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Maritozzo Day: non solo a Roma, ecco dove degustarlo in tutta Italia

Maritozzo Day: non solo a Roma, ecco dove degustarlo in tutta Italia
Oggi si celebra la giornata del goloso dolce. L'origine, le curiosità e la ricetta del dolce romano che non ha più confini
3 minuti di lettura

Romano è romano, perché la nascita non si discute. Dolce è dolce, perché simbolo di dono d'amore e dolcezza. Ma il maritozzo può essere anche altro, di più e andare oltre il Grande raccordo anulare capitolino. E spostare il suo domicilio o meglio prendere una seconda casa anche in altre città. Per esempio in terra meneghina dove sta diventando un "must" per i golosi ad oltranza che hanno scoperto e riscoperto questo soffice panino burroso con panna montata (e non solo) che si festeggia ogni primo sabato di dicembre con il Maritozzo Day https://maritozzoday.tavoleromane.it/ ideato da Tavole Romane e lanciato sui social con i tag  #maritozzoday2022 #maritozzoday #maritozzochallenge.

 

Da Milano a Torino a Bologna e a Firenze

I milanesi oltre che in versione virtuale lo possono trovare "in presenza" e in punta di palato in diverse pasticcerie da Gelsomina  a Clivati alla Martesana . E c'è Iginio Massari che lo propone sia a Milano in piazza Diaz che a Brescia. Non è da meno Torino  dove lo scorso maggio ha aperto Totzo, il nuovo format tutto dedicato al maritozzo con il claim "Don’t call me Maritozzo”. A Bologna si trova invece da Gino Fabbri. E a Firenze da Gualtieri che offre il maritozzo vegano.

 

L'origine

Perché non bisogna "essere da meno" dei golosi romani che lo gustano ovunque. E da sempre, letteralmente. L'origine del maritozzo è davvero lontana: si fa risalire ai tempi dell'antica Roma dove veniva offerto in dono dagli uomini alle proprie fidanzate che all'interno spesso trovavano un anello o un piccolo gioiello. Le future spose che lo ricevevano chiamavano il fidanzato "maritozzo", vezzeggiativo popolare di marito, da cui deriverebbe il nome di questa piccola pagnotta impastata con farina, uova, miele, burro e sale. Secondo un'altra versione erano le mogli a prepararlo per il proprio marito per assicurargli un piccolo pasto nutriente. 

Sarà nell'Ottocento che apparirà la sua prima citazione in un testo. Esattamente nel 1833 quando il poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli lo nomina questo nel sonetto intitolato "La Quaresima": "Come io nun zò cristiano! Io fo la spesa oggni ggiorno der zanto maritozzo. Io nun cenavo mai, e mmó mme strozzo pe mmaggnà ott’oncia come vò la cchiesa".

A quelli lisci da riempire con la panna si sono aggiunti quelli più morigerati detti quaresimali, con pinoli e uva passa e senza grassi animali per potersi concedere l’unico peccato di gola durante il periodo della Quaresima. 

A Roma

Nella Città Eterna sono tante le pasticcerie e i forni che li realizzano per tutti i gusti (non mancano le variazioni con le creme, il cioccolato, il pistacchio e quant'altro) 

Le maritozzerie storiche si trovano all'Esquilino, a un passo da Santa Maria Maggiore e dalla Stazione Termini, e al quartiere Africano. Il primo tempio per i golosi a oltranza è Regoli, piccolissimo locale a corridoio che sta in via dello Statuto, accanto alla etnica piazza Vittorio, fin dal 1916. Inizialmente era una rivendita di carbone poi i nonni Umberto e Narcisa dell'ultimo proprietario Carlo (terza generazione di pasticceri) la trasformarono in pizzeria con un banco dedicato a maritozzi e bavaresi e quindi in una pasticceria.  

L'altra maritozzeria storica è Romoli che si trova dal 1954 in viale Eritrea. Alle classiche versioni, con e senza panna, propone quelle con la crema pasticciera e la nutella. A guidarla ci sono tre sorelle che portano avanti la tradizione di papà Federico e di nonno Romolo che fondò questo locale negli anni Cinquanta. Fu lui durante la guerra ad aprire una latteria in via Nomentana di fronte a Villa Torlonia che all'epoca era la residenza di Mussolini a cui Romoli andava a portare il latte. Altri indirizzi romani da segnare per maritozzi degni d'assaggio sono quelli di: Roscioli , Bompiani Walter Musco , Bonci, Il Maritozzaro  e il Maritozzo Rosso .

Quest'ultimo, a Trastevere e a Prati, è stato uno dei primi ad allargare alla versione salata con una miriade di farciture. Accanto ai maritozzi stellati come come il Maritozz'oro salato, inventato nel 2007 dello chef Riccardo Di Giacinto 1 stella Michelin nel suo ristorante "All'Oro".

 

La ricetta 

Per realizzare il maritozzo perfetto ogni pasticcere ha il suo segreto che non rivelerà mai a nessuno. Per Il Gusto lo ha fatto Edoardo Fraioli del Maritozzo Rosso che ci ha regalato la ricetta della versione classica quella con la panna montata.  

Il tocco in più è quello della lievitazione dell'impasto che deve essere rigorosamente doppia.

Prima si realizza la forma intera facendo lievitare il tutto per circa due ore, poi si fanno i panetti di forma ovale e si lasciano lievitare una seconda volta altre due ore in modo da farli raddoppiare.

La ricetta prevede come ingredienti: 500  grammi di farina, 60 di zucchero e 30 di miele, due uova, 15 grammi di lievito e 225 grammi di latte. Oltre a 100 grammi di burro, 10 di sale, 150 grammi di panna fresca della Centrale del latte e un baccello di vaniglia.

Per il procedimento occorre mescolare insieme i primi sei ingredienti fino ad ottenere un composto elastico. Quindi aggiungere il burro morbido con la vaniglia incorporata, così che gli aromi vengano esaltati con la parte grassa, e alla fine il sale. Dorare con uovo battuto e infornare a 165° per 20 minuti.

Per la farcitura completare con la nota morbida della panna montata senza zucchero in una consistenza ferma e compatta, aggiungendo in finale solo una sploverata di zucchero a velo.