L'Europa vuole uno stato di polizia per Internet

Meno privacy in cambio di maggiore sicurezza: l'Italia e i paesi dell'Unione cercano di rispondere alle minacce estremiste attraverso controlli e limitazioni delle comunicazioni on line

Del contenuto esatto delle nuove norme antiterrorismo fortemente volute da Angelino Alfano sapremo solo nelle prossime ore. Ciò che possiamo già sapere, tuttavia, è il contesto in cui sono nate. E la ratio. Solo a questo modo la “neolingua” impiegata dal governo per giustificarle assume finalmente un senso. Pensieri orwelliani come quello del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, per esempio, secondo cui “non dobbiamo diminuire gli spazi di democrazia, ma aumentare i controlli”, perché “per sentirsi liberi, ci si deve prima sentire sicuri”.

I colleghi di Farnesina e Viminale, Paolo Gentiloni e lo stesso Alfano, sono appena più chiari: “non c'è dubbio che dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza”, ha detto il primo, sempre aggiungendo la formula di rito del rispetto delle libertà individuali; “si rinuncia a un pezzo di privacy per la sicurezza”, ha aggiunto il secondo, che almeno ha l'onestà di parlare di una compressione dei diritti civili. Il problema è che non è una posizione isolata dell'Italia. Anzi, molte delle proposte di legge di cui si è letto in questi giorni, in attesa di una formalizzazione al prossimo consiglio dei ministri, sono in perfetto accordo con un documento prodotto dal Coordinatore Anti-terrorismo dell'Unione Europea (CTC) il 17 gennaio scorso.

Il CTC ha il ruolo di coordinare i lavori del Consiglio d'Europa in materia di terrorismo, riassumere gli strumenti in suo possesso, formulare raccomandazioni per le sue azioni politiche, proporre aree di intervento prioritarie e monitorarne l'implementazione. E lo ha fatto in 14 pagine stese in preparazione dell'incontro dei ministri della Giustizia e dell'Interno europei del 29 gennaio a Riga. Certo, mancano i contributi dei singoli Stati membri (che tuttavia sono a loro volta perfettamente congruenti) e quelli della Commissione, ma è un documento utile per capire quanto la reazione dell'Europa al massacro di Charlie Hebdo ricordi il post-11 settembre. C'è al punto 1a, il primo in assoluto, la “prevenzione della radicalizzazione”, a partire da quella che avviene su Internet.

Alcune delle ipotesi sono quelle emerse sulla stampa e nelle dichiarazioni dei leader europei, dallo “sviluppo e promozione di contro-narrative” rispetto a quella della propaganda terroristica online, all'aumento della cooperazione con i colossi tecnologici (e con gli Stati Uniti, con cui le relazioni dopo il Datagate si erano in molti casi raffreddate). Ma c'è anche di più. Per esempio si comprende cosa potrebbe significare questa nuova e più forte intesa coi soggetti privati: “dare un ruolo all'Europol nella segnalazione, o nella facilitazione della segnalazione, di contenuti in violazione delle condizioni di utilizzo delle piattaforme”.

Tradotto, significa dare alla polizia il potere di “monitorare e analizzare le comunicazioni sui social media”, facilitandone l'eliminazione (è questo che intende Alfano quando parla di “oscurare i siti jihadisti”?) e rimpolpando il piano 'Check the web', lanciato nel 2007 con parole peraltro molto simili a quelle odierne. Se non bastasse, segnala il consulente di sicurezza informatica Matthijs R. Koot, si scopre come la proposta di David Cameron di costringere, in circostanze stabilite per legge, i colossi web a condividere le chiavi crittografiche che proteggono le nostre conversazioni online con le agenzie governative non sia affatto isolata, e anzi sia suggerita all'Europa come una delle misure da implementare a livello continentale.

Si aggiungano l'aumento dei controlli, giudicato “cruciale e urgente”, sui dati dei passeggeri e l'invito, alla Commissione, di formulare al più presto una nuova normativa sulla conservazione dei dati – la precedente, prodotta a sua volta come reazione emotiva agli attentati terroristici di Madrid e Londra nel 2004-5, è stata demolita dalla Corte di Giustizia UE – e si comprende come si tenti di cambiare tutto per non cambiare nulla: più sicurezza, meno privacy. E poco importa la storia dimostri che non funziona.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Egitto, per la prima volta l'arte contemporanea in mostra ai piedi delle Piramidi di Giza

Torta di grano saraceno con mirtilli e mele

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi