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L'estate a tutto gusto di Cortina, regina delle Dolomiti

Una località che non è solo un luogo, è quasi un archetipo, un brand a sé stante. Qui tutti gli indizi e indirizzi per visitarla al suo meglio nella bella stagione
4 minuti di lettura

Una meta esclusiva, frequentata dal jet set, indiscusso centro nevralgico teatro di mille iniziative, dalla cultura, alla moda, all’enogastronomia (con un’articolata serie di eventi estivi da luglio a settembre) e – va da sé – all’attività sportiva e alle prossime attese Olimpiadi in tandem con Milano nel 2026. Cortina d’Ampezzo è però prima di tutto una cittadina gioiello incastonata tra vette di una maestosità e di un’eleganza che non lasciano indifferenti, quelle Dolomiti patrimonio dell’Umanità tra le quali perdersi camminando o arrampicando, certi di appagare la vista quanto di rasserenare l’animo. Di cose da fare quassù ce ne sono tantissime e a proposito di appagamento, se pensiamo al fronte dell’offerta gastronomica, oggi è perfettamente garantito. Sono infatti ormai ben lontani gli anni nei quali Cortina - non la sola tra i luoghi turistici più prestigiosi - non era quel che si dice una capitale del gusto. Prima di addentrarci nelle diverse proposte di ristorazione, vanno certamente menzionate due pasticcerie centrali di un certo pregio, come quella del bravissimo Massimo Alverà con le sue proposte raffinate, dagli ottimi pani, ai lievitati, ai dolci da forno, ai golosissimi mignon e poi anche la storica pasticceria Embassy.


 
Le stelle e i loro satelliti. L’offerta più alta è rappresentata in modo significativo da due locali che si trovano in posizione geografica opposta, hanno due filosofie differenti ma con una stella Michelin ciascuno rappresentano entrambi il massimo livello gastronomico di quassù. Lungo la strada che porta verso il passo Falzarego ecco il Tivoli, storico locale di Graziano Prest: ha appena compiuto vent’anni ed è l’emblema di una grande cucina classica attualizzata, nei cui piatti compaiono sia ingredienti locali sia prodotti del mare; il tutto accompagnato da una cantina di ragguardevole spessore. Dalla parte opposta rispetto al centro, sulla via che conduce al passo Tre Croci, si trova il SanBrite: Ludovica Rubbini e Riccardo Gaspari, moglie e marito, sala e fornelli, conducono in un ambiente caldo la loro ‘agricucina’, all’insegna di una raffinatissima interpretazione dei prodotti della montagna e del bosco. Non solo, perché in casa hanno anche una bottega dove si possono trovare gli eccellenti formaggi del loro caseificio e quello che è probabilmente il miglior burro della conca ampezzana (e non solo). Sia a Graziano Prest sia ai ragazzi del SanBrite sono collegati dei locali più informali ma non meno validi: così allo Chalet Tofane, gestito da Kristian Casanova alla partenza della seggiovia Socrepes, si possono trovare un’ottima pizza e una cucina molto ben fatta. Salendo invece ancora oltre il SanBrite fino a 1700 metri di quota c’è il Brite de Larieto, accogliente agriturismo della famiglia Gaspari dove si allevano mucche, maiali e capre e si mangia una cucina del territorio molto gustosa.

