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Procida, l'eterna Isola di Arturo dove riconciliarsi con il mondo

La Capitale della Cultura 2022 è un ponte di congiunzione naturale tra la vita moderna e il desiderio di pace. E di cose buone, che qui si troveranno sempre accanto a un buon libro e a un tramonto che vale il viaggio
3 minuti di lettura

Una piccola isola incantata, raccolta in meno di 4 chilometri quadrati e aperta su tre versanti con altrettanti porticcioli. Nominata Capitale della Cultura 2022, l'isola di Procida è da sempre "quell'isola di Arturo", un paradiso a passo d'uomo che oggi si è riscoperta meta turistica e di gusto. Dal fascino delle baie incastonate in rocce a picco sul mare blu profondo ai vicoli caratteristici del borgo del borgo dei pescatori, fino a quelle casette colorate e vivaci che identificano a colpo d'occhio l'isola e i suoi tanti film, come l'indimenticabile "Il Postino" di Massimo Troisi. Bellezza genuina e relax come stile di vita si abbinano a luoghi dove poter assaporare una cucina tipica, semplice e gustosa, mai banale. Se si ricercano piatti tipici, bisognerà chiedere un insalata di limoni, o la pasta con i carciofi di Procida, coltivati nelle parule, ovvero gli orti gestiti da contadini del luogo. Altra specialità, lo spaghetto con le canocchie alla procidana o al riccio di mare. L'isola di Procida è famosa anche per i crostacei e le alici, che vengono pescate con la saccaleve. 

 

Dal mare provengono i sapori simbolo di Procida, che si trovano nei ristorantini che disseminano l'isola. Qualche esempio? 

 

Lido Vivara 
Sbarchiamo sulla piccola spiaggia di Marina di Chiaiolella, uno dei porticcioli più noti e gettonati. Più di un decennio fa, si chiamava "Peppino a mare" e oggi il Lido Vivara è un ristorante e winebar di riferimento dell'isola: qui, si può degustare un buon polpo patate e carciofi, di produzione locale, riuscendo a scegliere un buon vino da abbinare. Una ricetta, questa, che è un po' un must interpretato a modo proprio dal Vivara, che fa un bel lavoro sulle consistenze degli ingredienti mescolando diversi metodi di cottura. Non mancano pietanze più corpose, come guazzetto di mare, con il pescato sempre a miglio zero o i cappellacci agli spinaci ripieni di gambero rosso. Un menù à la carte è diverso quasi ogni giorno, rispettando la freschezza delle materie prime e mantenendo sempre un piede nella tradizione e un altro nella sabbia.

La Medusa
La Medusa 

 

La Medusa
Un luogo storico a Marina Grande, tra quelli sicuramente da non perdere. È stato infatti uno dei primi ristoranti aperti su via Roma, al porto. Era il 1954 e da allora La Medusa accoglie chiunque arrivi a Procida con una cucina sempre a passo coi tempi. La nuova generazione, Marco e Luca Esposito, ha trasmesso al ristorante una visione moderna e ha dedicato tempo alla ricerca di vini e oli. Molto spazio è dato al pescato ma soprattutto vige anche qui una regola precisa: il menù è composto da sole materie prime di giornata. Dagli spaghetti con le cicale alla pescatora con i peperoncini verdi alle alici imbottite, lo stile è moderno, curato e, in generale, la proposta si alterna tra piatti semplici e strutturati, dove la vincono sempre i profumi e gli aromi nostrani.

La Medusa
La Medusa 

Crescenzo
Al porto della Chiaiolella, Crescenzo ti fa entrare in casa. O quasi. Qui si troverà un'esperienza senza fronzoli, generosa e cucinata un po' alla vecchia maniera. La materia prima è di alto livello, attenzionata e spicca di personalità nel sautè ai frutti di mare o negli spaghetti al ragù bianco di crostacei di paranza che vengono mantecati in modo magistrale. Altro motivo per assaggiare i sapori proposti da Crescenzo, è il pesce castagna. Si tratta di un pesce predatore che vive nelle acque profonde al largo dell'isola, molto simile a una grossa orata. 

 

Vineria Letteraria "L'isola di Arturo"
A pensare che qui c'era un deposito abbandonato e ora, oltre a poter bere bene, si può anche godere della bellezza di tanti bei libri. Siamo a Marina di Corricella, in fondo al molo, in quella zona dell'isola fotografata dalle scene clou del film di Troisi: il nome del locale ricorda il romanzo di Elsa Morante e sigla la sua doppia volontà, quella di offrire ai suoi ospiti un luogo ideale per la contemplazione e il riposo, senza perdersi assaggi di gusto procidano. Un connubio, vino e libri, a cui si accompagna una buona selezione di prodotti tipici, conserve di formaggi, sott'oli e alici.

 

La Lampara 
Uno dei punti più fotografati dell'isola è la Corricella: qui, c'è un angolo dal gusto retrò che affaccia sulla suggestiva baia del borgo marinaro più antico di Procida, famoso per la sua architettura spontanea. La Lampara offre una proposta semplice: dagli antipasti dove si erge protagonista la frittura e il pesce crudo, alla mezza manica con le mazzancolle rosé. Un localino che spicca lungo la stradina della mondanità, adatto all'aperitivo ma anche a una cenetta romantica, senza eccessive pretese. Inoltre, non manca la compagnia, l'allegria e la musica che "ogni noia porta via".