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Nel mercato, sul treno o nell'ex cripta, a Londra si mangia il mondo

Una selezione di locali originali e divertenti, scelti nel panorama sconfinato della capitale inglese, da provare questa estate
3 minuti di lettura

Secondo l'ONS, l'Office of National Statistics, l'Istat britannico tanto per intenderci, ci sono più di 16mila ristoranti a Londra.  Questo significa che servirebbe più di qualche vita per provarli tutti ma, soprattutto, per unire a questa già nutrita lista di luoghi dove sfiziarsi provando letteralmente piatti provenienti da ogni angolo del mondo, anche quella ormai infinita serie di chioschi che hanno aperto all’interno dei food market. E’ questa l’ultima tendenza della capitale inglese, esplosa nel corso degli ultimi mesi a seguito dell’annullamento di tutte le restrizioni legate all’emergenza sanitaria, anche su spinta del Comune di Londra per ridare nuova vita a luoghi abbandonati e vecchi magazzini in disuso. Aree dove è possibile mangiare sedendosi attorno a tavoli condivisi ma rispettando comunque delle giuste distanze (per chi ancora volesse seguire almeno le regole basilari anti-Covid) e scegliere come deliziarsi grazie a decine di stand che propongono di tutto e di più.

Tra i più celebri, c’è l'Old Spitalfields Market, 350 anni di storia a pochi passi da Liverpool Station, nato come mercato di frutta e verdura, riconvertito negli anni Novanta a mercatino di oggettistica e abbigliamento, fino a cedere uno dei due grandi padiglioni al food, dopo la forte richiesta del pubblico composto prettamente da locals e impiegati della vicina City. Nei 42 diversi stand si possono ordinare burrito, noodle, bagel, le ciambelle salate ripiene di carne o salmone, ma anche thai, greco e pure piadine in stile romagnolo o pizza cotta e servita all’interno di un antico furgoncino della Citroen riconvertito in forno a legna su quattro ruote, su idea dei ragazzi di Sud Italia.

Lalaland è invece l’ultimo arrivato, si trova nell’area di Shoreditch, e il nome prende ispirazione dalla celebre pellicola tanto che le ambientazioni scelte, tra mini cascate d’acqua e palme, ricordano molto Los Angeles. Ma per il resto il menù è prettamente internazionale come richiede Londra. Tra le proposte più interessanti, quelle di Saga Boy che si basa sulla cultura culinaria dell’isola caraibica di Trinidad e Tobago: riso con salsa al curry e mango, branzino al curry e cocco, e agnello al curry e spinaci, solo per citarne alcuni. Per chi non volesse allontanarsi dai sapori nostrani, arancini al ragù o al burro, panelle e cipolline, ma anche cannoli e granite con la brioche sono in bella mostra nel chiosco di EtnaCoffee. 

Nell’area di Covent Garden, lungo una delle sette “chiamate” collegate alla piazzetta di Seven Dials, c’è l’omonimo food market, per tutti ribattezzato Banana Market, nome ripreso dall’antica funzione dello spazio, ossia stoccaggio di banane, tanto che campeggia all’ingresso una riproduzione stilizzata del giallo frutto. Ha aperto un anno fa, ma solo da pochi mesi è diventato un polo attrattivo da migliaia di clienti al giorno, con proposte di cucina messicana, asiatica, indiana anche se la vera novità è riservata ai cultori del formaggio che si possono deliziare al bancone del Pick & Cheese, l’unico in tutto il paese dove è possibile veder scorrere lungo un nastro trasportatore di 40 metri, come avviene nei più gettonati sushi bar, piattini di Cheddar, Stilton, Cheshire, Brie, ricotta e altro ancora abbinati a vini, snack, mostarde, salumi. Ogni piattino ha un suo colore e un suo prezzo: si parte da £3.5 (4,10€) fino a £6.25 (7,30€).

Rimanendo nell’ambito dei food market, c’è il Mercato Mayfair allestito nell'antica chiesa sconsacrata di St Mark. Tra il pulpito, la fonte battesimale e le vetrate dove sono ritratte benedizioni e scene religiose si può ordinare tagliolini cacio e pepe, gelato artigianale, piatti thai, zuppe malesiane e carne alla griglia di diverso genere. Nelle antiche cripte sono state realizzate anche una salumeria e un'enoteca. St Mark's Church è stata costruita nel 1825 nell'elegante quartiere Mayfair ed è stata inserita nel Grade 1 listed buildings, la lista dei palazzi e monumenti della capitale inglese per rilevanza storica e culturale, capeggiati dal più celebre Buckingham Palace.

Per chi volesse estraniarsi totalmente dalla frenesia londinese senza allontanarsi dalla capitale, basta svoltare l’angolo tra Kensington High Street e Kensington Church Street, nel west London, e aprire la porta del Maggie Jones. Varcando la soglia si viene catapultati nelle cucine di antiche fattorie inglesi. Sale rustiche con mobili in legno, stoviglie spaiate e argenteria classica, ma soprattutto piatti della più fedele tradizione inglese: zuppa di cipolle, faraona in salsa di vino bianco, arrosto di maiale in salsa di mele, fish o meat pie, salsiccia con purè e gravy, solo per citarne alcuni, insieme all’immancabile sunday roast da ordinare esclusivamente la domenica a pranzo. I dolci non sono da meno: apple crumble e bread and butter pudding da immergere in una cascata di custard. Aperto negli anni Sessanta, inizialmente il ristorante si chiamava Nan's Kitchen, ha poi cambiato in Maggie Jones, perché era lo pseudonimo usato dalla principessa Margaret, sorella della regina Elisabetta II scomparsa nel 2002, per prenotare un tavolo insieme al marito, lord Snowdon. Costo fisso per un pasto completo £29 (34€), drink esclusi.

Per gli amanti della Londra delle prime minigonne cullati dal suono ancora acerbo dei Rolling Stones, niente di meglio che fare un salto indietro nel tempo lungo la Victoria Line. Rimanendo ovviamente fermi per non rischiare di vedere volare sui vostri vestiti uno dei piatti serviti da Beatriz Maldonado Carreño, per tutti Bea, la chef che ha rilevato uno dei vagoni in disuso, datato 1967, trasformandolo nel più piccolo ristorante londinese: il Supperclub Tube. Appena 13 posti, nella zona nord della capitale dentro l’area del Walthamstow Pumphouse Museum, dove si serve un menù fisso ispirato alle tradizioni culinarie dei paesi latino americani utilizzando tecniche ancestrali e moderne con prodotti stagionali inglesi. Il risultato è una zuppa boliviana di mais, empanada di carne con olive, uova e uva sultanina, merluzzo con lime e infuso di cetriolo, pollo impanato al mais, salsa di peperoncino giallo, barbabietola e patate arrostite con olive hojiblanca, fino al gelato di frutto della passione e tortino di cocco e gelato alla menta. Prezzo del menù di sei portate £49 (58€) a persona.