 Al Camin - Cortina
 Al Camin - Cortina 

Tappe golose da non perdere. Prossimo al centro c’è Al Camin, dove il bravo Fabio Pompanin propone piatti molto buoni e con un notevole rapporto qualità prezzo in un ambiente raccolto e molto confortevole. Diverse significative realtà si trovano ancora facendo poca strada in auto. A partire da Baita Piè Tofana, in località Rumerlo ai piedi delle piste, dove Michel Oberhammer oltre ad aver realizzato uno splendido lavoro di ristrutturazione che ha reso il ristorante un piccolo gioiello, ha reclutato un giovanissimo cuoco dalla mano felice che propone piatti con una marcia in più. A Baita Fraina la lunga tradizione di accoglienza (c’è anche qualche bella stanza) della famiglia Minardi non delude, sia per una cucina come si deve, sia per la notevolissima cantina; non manca una spaziosa terrazza con vista. Si sta bene anche al Rio Gere, ristorante aperto nel 1957 dai nonni dell’attuale proprietario Nicola Bellodis, alla terza generazione e con una solida proposta tradizionale. Ottima cucina ampezzana servita in un caldo ambiente arredato in legno anche al Lago Scin, punto di ristoro le cui origini risalgono all’Ottocento, con Carlo Festini ai fornelli. Villa Oretta è un’altra valida tappa che unisce soggiorno e gusto, con le sue stanze confortevoli e la calorosa accoglienza della famiglia Bocus. le cui origini veneziane si traducono in piatti che rendono omaggio anche alla Laguna. Buone soddisfazioni gastronomiche arrivano infine anche dal ristorante sul Lago Pianozes con la cucina di Massimo Alberti.
 

Hotel Cortina
Hotel Cortina 

La ristorazione in hotel. Sono molti anche gli alberghi che offrono una proposta gastronomica interessante. In pieno centro, lungo Corso Italia, celebre via dello struscio mondano e dove si trova anche la fornitissima e nota Cooperativa, grande magazzino in tutti i sensi, c’è lo storico Hotel de La Poste, gestito dalla famiglia Manaigo fin dal 1804 con i buoni piatti del suo Posticino. Stessa via e pochi passi più in là, ecco l’Hotel Cortina, meta preferita da intellettuali e scrittori di fama internazionale, con l’ottima cucina di Gianluca Beltramini. A cento metri dal campanile vale la pena provare la tradizione ladina (ma non solo) del Dolom’eats dell’Hotel Aquila, anch’esso albergo storico cortinese. Ancora in centro si trova l’Hotel De Len (di legno, in ladino), frutto di una recentissima quanto elegante ristrutturazione nella quale il materiale principe, va da sé, è il legno e la cui proposta gastronomica, frutto della consulenza di un grande professionista come Andrea Ribaldone, promette risultati interessanti. La vista spettacolare dal Gazebo, ristorante di punta del Cristallo, a Luxury Collection Resort & Spa, è garantita, così come la riuscita di un’ottima cena, grazie alla generosa indole di un cuoco esperto come il napoletano Marco Pinelli con esperienze internazionali alle spalle e una bella sensibilità sui piatti, armonici e di impronta moderna. Anche la cucina del Faloria Mountain Spa Resort, tra l’omonimo monte e il trampolino delle olimpiadi del 1956 curata da Edoardo Cappellesso, è una di quelle da provare. Valgono una sosta anche Ciasa Lorenzi e la tipica cucina ampezzana del Dolomiti Lodge Alverà.

 
In quota. È ormai un locale di successo il Masi Wine Bar al Drusciè: raggiungibile con l’impianto della Freccia nel Cielo, affacciato sulle celeberrime piste da sci di Coppa del Mondo, gode di una vista che definire spettacolare è poco e di una proposta enogastronomica veneta di valore, oltre naturalmente all’intera gamma dei vini della storica cantina della Valpolicella. Con la seggiovia delle 5 Torri (ma i volenterosi ci possono arrivare anche percorrendo comodi sentieri), circondati da un panorama meraviglioso, si raggiungono due rifugi storici dove mangiar bene: in ordine di altezza c’è lo Scoiattoli, poi con una bella passeggiata in quota si possono raggiungere l’Averau con la sua cucina che mescola con gusto tradizione ampezzana e friulana e ancora i 2575 metri del Nuvolau con la nuova gestione di Emma Menardi e una vista incomparabile. Al lago d’Ajal una bella ristrutturazione ha dato vita alla cucina di un giovane gestore, appassionato di montagna e vino: piatti della tradizione locale molto ben fatti e una terrazza sul lago completano un quadro riuscito. Ultimo, ma non ultimo, perché è sì a 2175 metri sul passo Giau ma è molto più che un rifugio, da Aurelio (il nome del fondatore, 84 anni e ancora operativo): per Luigi Dariz, figlio e chef, le erbe di montagna non hanno segreti e ogni piatto porta con sé un tocco vegetale che lo rende unico e anche qui la terrazza che guarda verso la Marmolada è un luogo magico.