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L'Ue rimuove vino e carne rossa dalla black list, vince il made in Italy

L'Ue rimuove vino e carne rossa dalla black list, vince il made in Italy
Nella nuova bozza di programma 2023, votata dalla maggioranza degli Stati membri, i prodotti non subiranno penalizzazioni finanziarie nella promozione. Assoenologi: "Netto cambio di rotta che ci fa guardare al futuro con maggiore serenità"
2 minuti di lettura

Il vino e la carne rossa non sono più nella “black list” dell’Unione Europea dei cibi considerati dannosi per la salute, e non subiranno penalizzazioni nella promozione dello stile di vita europeo: questi prodotti inizialmente erano stati tagliati nelle bozze di programma per il 2023. “L’Italia ottiene un importante successo in Europa, a difesa dei propri prodotti e della dieta mediterranea. Sono orgoglioso di aver contribuito al lungo lavoro che ha convinto la Commissione Ue a escludere carne e vino dagli alimenti dannosi per la salute”, punta il faro con plauso sulla notizia, su Twitter, Gian Marco Centinaio (Lega), vicepresidente del Senato e già ministro e sottosegretario delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Un successo per il ministro dell'Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, su una questione che aveva destato non poche polemiche: il commento si riferisce alla decisione della Commissione Europea di rivedere il programma di lavoro annuale sulla Promozione dei prodotti agroalimentari per il 2023, eliminando gli elementi di penalizzazione per questi prodotti, vino e carne. “È stato fermato il tentativo di escludere dai finanziamenti europei della promozione carne, salumi, vino e birra sotto attacco di un approccio ideologico che discrimina alimenti che fanno parte a pieno titolo della dieta mediterranea”, interviene Coldiretti.

Esulta Assoenologi: "Grande soddisfazione per la decisione della Commissione dell'Unione europea di rimuovere il vino, i salumi e le carni rosse dalla lista dei cibi dannosi per la salute – dice il presidente Riccardo Cotarella - Assoenologi da sempre si è battuta per la salvaguardia di uno dei prodotti di eccellenza dell'agroalimentare italiano, quale è il vino, dimostrando a più riprese la sua non dannosità per la salute umana se consumato consapevolmente e con moderazione. La decisione della Commissione europea è un atto fondamentale per tutto il nostro mondo e un netto cambio di rotta che ci fa guardare al futuro con maggiore serenità". Cotarella ringrazia il ministro Lollobrigida per “l'impegno totale con cui ha seguito questa vicenda fin dal primissimo momento in cui si è insediato al dicastero che guida". Il presidente di Assoenologi rimane però guardingo. "C'è sempre l'Organizzazione mondiale della sanità - ricorda - che mette in dubbio il rapporto tra vino e salute, in tal senso occorrerà intervenire dimostrando con la scienza medica che bere moderato non solo non arreca danni, ma fa bene all'uomo".

"È la decisione che tutti aspettavamo: giusta e rispettosa del valore e della storia che il vino rappresenta e incarna", dice Dario Stefàno (Pd), già senatore e padre della norma che ha introdotto l'enoturismo in Italia.

“Questa scelta tutela il Made in Italy. In linea con gli impegni presi con gli italiani, non abbasseremo mai la guardia quando si tratta di difendere l'interesse nazionale", è la promessa del presidente della commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini (Fratelli d'Italia).

La proposta della Commissione europea di programma 2023 per gli aiuti alla promozione dei prodotti agricoli vale 186 milioni tra sovvenzioni e appalti. La maggioranza degli Stati membri ha votato a favore. Il programma annuale serve a stabilire le priorità e i criteri di ammissibilità delle campagne di comunicazione proposte dai produttori agricoli. Rispetto alla proposta precedente, presentata a ottobre e appoggiata da soli due Stati membri, la Commissione ha cancellato il sotto-criterio di ammissibilità ai finanziamenti che, in riferimento al piano Ue contro il cancro, dovevano essere di preferenza indirizzati a incoraggiare diete maggiormente basate sui prodotti vegetali, con meno carni rosse e processate e altri alimenti legati al rischio di cancro (per esempio, bevande alcoliche). La nuova proposta, che aumenta la dotazione finanziaria per la promozione dei prodotti a Dop e Igp, è stata approvata da 18 Stati membri tra cui l'Italia, 8 si sono astenuti (tra cui Francia e Germania) e uno ha votato contro (Olanda). Anche se manca la maggioranza qualificata per approvare direttamente la proposta, la Commissione europea dovrebbe agire in autonomia adottando il programma.