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La Sangria, quel simbolo spagnolo che sa d'estate

La Sangria, quel simbolo spagnolo che sa d'estate
Ecco come preparare al meglio la tradizionale bevanda iberica da gustare sempre molto fresca
2 minuti di lettura

È una delle bevande più conosciute al mondo nonché un’icona del suo Paese: stiamo parlando della sangria (in spagnolo sangría, con l’accento sulla “i”), sinonimo di estate e d’allegria. Da bersi sempre molto fredda, ideale per rinfrescare i momenti più caldi della bella stagione, la sangria è una preparazione simbolo del gusto spagnolo, insieme alle tapas, la paella, la tortilla di patate e il prosciutto iberico. 

 

Non si fatica molto a ritrovare l’origine del nome “sangria” in “sangre”, sangue, che immediatamente evoca un colore rosso brillante e un carattere focoso e passionale. Come potrebbe essere diversamente per una bevanda che ha come ingrediente principale il vino rosso? Più complicato è cercare le origini di questa preparazione, anche se la più accreditata è che sia stata inventata nell’800 dai contadini spagnoli e portoghesi (la sangria si trova in tutta la Penisola Iberica) per ritemprarsi durante le loro lunghe giornate di lavoro nei campi, utilizzando i prodotti che avevano a disposizione, come vino, pesche e agrumi.

Ma c’è anche chi fa risalire la sua storia a oltre 2000 anni fa, quando i Romani attraversarono la Penisola Iberica e vi piantarono dei vigneti. Ma ad averne fatto la fortuna pare siano stati gli inglesi delle colonie, che qualcuno addirittura annota come inventori della bevanda perché già abituati alle loro “cup” di frutta macerata nel vino. Di certo la sangria è diventata un must have per i turisti che arrivano in Spagna da tutto il mondo.

 

Come si prepara la sangria?

La risposta è: non esiste una ricetta unica, ognuno ha la propria ricetta, elaborata però su ingredienti comuni. Nella caraffa – a proposito, deve essere sempre di vetro trasparente in modo che si possa vedere quello che c’è dentro – devono esserci: vino, agrumi, altra frutta, zucchero, spezie, cui possono essere aggiunti una spruzzata di brandy (meglio se spagnolo) o Triple Sec e a piacere una bibita gassata tipo limonata (ma su questo si discute a lungo). 

Il vino deve essere un rosso, possibilmente giovane, di buona qualità, ma esistono anche versioni di sangria preparate con vino bianco, nel qual caso non si chiama più solo sangria, ma sangria bianca. In Catalogna si utilizza molto il Cava, lo spumante spagnolo, per cui si parla di “sangria cava”; nelle Asturie il vino è spesso sostituito con sidro, sulle carte dei locali allora si trova come “Sangría de Sidra”. Gli agrumi sono sempre limone e arancia, di cui si usa solo il succo. La frutta deve essere di stagione, per l’estate quindi: pesche, albicocche, uva e pere, ma in molti utilizzano anche le mele o il melone, perfino le banane. Il tutto a pezzetti perché deve macerare  a lungo nel vino. A proposito: la macerazione deve durare almeno due ore, perché la frutta conferisca tutto il suo aroma al vino. Le sangrie preparate al volo davanti ai clienti di tanti locali è meglio lasciarle sul bancone. Quando si parla di spezie si parla essenzialmente di cannella, sempre in forma di stecca, ma c’è anche chi aggiunge un pizzico di noce moscata o dei chiodi di garofano.

 

La ricetta

Una bottiglia di vino rosso spagnolo giovane e corposo

1 pesca noce  privata del nocciolo e tagliata a pezzetti

1 mela privata del torsolo e tagliata a pezzetti

1 cucchiaio di succo di limone

¾ di bicchiere  di succo d’arancia fresco

1 bicchierino  di brandy

2 cucchiai di zucchero di canna (ma se piace più dolce anche di più)

½ stecca di cannella

 

La preparazione

Mixare tutti gli ingredienti e lasciar macerare in frigo per 2 ore. Servire poi con cubetti di ghiaccio, aggiungendo a piacere fino a mezzo litro di acqua gassata o limonata. Decorare con fette di limone o d’arancia.