New York, il raduno di collezionisti e importatori per la diretta con le Langhe

L'asta di Grinzane Cavour in collegamento con New York (@Bruno Murialdo) 
Nessuna delle quattordici barrique di Barolo Gustava battute all’asta da Christie’s è andata al parterre della Grande Mela ma il pubblico ha mostrato entusiasmo. Il critico enologico Antonio Galloni: “Il mercato americano impazzisce per i vini del Piemonte"
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NEW YORK. “È una grande festa e ne abbiamo bisogno tutti”. Il critico enologico di fama mondiale Antonio Galloni sintetizza così lo spirito che regna nel cuore di Manhattan all’evento Barolo en primeur, la gara internazionale di beneficenza promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Fondazione CRC Donare, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Langhe e Dogliani.

Nessuna delle quattordici barrique di Barolo Gustava battute all’asta da Christie’s nel castello di Grinzane Cavour, nelle Langhe, in collegamento con New York, è andata al parterre della Grande Mela (né il tonneau di Barolo del Comune di Grinzane, aggiunto al termine) ma il pubblico ha mostrato entusiasmo per il vino piemontese. “Il mercato americano impazzisce non solo per il Barolo, ma anche per il Barbaresco e per tutti i vini del Piemonte - ha spiegato Galloni -. Il Barolo è un vino che si abbina benissimo al cibo, e con tutti i valori che cerchiamo oggi. La forte presenza dell'artigiano, il legame col territorio, il fatto che è monovitigno, sono tutte cose che lo rendono uno dei vini più unici del mondo”.

Le barrique di Barolo (@Bruno Murialdo) 
L’enologo ha poi sottolineato come ci sia un “interesse globale per il Barolo, e questo è un modo molto nuovo per proporlo: è la prima volta che si vende in barrique per cause di beneficenza, e spero sia il primo di tanti anni in cui si tiene una manifestazione simile”. Per Galloni, infatti, si è trattato di un “evento che offre ai collezionisti un’opportunità senza precedenti di partecipare ad un’iniziativa filantropica di grande rilevanza e beneficiare di una barrique di un Barolo dell’annata 2020, ottenuto da una specifica particella all’interno di un vigneto storico”.

A New York l’appuntamento con collezionisti, importatori e distributori era al ristorante Il Gattopardo: a precedere l’asta un pranzo con piatti tipici piemontesi, dagli agnolotti del plin al brasato di vitellone al Barolo con fagiolata, per finire con un assaggio di formaggi della zona. Il Barolo sta vivendo un momento molto favorevole negli Stati Uniti e nella New York post-pandemia, dove si percepisce una rinnovata energia e dove tanti americani sono già tornati in Italia dalla riapertura delle frontiere (per loro) quest’estate.

Anche il direttore dell’Agenzia Ice di New York Antonino Laspina, presente all’evento, si è detto “fiducioso sul fatto che ci troviamo in una fase di ripresa dalla pandemia, e il prossimo sarà un anno di successo”, plaudendo poi alla resilienza mostrata dalle aziende italiane. “Spero che i produttori vengano a breve a New York a promuovere quello che quando io ero bambino chiamavano il re dei vini e il vino dei re”, ha aggiunto. “Mio padre, quando ero piccolo, diceva che c’erano due vini al mondo, il Barolo e lo champagne”, gli ha fatto eco Antonio Galloni, abituato ad assaggiare più di diecimila vini ogni anno. Tanti di questi vini vengono degustati quando sono ancora in botte, e l’enologo usa la sua esperienza per estrapolarne il potenziale futuro: anche nell’ambito di Barolo en primeur 2021 ha assaggiato ciascuna delle barrique (ossia la botte più piccola usata per affinare il vino) scrivendo le sue note di degustazione sulla sua pubblicazione, Vinous, in maniera che i potenziali offerenti potessero leggere la sua opinione su come questi vini rari catturino l'essenza del Barolo e, in particolare, di Vigna Gustava, e anticipandone anche la probabile evoluzione.