiancato da quattro nuovi vice: Paolo Camozzi, Jonathan Gesber, Federica Randazzo e Gabriele Rosso. Per il secondo, "dopo 20 anni di Slow food e 60 anni compiuti, cabalisticamente è un meraviglioso momento di smettere per dedicarsi a nuovi progetti e lasciare spazio ai giovani". 

Giavedoni ricorda di aver "studiato Filosofia, ma quel che so sul vino l’ho imparato dai vignaioli. Dopo tre o quattro visite in cantina la sera sono sempre stanco per l’eccesso di umanità ricevuta. Il mio maestro poi non è stato Veronelli, che a differenza di tanti critici ho visto una volta sola, ma Gigi Piumatti, il curatore precedente". E venendo alla guida sono quasi 2mila le cantine schedate, 27mila i vini assaggiati in ogni angolo d’Italia, 188 le bottiglie top, 218 le chiocciole per i valori organolettici, territoriali e ambientali e 87 le monete dal buon rapporto qualità-prezzo.

Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni 
Tre i premi assegnati durante la presentazione. Giovane vignaiolo dell’anno è Federico Stroppolatini dell’omonima azienda di Gagliano di Cividale del Friuli, "che a seguito della malattia del padre si è caricato sulle spalle l’azienda agricola portando avanti un progetto ecosostenibile senza compromessi". Il premio Viticoltura sostenibile va ai Ceretto di Alba, "perché spinti da un cambio generazionale hanno convertito i vigneti in biologico trattati in modo biodinamico per rispettare il territorio e proseguire la vocazione culturale aziendale". Alessandro Ceretto rivela che proprio leggendo un libro edito da Slow food (ol suolo, un patrimonio da salvare degli agronomi francesi Claude e Lydia Bourguignon) ha iniziato il suo percorso nella sostenibilità: "Dalla qualità del terreno dipende quella della pianta e dell’uva. E la coltivazione migliore è quella biodinamica e biologica perché favorisce maggiore biodiversità". Infine, premio alla carriera a Elisabetta Fagiuoli di Montenidoli vicino San Gimignano per avere "segnato un prima e un dopo per la vernaccia, sempre controcorrente rispetto alle mode, facendone un classico imprescindibile per qualsiasi intenditore. Il tutto nel rispetto del biologico".

In occasione del lancio della guida, per la prima volta a Milano grazie al nuovo patto con la Milano Wine Week organizzata da Federico Gordini, sabato e domenica un migliaio dei vini citati sono assaggiabili al MegaWatt Court nel Walk Around Tasting di Slow Wine, la più grande degustazione dell’anno. Mentre il prossimo appuntamento è per Slow Wine Fair dal 26 febbraio 2021 all’1 marzo 2022 alla Fiera di Bologna, senza contare la ripartenza dello Slow Wine World Tour che passa da Seattle, San Francisco, Austin, Miami, New York, Monaco di Baviera, Seoul e Tokyo. "L’obiettivo - spiega Gariglio - è di costruire una Slow Wine Coalition internazionale che unisca vignaioli produttori, conferitori di uva, cooperative, professionisti della filiera e appassionati. Ogni guida contiene il nostro manifesto per un vino buono, pulito e giusto e tra poco nascerà la prima edizione cinese". 

La Slow Wine Fair di Bologna vuole essere "la nuova Terra Madre del vino - rivela Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food -. L’associazione del resto ha le sue radici nella vigna. Già nel 1989 il primo manifesto scritto da appassionati del vino parlava di ambiente e paesaggio, temi ripresi nel manifesto di Bologna del 2020 e da portare avanti. E’ una piccola rivoluzione a cui ognuno contribuisce con un vino che esca anche dal bicchiere conciliando piacere e impegno».