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Il gusto della Basilicata in bicicletta, dalle Dolomiti lucane allo Jonio

Il Cristo di Maratea
Il Cristo di Maratea 
Il paese di Coppola, il borgo fantasma di Craco, gli immancabili peperoni cruschi e la pizza potentina (ruccolo): tour a pedali della regione bagnata dai due mari
2 minuti di lettura

Da VÙLTURE-MELFESE (PZ) a MARINA DI PISTICCI (MT). "La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”, diceva Albert Einstein. L’importante è farlo, che sia per stare bene o per scoprire l’identità di un territorio. Questa volta pedaliamo lungo l’aspra e franca terra di Basilicata, con Matera città dei sassi patrimonio Unesco e nuova capitale del cicloturismo secondo l’ormai celebre Oscar italiano del cicloturismo, che qui ha scelto di far vivere la sua settima edizione. 

La bicicletta è una lente d’ingrandimento sui territori e quello lucano è ricco di peculiarità ancora poco note e di meraviglie, come la possibilità di toccare due mari, Ionio e Tirreno, con un tour (utile consultare l’app “Basilicata Free To Move”). Montate in sella e fate partire il contachilometri nel Vùlture Melfese, la zona a nord della regione dominata dal profilo del massiccio del Monte Vulture con il Castello di Melfi. Non avrete davanti a voi solo la bellezza della Riserva dei Laghi di Monticchio ma anche la biodiversità rigogliosa come elemento caratterizzante per l’Aglianico, vitigno principe della zona esaltato da aziende che portano il nome di Elisabetta Musto Carmelitano e Elena Fucci. Bevete la ricchezza di questa terra e proseguite verso la vicina Monticchio, una delle capitali delle acque minerali italiane, per una visita nel borgo. 

Si riparte in direzione Potenza, il capoluogo regionale dal centro storico affascinante e con la scala mobile più lunga d’Europa in cui le biciclette fanno parte di un sistema integrato. A questo punto avrete percorso una cinquantina di chilometri, dunque ricompensatevi: dovrete cercare il “ruccolo”, la pizza potentina nel ruoto (la cosiddetta teglia sentinella del forno) con una manciata di pomodoro, formaggio ed erbe, quasi estinta. Quasi. Potrete sfamarvi con questa delizia nel “Forno Montesano” per la versione storica e da “Cibò” per la moderna tramite alte idratazioni. 

Castelmezzano
Castelmezzano 
L’obiettivo ora sono quelle che ormai tutti chiamano Dolomiti Lucane, e cioè la zona di Castelmezzano, con i suoi tramonti sbalorditivi e le sue case incastonate nella roccia, e Pietrapertosa con una delle poche rabatane arabe ancora esistenti; due luoghi che rappresentano una tappa imperdibile dove fare un break godendo anche del volo dell’angelo, ossi un’attrazione che permette di “volare”, ovviamente imbragati, tra le due cime che svettano sui due paesini. Provate poi la salsiccia (la lucanica già annoverata da Marco Terenzio Varrone che passato da qui riportò a Roma la scoperta di altissimo pregio) o le specialità a base di funghi cardoncelli di montagna di cui l’azienda Terramia è rappresentate distinta. 

Il volo dell'angelo
Il volo dell'angelo 
Si continua verso Stigliano per i suoi saporiti pistacchi di qualità e ancora fino alla perla della Basilicata chiamata Maratea. Bagnata dalle limpide acque del Mar Tirreno e dominata dalla scultura del Cristo Redentore posta sulla cima del monte San Biagio, è una chicca che appaga vista e anima, il perfetto punto in cui sostare per riprendere il viaggio all’indomani. 

Si continua con un’altra sgambettata verso Senise, famosa per i peperoni cruschi, uno dei simboli della regione, poi una fotografia alla città fantasma di Craco, e finalmente si giunge tra i bianchi sassi di Matera dove ammirare un paesaggio unico e gustare l’estiva cialledda, un’insalata fredda di pane bagnato, piatto povero del territorio molto identitario, con cetrioli, pomodori, cipolla e origano (qui è consigliata un’altra sosta dormendo nelle antiche e meravigliose dimore dell’Antico Convicino o del Sextantio). Per un souvenir non scontato, recatevi nel negozio Dandy Store in via delle Becchierie 67, dove la designer Damiana Spoto realizza stole in fibra di latte con stampe che raffigurano gli alberi della Basilicata. 

Craco
Craco 
Si prosegue in direzione Metapontino, l’area agricola più florida della regione con le sue maestose Tavole Palatine, da dove si cominciano a scorgere le spiagge joniche: si passa da Bernalda - il paese di Francis Ford Coppola, che  di tanto in tanto si può anche incontrare - e finalmente ci si rinfresca nelle acque dello Ionio a Marina di Pisticci, con lo sguardo rivolto verso il Castello di San Basilio attraverso i sinuosi calanchi lucani