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A Mykonos nel blu dipinto di bianco. Dove ogni cena è magia

Appuntamento al tramonto nella perla delle Cicladi, mondana e raffinata. Scopritela assaggiando una moussaka in una taverna del porto nuovo o un piatto di pesce crudo in un ristorante sulla spiaggia
3 minuti di lettura

A Mykonos non si fissa l’ora della cena. C’è un solo divin fornello attorno al quale - d’estate - si danno appuntamento tutti, sull’isola: è il fuoco sacro del tramonto

Per godere di questa magia che dura oltre un’ora e inebria per tutta la sera si mangia in spiaggia a piedi nudi all’Hippie Fish di Agios Ioannis non rimpiangendo l’atmosfera dell’Hakkasan di Londra. Qui però siamo all’aperto e si brinda al blu turchese del mare ballando con un calice di Kallisti Reserve in mano (ma anche Dom Perignon nei bicchieri di plastica, ahimè) al ritmo di un’ipnotica deep house music suonata dal vivo. Stessa atmosfera allo Scorpios, che domina l’isola dalla collina di Agia Anna, dove si danza guardando il cielo diventare rosso, bevendo birra Corona e spiluccando “Wood fired Tiger Prawns”, gamberi tigre cotti a legna.

Aragoste fresche da Scorpios
Aragoste fresche da Scorpios 
Mykonos è un’isola mondana come Ibiza, ma raffinata come tutte le Cicladi. È una irresistibile cascata di casette bianche, mulini e persiane blu a picco sul mare. Un’isola-mondo che offre  (insieme con menu da 200 euro e cantine da urlo)  l’offerta pop della sua chora, dove un “pita-gyros” (fragrante kebab nella sua versione ellenica, solo che la carne aromatizzata è di maiale) costa 6 euro e ci puoi anche bere su una birra aromatizzata al fico d’india prodotta proprio a Mykonos al prezzo totale di 10.

La tipica pita
La tipica pita 
Ma è imboccando le sue impervie stradine bianche (meglio sul quad che in auto) che si raggiungono paradisi gastronomici dove non solo è d’obbligo prenotare con tanto di carta di credito, ma c’è una lista d’attesa e, soprattutto, un “minimum spending” di 100 euro. Certo, sono esperienze irripetibili come quella offerta dal Buddha Bar a Ornos. Qui la cucina è internazionale, sofisticata, perlopiù a base di pesce con molte influenze orientali. Fra i piatti cha valgono il viaggio su questa balconata a picco sul mare lo “Spicy salmon  & tuna roll” (marinato nel curry rosso tailandese per un giorno) e per chi preferisce la carne la “Black pepper wok fried beef”, un filetto rosa intenso con crosticina caramellata e speziata.

 

Se si ama davvero la carne e non si bada a spese, la tappa ineludibile è da Nusr-Et o meglio, da lui, il macellaio turco Salt Bae, pseudonimo di Nusret Gokçe, il macellaio diventato famoso grazie al rituale che segue per cucinare e servire la carne con un piglio a metà tra l’agguato marine e il massaggio erotico. Ma la fama di Salt Bae si deve anche alla qualità delle bistecche che serve: la sua leggendaria “tomahawk” con l’osso, marezzata di striature di grasso, che ricorda per forma l’ascia di guerra degli Amerindi, si paga 250 euro. Quella impanata una volta cotta nell’oro (sì, esiste, è la versione golden) costa 850 euro. Una cifra che i turisti italiani pagano, diciamo così, volentieri perché apprezzano moltissimo lo show, soprattutto quando lo chef sala la carne - rigorosamente con fleur de sel - facendolo saltare sulla bistecca usando il gomito come trampolino.

La tomahawk foderata d'oro
La tomahawk foderata d'oro 

Vabbè, ma se non si è milionari abituati a pasteggiare con bottiglie di Cristal, ma soprattutto si vuole provare la vera cucina greca (quella delle taverne) dove si va? L’isola-mondo  riesce a offrire piatti casalinghi da osteria, ma pure una rivisitazione chic di tutte le specialità nate in Grecia: dal kleftiko (il tipico piatto di agnello cotto al forno con il limone) alla moussaka (sformato di melanzane fritte, carne tritata, patate e formaggio grattugiato cotto  in forno). Una parmigiana al cubo insomma, almeno per pesantezza. Se invece si vuole mettere in tavola la tradizione greca i posti giusti sono taverne come Nikolas ad Agia Anna o Matthew al porto nuovo. Qui in carta si va sul sicuro con  la semplice insalata greca che mischia la feta con le olive kalamata, le cipolle rosse, i cetrioli, i pomodori, i peperoni gialli e un olio d’oliva degno della scarpetta. Un grande classico è anche il polpo alla piastra o essicato lentamente al sole come da migliore tradizione delle Cicladi. Nel centro dell’isola quello proposto da Noema Mykonos è inarrivabile. Ricetta segreta, ma l’aroma di base ricorda quello delle cipolle caramellate. 

Sushi e crudi da Nammos
Sushi e crudi da Nammos 

I piatti più classici si trovano anche su una baia isolata dove c’è Casa del Mar. Il suo Cocktail restaurant serve barbouni (triglie fritte e aromatizzate al limone), ostriche abbinate a quadretti di anguria gelata, e linguine all’aragosta. Quest’ultimo piatto, però, insieme con i crostacei più freschi dell’Egeo, cucinati con grande cura e presentati ancor meglio, si gustano al Nammos Restaurant, enclave super vip dell’isola. Qui il sushi, come la pasta ai frutti di mare, debitamente innaffiati da coppe ghiacciate di champagne (in carta oltre 100) vengono serviti no-stop dalle 10 del mattino. Soprattutto fra i “lettoni matrimoniali” in spiaggia. E il long-lunch sconfina nel late dinner. Perché that’s Mykonos.