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La Dieta Mediterranea è patrimonio dell'umanità da 12 anni

La Dieta Mediterranea è patrimonio dell'umanità da 12 anni
Nel 2010 gli Stati membri dell'Unesco votarono all'unanimità a favore della candidatura: un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e oggi più che mai considerato sano e sostenibile
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Il 16 novembre 2010 a Nairobi, i 166 stati membri dell’Unesco votarono all’unanimità la candidatura della dieta mediterranea tra i patrimoni immateriali dell’Umanità, con questa motivazione: La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, che consiste principalmente di olio d’oliva, cereali, frutta e verdura fresca o secca, una quantità moderata di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, nel rispetto delle credenze di ogni comunità”. Ma, per l’Unesco,  la Dieta Mediterranea è molto di più di un semplice elenco di alimenti, essa promuove l’interazione sociale tramite la condivisione dei pasti in comune, ma in particolare la dieta si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo.

I primi studi sulle abitudini alimentari dei popoli del Mediterraneo risalgono agli anni Cinquanta ad opera del fisiologo statunitense Ancel Benjamin Keys, che si appassionò allo stile alimentare degli abitanti di Pioppi, borgo cilentano del comune di Pollica. Keys coniò il termine dieta mediterranea che in seguito, negli anni Novanta, fu rappresentata graficamente dalla celebre piramide, con alla base gli alimenti da consumare quotidianamente e al vertice quelli invece il cui consumo va limitato.

Nella piramide alimentare mediterranea, con gli anni, sono state inserite anche attività come l’esercizio fisico moderato e regolare, un adeguato riposo, la convivialità, l’uso di prodotti stagionali, locali, freschi.

Per tutti questi motivi, la Dieta Mediterranea oggi è, soprattutto, un modello sostenibile che parte dal cibo per toccare ogni aspetto dell’evoluzione e della pianificazione. La parola dieta intesa con il suo significato antico di diatia, dal greco che vuol dire “stile di vita”, quando diventa un modello di comunità fa combaciare i propri cardini con quelli della sostenibilità.

La natura a Pollica (Salerno)
La natura a Pollica (Salerno) 

I principi di sostenibilita? secondo i quali si basa la Dieta Mediterranea sono sostanzialmente legati al fatto che produrre frutta, legumi, verdura e cereali – alimenti alla base della piramide - richiede un impiego di risorse minore rispetto alla produzione di carni e grassi animali. Anche i temi della stagionalità, del consumo di prodotti locali e della biodiversità si traducono concretamente in comportamenti sostenibili a vantaggio di una agricoltura rispettosa del territorio, della rotazione delle coltura e della filiera corta. Ma oltre a benefici ambientali, una dieta sostenibile deve portare con sé anche benefici economici e sociali. L’adozione di modelli alimentari e stili di vita come quello mediterraneo migliorano lo stato di salute con conseguente riduzione della spesa sanitaria nazionale, e privilegiando ingredienti di stagione e a basso costo si riduce anche la spesa delle famiglie. Il consumo di materie prime locali e stagionali, il recupero di colture autoctone o pratiche legate alla pesca e all’agricoltura, comporta la valorizzazione di piccole e grandi aziende del territorio, generando valore. Tra i benefici sociali, oltre alla salute, la consapevolezza alimentare e il legame con il territorio, la dieta mediterranea promuove anche una rete informale di welfare: quella della convivialità e del pasto comune. Lo diceva anche Plutarco: noi non ci incontriamo per bere e mangiare, ma per bere e mangiare insieme.  

Per cui, le tante forme del pane, lo street food, i vari tipi di pasta, il cous cous, la pizza o la paella, i formaggi e gli ortaggi, i legumi e la frutta, l’olio d’oliva e il vino non sono solo alimenti, ma sono l’emblema di un modello produttivo, culturale e sociale nato e radicato nel Mediterraneo, che oggi rappresenta un modello esportabile perché attuale.

Per tutti questi motivi, oggi, a dodici anni dall’inserimento della Dieta Mediterranea tra i patrimoni immateriali dell’Umanità, considerati gli effetti positivi su sfera sociale, economica ed ambientale, si puo? considerare questo un modello altamente sostenibile .

La Dieta Mediterranea si distingue per il suo equilibrio, non solo dunque dal punto di vista nutrizionale, ma è un atteggiamento che riguarda salute, ambiente e cultura e che si basa su scelte consapevoli per prendersi cura di se stessi, della propria comunità e del pianeta.