Faenza, ordine del giorno a favore della "famiglia naturale uomo-donna". Mezzo Pd approva

Il Partito democratico "lacerato", l'Arci-gay insorge, AssoGenitori difende il documento proposto da Forza Italia. Criticato anche al sindaco, Giovanni Malpezzi, che ha votato il documento e che, più tardi, tenta di fare marcia indietro

Un ordine del giorno a difesa della "famiglia naturale fondata sull'unione fra uomo e donna". Proposto da Forza Italia e votato da mezzo Pd. E' successo a Faenza, dove le scuse del sindaco della città non sono riuscite a placare le polemiche.

L'ordine del giorno. Chiede alla Regione di "istituire la festa della famiglia naturale fondata sull'unione fra uomo e donna" e di mettere al bando il documento dell'Oms sull'educazione sessuale. E' stato approvato con i voti di alcuni esponenti del Pd, fra i quali lo stesso sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi,  e quello di Manuela Rontini, appena eletta nel nuovo consiglio regionale.

Pd: "Voto che ci lacera". Alcuni esponenti nel Pd dell'Emilia-Romagna chiedono la testa del primo cittadino. Malpezzi è stato censurato da Michele De Pascale, segretario provinciale del Pd di Ravenna. "La vicenda - ha detto - è stata gestita molto male e si è arrivati a un voto che ci lacera e che, nei prossimi giorni aprirà nel Pd di Faenza e provinciale un dibattito serio per chiarire le posizioni di tutti e uscire in maniera chiara e comprensibile". Chiedono al sindaco di farsi da parte anche la deputata Giuditta Pini, lo criticano duramente il senatore Sergio Lo Giudice.

L'arcigay: è un trofeo clericale. Flavio  Romani, presidente nazionale di Arcigay, definisce l'ordine del giorno "un'esibizione di forza, un trofeo clericale che sta passando in queste settimane di aula in aula per definire in ognuna, tra laici e clericali, chi comanda".  "Per qualcuno questa potrà essere una doccia fredda - aggiunge - non lo è per noi: dalla nascita del Pd denunciamo il diritto di tribuna riservato in quel partito alla lobby clericale, dalla Binetti in poi. Ed è sempre stato sulla pelle di gay, lesbiche e trans, vera e propria ossessione del potere ecclesiastico, che si è giocato l'accordo per corrompere dall'interno il più grande partito di centrosinistra. Quello che veniva descritto come un fenomeno residuale, era ed è in realtà un preciso progetto politico. Che cos'Š il Pd? - chiede Romani - chi lo sostiene? Chi ne fa parte? E per quali obiettivi in realtà corre?".

Il ripensamento. Poco dopo, la marcia indietro di Malpezzi, affidata a una nota, in cui si definisce "non riuscito" il provvedimento. Il sindaco si è detto "rammaricato di aver sottovalutato la lettura che sarebbe stata data di quel voto e dell'interpretazione dell'aggettivo 'naturale' che può essere fuorviante, fino al punto di attribuirmi valutazioni e pensieri che non mi appartengono". E propone di farsi promotore di un nuovo documento da portare all'attenzione del Consiglio comunale, "un documento più rispettoso e della ricchezza di opinioni all'interno della città e dell'opinione pubblica, e che dimostri come, al di là delle parole, la valorizzazione della famiglia in questi anni si sia tramutata in impegni concreti, verso chiunque e senza alcuna discriminazione". L'approvazione, ha spiegato, è derivata dall'aver emendato un precedente oridne del giorno di Forza Italia (ritenuto  "inaccettabile") con l'introduzione della richiesta di un "quoziente familiare" per le imposte locali. "Ho temuto - ha detto - che un voto contrario su questo aspetto sarebbe stato letto come una evidente incoerenza. Il motivo del mio voto sta solamente qui".

AssoGenitori: "Hanno paura della famiglia".  Fabrizio Azzolini, presidente dell'Associazione Genitori, interviene a sostegno del sindaco di Faenza."Chi a Faenza ha paura del Fattore Famiglia quale criterio di sostegno alle politiche fiscali delle famiglie? Cosa si teme nell'organizzare una festa regionale della famiglia naturale, quella riconosciuta dalla nostra Costituzione? Perchè non è possibile una vita italiana all'educazione sessuale nelle scuole italiane? Chi ha paura della famiglia". Il documento, aggiunge, è "omofobo solo agli occhi di chi legge e interpreta la società, il mondo, i valori, le persone attraverso il ristretto e chiuso cannocchiale dell'ideologia, che deforma la verità dei fatti strumentalizzandola ai propri interessi particolari. Dalla paura  della verità all'intolleranza, alla discriminazione e alla violenza il passo è breve: sostenere che valorizzare e sostenere le famiglie tradizionali comporta lottare contro le famiglie omosessuali significa imboccare pericolosamente questa strada".

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