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"La differenza? La fanno le persone": Cantina Bolzano, la cooperativa che diventa famiglia

Stephan Filippi (credits: Kellerei Bozen)
Stephan Filippi (credits: Kellerei Bozen) 
Il lato social del vino che si traduce in una comunità che agisce compatta, nonostante numeri e differenze importanti 
3 minuti di lettura

L’Alto Adige è una terra di opposti. Si va da un’altitudine di 200 metri fino ai mille e le temperature possono sfiorare lo zero così come arrivare a 35 gradi. Questo è il miracolo della Conca di Bolzano, dove il clima è più simile a quello di Palermo rispetto alle altre regioni del Nord Italia. Ed è qui che da vent’anni una cooperativa di 224 produttori diretti ha deciso di mettere a frutto una esperienza familiare centenaria riunendo nella Cantina produttori di Bolzano due storiche realtà: la Kellerei, fondata nel 1908, e la Santa Maddalena, in attività dal 1930, fornitori Coop da 26 anni.

Discendono da stirpi nobili o da famiglie contadine, vivono e lavorano in masi o in residenze storiche, coltivano vigneti sui ripidi pendii o nei terreni di fondovalle. Ma soprattutto sono orgogliosi ambasciatori di Bolzano, dell’Alto Adige, della sua identità e cultura. Le sapienti mani dei soci coltivano 340 ettari dei migliori appezzamenti di Gries, Moritzing, Siebeneich, Missian, St. Georgen, Glaning, St. Magdalena, St. Justina, Leitach, Ritten e Karneid. E ogni filare è vocato per la coltivazione di una determinata varietà. Le uve si coltivano, si raccolgono a mano, si assaggiano e poi vengono scelte per creare una delle trenta etichette della cantina delle linee Classici, Collection, Election, Riserva e Dessert. I vini più pregiati rimangono fino a 12 mesi in barrique e successivamente completano il loro affinamento sostando per qualche mese in bottiglia. Ne risultano nettari dalle intense note fruttate e caratteristiche note varietali, vini di grande corpo e complessità. Dalle altitudini più elevate nascono i vini bianchi come Sauvignon e Gewürztraminer. Il Santa Maddalena predilige le medie altitudini mentre, scendendo, trovano un ambiente favorevole Cabernet e Merlot, fino ad arrivare nel fondovalle dove si trova l’indiscusso regno del Lagrein.

Stephan Filippi, enologo come lo erano suo padre e suo nonno, direttore tecnico della Cantina Bolzano. (Foto: Kellerei Bozen)
Stephan Filippi, enologo come lo erano suo padre e suo nonno, direttore tecnico della Cantina Bolzano. (Foto: Kellerei Bozen) 


"Tutto quello che la natura dona all’uomo dovremmo trattarlo con rispetto e ragione. La cura e l’attenzione ai terreni e alle viti è una questione di primaria importanza per i nostri, che ogni giorno utilizzano un approccio sostenibile e rispettoso della natura e del territorio. Camminare tra le vigne, potarle attentamente, diradarle e prendersene cura è la base per una vendemmia di alta qualità", racconta Stephan Filippi, enologo come lo erano suo padre e suo nonno, direttore tecnico della Cantina Bolzano. "Produciamo vini bianchi fruttati ed eleganti, molto apprezzati dal mercato nazionale ed estero. Ma grazie al microclima della conca di Bolzano abbiamo una produzione molto importante anche di rossi". Quindici varietà diverse vengono coltivate su terreni differenti che portano a vini unici, dall’inconfondibile carattere regionale. Con dedizione e grande impegno, i viticoltori coltivano materia prima di altissima qualità, che nel corso dell’anno matura sotto il sole dell’Alto Adige. Dopo la vendemmia inizia il lavoro in cantina, dove i vini evolvono lentamente sotto l’occhio vigile e attento di Stephan Filippi e del suo team. "Abbiamo investito molto nella qualità dell’uva, per produrre vini sempre più interessanti. Siamo onorati del successo sul mercato nazionale e anche dell’esportazione all’estero, che non si è fermata neanche durante la pandemia. Fortunatamente anche gli italiani hanno continuato a bere vino e potendoci trovare anche nella grande distruzione abbiamo sentito meno il calo di vendite".

