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La Dieta mediterranea millenaria e l'elisir di lunga vita

La Dieta mediterranea millenaria e l'elisir di lunga vita
Tutto è partito 25 secoli fa da Parmenide, teorizzatore della simbiosi fra uomo e natura. Ma oggi, nelle stesse terre cilentane, si guarda avanti grazie al lavoro di Future Food Instititute che a Pollica ha trovato il luogo ideale da dove incidere la tutela dell'ambiente 
2 minuti di lettura

La Dieta mediterranea oggi compie 12 anni di tutela Unesco, dal 16 novembre 2010 è patrimonio dell’Umanità. Ma il viaggio della Dieta Mediterranea, che ha cuore e radici in terra salernitana, è cominciato ben prima degli Anni 2000, diciamo 25 secoli prima. Tutto è partito da Parmenide, il filosofo che da Elea, oggi Ascea , nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, ha  cominciato a dire che l’uomo deve vivere con la natura. Poi nelle stesse terre è iniziato il viaggio della Scuola medica Salernitana e poi, sempre lì, negli Anni ’50 sono arrivati Ancel e Margaret Keys a cui va il merito di scoprire i benefici che lo stile di vita cilentano aveva sulla salute arrivando a codificare la Dieta Mediterranea.

Giovedì la Dieta Mediterranea sarà celebrata alle Nazioni Unite, un luogo non casuale perché quel modello che oggi sta conquistando tutto il mondo per lo stile di vita sano, la stagionalità, il rapporto con la terra e i territori ha  nel cuore un bagaglio culturale fatto di contaminazione. Il Mediterraneo è contaminazione, luogo di incontro e dall’incontro nascono modelli con cui costruire il futuro.

La vera sfida è questa. Rendere la Dieta Mediterranea replicabile. Nel cuore di questo ambizioso traguardo c’è Sara Roversi, presidente del Future Food Instititute. Bolognese, visionaria, imprenditrice con il cibo del futuro come benchmark. Partita dall’Italia era diventata grande nella Silicon Valley ma poi ha capito che l’innovazione capace di cambiare il mondo andava cercata nelle nostre radici antichissime e profonde e nel Mediterraneo. Così è arrivata a Pollica, dove tutto oggi prende forma dal campus per gli studenti di tutto il mondo all’innovazione. “Sono finita nel Cilento – spiega Sara Roversi -, perché un regista americano mi ha travolto di parole spiegandomi che io che mi occupavo di cibo sostenibile ed ero italiana non potevo non andare a Pollica che ne era naturalmente un modello. Ho ascoltato lui e soprattutto la moglie che insegna ad Harvard e sono arrivata. Il sindaco mi ha spiegato la Dieta Mediterranea senza farmi mangiare, mi ha fatto parlare con un agricoltore e mi ha fatto vedere cosa succede qui. Non ce ne siamo più andati. La sorpresa più grande è che se uno parla  aun ragazzo di Dieta Mediterranea si accorge subito che il pensiero va a qualcosa di vecchio, invece è uno strumento per affrontare il futuro”.

Un futuro possibile di cui hanno preso atto la Cop27, dove il cibo è stato protagonista e motore di cambiamento, l’Unione Europea e le Nazioni Unite. Il mondo ha spiegato all’Italia questo patrimonio che non avevamo saputo valorizzare abbastanza. E questo potente motore di innovazione nasce dalla cultura. Quella di contadini eroi che per natura puntano sull’agricoltura rigenerativa e di pescatori altrettanto eroi abituati dalla loro storia a rispettare l’ecosistema. Perché è il contatto con questo ecosistema che fa la differenza e anche per gli studenti l’apprendimento non passa solo dalle aule ma dal dialogo con le nonne e gli agricoltori. I detentori del patrimonio alla base di tutto.

La Dieta Mediterranea con le sue contaminazioni e le sue radici millenarie ha finito per custodire il segreto della lunga vita perché qui, dove tutto ha avuto inizio, si vive fino a 100 anni e si mangia da Dio. E lo dicono i numeri.  Da ben più di 12 anni.