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Ristoranti fra le rocce e terrazze sul mare: i locali da non perdere a Porto Vecchio

È uno degli angoli della Corsica gastronomicamente più interessanti: offre soluzioni stellate, chic e rustiche a due passi dalle spiagge più belle. E nell'entroterra fate scorpacciate di salumi e formaggi
3 minuti di lettura

PORTO VECCHIO. È uno degli angoli della Corsica gastronomicamente più interessanti, non solo per la concentrazione di ristoranti che da anni sono il simbolo dell’alta cucina sull’isola. Porto Vecchio, con l’antico borgo stretto attorno alla cittadella, le saline, il golfo, le spiagge, i resort chic, ma anche per le foreste e le montagne appena alle spalle, è da sempre una delle destinazioni più amate dal turismo. Grandi numeri, soprattutto a luglio e agosto, che di giorno si disperdono sulle spiagge più belle: a nord Cala Rossa, Saint-Cyprien, Pinarellu; a sud Palombaggia, la più celebre, Santa Giulia, Rondinara. Sabbia bianca che si stempera nelle mille sfumature turchesi dell’acqua.

Porto Vecchio
Porto Vecchio 
E proprio sulla strada che porta a Palombaggia si trova Casadelmar, l’hotel-ristorante affacciato sul golfo che offre la sola cucina dell’isola premiata con due stelle dalla guida Michelin. Design e ambiente molto contemporaneo che ben si abbinano alla mano netta e precisa dello chef Fabio Bragagnolo. Il mare è lì, di fronte ai tavoli, e non può che essere il protagonista di piatti dove lo chef friulano - arrivato nel 2004 in Corsica e dal 2014 alla guida del ristorante - fa incontrare la tradizione francese e italiana. Ambiente cosmopolita, ma brigata che parla molto italiano visto che il pastry chef è il padovano Claudio Pezzetti.

Palombaggia
Palombaggia 

Altra spiaggia, altro indirizzo iconico della cucina corsa. Perché se è vero che quest’anno lo chef Sergelen Jargalsaikhan non ha sedotto gli ispettori della guida rossa con conseguente perdita della stella, le terrazze con vista sul golfo di Santa Giulia del ristorante U Santa Marina meritano egualmente una sosta. Come suggerisce il nome, lo chef non è di origine corsa ma sono tanti i prodotti del territorio che entrano nei suoi piatti, dalle nocciole di Cervioni agli agrumi, dalle cipolle di Sisco da accompagnare al vitello bio, fino agli gnocchi di castagne che accompagnano il maiale grigliato. Non possono mancare i piatti di pesce e qui il Mediterraneo incontra l’Oceano, in particolare la Bretagna, terra nel cuore dello chef.

Santa Giulia
Santa Giulia 
Il posto giusto per ritrovare le produzioni regionali è il mercato alimentare della domenica mattina in place Henri Giraud: miele e olio di oliva, formaggi e salumi, in particolare. Questi ultimi sono immancabili in qualsiasi sosta a tavola legata alla tradizione: basta allontanarsi qualche chilometro dal litorale e spingersi verso l’interno per incontrare i maiali della razza locale, il “porcu nustrale”, che scorrazzano liberi ai margini delle strade. D’obbligo imparare qualche nome per entrare in sintonia con la gastronomia corsa. Spazio allora per panzetta e prisuttu, lonzu e figatellu che nella cucina più verace si accompagnano spesso alla pulenda, la polenta ovvio. Piatti più invernali che estivi, ma da Porto Vecchio si sale in fretta a più di mille metri di altitudine e le temperature, anche in estate, si fanno più adatte a soste a tavola dai sapori robusti.

I saporiti salumi corsi
I saporiti salumi corsi 
Una facile escursione a piedi è quella alla Punta di A Vacca Morta, 1.314 metri di altitudine. Si parte dalla Foresta dell’Ospedale e dalla cima si gode una magnifica vista sulla baia di Porto Vecchio, il lago e le montagne dell’Alta Rocca. Che si sia trascorsa la giornata in spiaggia o a camminare in montagna, l’appuntamento per l’ora dell’aperitivo è in uno dei tanti locali con terrazza all’aperto della Cittadella, in un’atmosfera ad un tempo chic e informale.

Le Patio è una vera e propria istituzione: fra vecchie case in pietra e con un’illuminazione scenografica è il posto giusto per un cocktail in un clima molto festaiolo. Qualche passo più in là, A Cantina di l’Orriu è un altro indirizzo imperdibile per l’aperitivo e più tardi anche per la cena. Ma anche per fare acquisti di prodotti corsi: è una cantina, dunque il vino ha un posto d’onore. Si verrà ben consigliati per conoscere meglio i vini della zona.

“Corsica-Porto Vecchio” è infatti una delle denominazioni di origine controllata dell’isola e fra le aziende vinicole merita una visita il Domaine de Torraccia a Lecci di Porto Vecchio. Rientrato dal Ciad più di quarant’anni fa, Christian Imbert si è innamorato di quest’angolo dell’isola e ha acquistato 43 ettari di terreno, puntando sui vitigni autoctoni, quando la tendenza era più per gli internazionali. È stato uno dei protagonisti nella battaglia per l’ottenimento della prima Doc nel 1972 e ora la sua azienda a conduzione biologica punta soprattutto sui vitigni Vermentinu per i vini bianchi, Niellucciu e Sciaccarellu per i rossi.

Un piatto del ristorante Table de la Ferme (@Camille Moirenc)
Un piatto del ristorante Table de la Ferme (@Camille Moirenc) 
C’è un posto che sarebbe un peccato non conoscere prima di lasciare quest’angolo di Corsica. Per raggiungerlo ci si sposta poco più di mezz’ora d’auto da Porto Vecchio. Ma il Domaine de Murtoli non deluderà le attese: 2.500 ettari di terreno nella valle dell’Ortolo, fra mare e montagna, che dal 1993 sono stati trasformati dal sogno visionario di Paul Canarelli in una vetrina del meglio che la Corsica possa offrire ai suoi ospiti. Una grande azienda agricola, con allevamento di bestiame (pecore, capre, mucche vitelli), vigneti, uliveti, coltivazioni di frutta e verdure che, in una filiera cortissima, vanno a rifornire i tre ristoranti del resort. La Table de la Ferme è il ristorante stellato dello chef Mathieu Pacaud: cucina rustico-chic con i prodotti del territorio valorizzati al meglio in chiave moderna. Scenari altrettanto suggestivi a la Table de la Plage che punta sul pesce e la Table de la Grotte con cucina terragna dove opera l’executive chef Laurent Renard.

Table de la Grotte (@Camille Moirenc)
Table de la Grotte (@Camille Moirenc) 
Si può anche soggiornare nella ventina di splendidi casali restaurati e sparsi qua e là nella macchia mediterranea. Qui il vero lusso è lo spazio a disposizione. Le nuove camere inaugurate nel 2021, la piscina, la spa all’aperto e gli 8 chilometri di spiagge e piccole insenature faranno il resto per rendere indimenticabile il sud della Corsica.

Info

https://it.france.fr/it

www.visit-corsica.com

www.corsica-ferries.it