"Quindici varietà diverse vengono coltivate su terreni differenti che portano a vini unici, dall’inconfondibile carattere regionale". (foto Kellerei Bozen)
"Quindici varietà diverse vengono coltivate su terreni differenti che portano a vini unici, dall’inconfondibile carattere regionale". (foto Kellerei Bozen) 

La punta di diamante della Cantina Bolzano "è senz’altro il Lagrein, tipico vitigno dell’Alto Adige e della nostra cantina, che trova il suo habitat ideale nella conca di Bolzano e nel quartiere di Gries. È una varietà autoctona dalla quale si ricava un vino di grande carattere. Le notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, assieme ai i terreni alluvionali sabbiosi e sciolti, danno vita a un vino complesso dai colori intensi e caratterizzato dalla tipica freschezza. Per il Lagrein Riserva Taber vengono utilizzate soltanto uve accuratamente selezionate, le quali regalano un vino che negli anni si è guadagnato notevole fama e molti estimatori: un’indiscussa icona di qualità. Tra i bianchi, il Traminer aromatico è sicuramente il vino altoatesino più famoso. Probabilmente trova la sua origine a Termeno, il paese da cui prende il nome, e viene prodotto con uve accuratamente selezionate dai ripidi pendii che circondano Bolzano, affascinando con i suoi sentori fruttati e floreali intensi e persistenti, grazie ad una leggera nota speziata". Coop negli anni li ha aiutati ad accogliere nella famiglia i nuovi soci e a fare dei vari disciplinari uno standard. Ed è proprio da queste cantine che esce il Gewürztraminer Fior Fiore, scelto per la linea di tesori gastronomici di Coop alla scoperta dell’identità e della cultura gastronomica italiana. Fior fiore Coop e le migliori cantine del territorio italiano hanno selezionato una gamma di vini in grado di versare in ogni bicchiere la cultura vitivinicola e la passione dei produttori, il forte legame con il territorio e i valori di Coop: trasparenza, sicurezza, etica, attenzione per l’ambiente ed una qualità eccellente, alla portata di tutti. 

I vigneti in località Santa Giustina a Renon. (foto: Sito Cantina Bolzano)
I vigneti in località Santa Giustina a Renon. (foto: Sito Cantina Bolzano) 

A fare la differenza sono le persone: pur trattandosi di una grande realtà in cui ogni anno si producono 3 milioni e mezzo di bottiglie, "l’85% dei soci della Cantina Bolzano sono coltivatori diretti che si dedicano esclusivamente al vino. Gli altri hanno anche piccole attività di frutticultura o zootecnia, ma la vite rimane il loro principale impegno. Ognuno è responsabile del proprio vigneto mentre a noi della Cantina spettano le scelte tecniche di vinificazione, ma tutti vengono coinvolti negli assaggi e nell’analisi dei prodotti", prosegue Filippi. La cura e l’attenzione ai terreni e alle viti è una questione di primaria importanza per i viticoltori di Cantina Bolzano, che ogni giorno utilizzano un approccio sostenibile e rispettoso della natura e del territorio. "Con l’adozione del nuovo edificio produttivo certificato CasaClima Wine, il nostro impegno è di ridurre sempre di più la produzione di Co2 – non a caso hanno avviato di recente anche uno studio sull’impatto della loro attività –, e stiamo pensando anche di allargare la produzione con un progetto di vino biologico. Poi continueremo le nostre sperimentazioni, alla ricerca delle varietà migliori e resistenti, continuando a pretendere sempre l’eccellenza".