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Coronavirus, il bollettino del 26 luglio: 88.221 nuovi casi, 253 morti. E’ il peggior dato degli ultimi 5 mesi

I dati del Ministero della Salute: tasso di positività al 19,7%

Paolo Russo
Aggiornato alle 4 minuti di lettura

Creato da

(ansa)

Risalgono a 88.221 i contagi, che sono però 32mila in meno rispetto a quelli di una settimana fa. Ma è record di morti rilevati quest’anno: ben 253, contro i 104 di ieri, anche se alcuni sono da riferirsi ai giorni passati. Si registrano anche 8 ricoveri in più nelle terapie intensive e 43 nei reparti di medicina, mentre il tasso di positività guadagna quattro decimali e passa al 19,7%.

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Salgono da 1.720 a 9.049 i nuovi casi di Covid-19 registrati ieri in Veneto, un dato superiore a quello di ieri ma in calo rispetto a martedì della scorsa settimana. Il totale dei contagi da inizio pandemia è di 2.067.682. Si contano 16 vittime. Diminuiscono nettamente gli attuali positivi, che sono 97.389, 2.064 in meno rispetto alle 24 ore precedenti. Crescono ancora lievemente i dati ospedalieri, con 1.059 pazienti in area medica (+3) e 41 (+3) in terapia intensiva. Sono 3.889 i nuovi casi di Coronavirus in Emilia-Romagna su 26.769 tamponi. Lo riferisce la Regione nel bollettino quotidiano dove è particolarmente alto il numero di morti, 41, una trentina dei quali relativi agli ultimi otto giorni, tutti over 65. I ricoverati nelle terapie intensive sono 48 (+2), negli altri reparti Covid sono 1.804 (-8).

Casi Covid in risalita in Toscana dove rispetto a ieri si contano 5.233 nuovi contagi contro i soi953 di 24 ore fa . Effettuati 2.334 tamponi molecolari e 23.760 antigenici rapidi, con un tasso di positività del 20,1% (del 77,6% per le prime diagnosi). Tanti purtroppo i decessi: 18. Nel Lazio su 5.453 tamponi molecolari e 35.894 tamponi antigenici per un totale di 41.347 tamponi, si registrano 6.892 nuovi casi positivi (+4.576), sono 10 i decessi (-6), 1.121 i ricoverati (-5), 74 le terapie intensive (-1) e +8.693 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 16,6%. I casi a Roma città sono a quota 3.032.

Resta piuttosto stabile il tasso di incidenza in Campania. Sono 9.167 i neo positivi al Covid contro i 2.397 di ieri, su 42.745 test esaminati. Il tasso di incidenza dal 21,92% passa al 21,44%. Sette i decessi, mentre negli ospedali calano i ricoveri in terapia intensiva con 33 posti letto occupati (-3 rispetto a ieri) ; calo ancora più netto in degenza con 666 posti letto occupati (-16 rispetto a ieri). Salgono da 1.468 a 7.346 i nuovi casi di Covid rilevati in Puglia su 33.523 test giornalieri registrati, con una incidenza del 21,9%. Le vittime sono quattordici. Le persone attualmente positive sono 79.464, delle quali 488 (ieri 471) sono ricoverate in area non critica e 17 in terapia intensiva (ieri 18).

Promosse le scuole italiane per l'igiene delle mani, parzialmente per il controllo della temperatura, mentre per l'aerazione dei locali, che potrebbe essere una delle misure principe contro il Covid, le strutture non sono ancora pronte per affrontare in sicurezza l'avvio del prossimo anno scolastico. E l'assenza di interventi su aerazione e ventilazione ostacolano il rientro in classe senza mascherine. È questo emerge dalla survey della Fondazione Gimbe con con l'Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp) che ha coinvolto 312 istituzioni scolastiche. L'indagine rivela inoltre difficoltà nelle attività di tracciamento: in un caso su 3 ci sono stati ritardi delle Asl nell'attivazione delle procedure di loro competenza.
Per migliorare ventilazione e aerazione dei locali ci si è affidati prevalentemente al protocollo «finestre aperte», in misura minore ad attrezzature per la purificazione e filtrazione dell'aria e solo in 9 casi sono stati installati sistemi di ventilazione meccanica controllata. «L'assenza di un'adeguata ventilazione ed aerazione dei locali - commenta Antonello Giannelli, presidente Anp - è il vero tallone d'Achille, in assenza del quale il prossimo anno scolastico difficilmente potrà essere affrontato senza ricorrere all'utilizzo delle mascherine».
«I risultati della survey - spiega ancora Giannelli assieme a Nino Cartabellotta presidente di Fondazione Gimbe - restituiscono un quadro delle misure per aumentare la sicurezza Covid-19 nelle scuole, lasciando emergere varie criticità. Questo il quadro.

- Igiene delle mani. Il giudizio per questa voce è ottimo: disponibilità di dispenser negli spazi appropriati (98,7%), procedure standardizzate (92,9%), interventi formativi per personale scolastico e alunni (91,6%) - Igiene delle superfici. Sanificazioni nell'89,7% dei casi «nonostante le conoscenze scientifiche - dice Cartabellotta - abbiano definitivamente confermato già dalla primavera 2021 che il Sars-CoV-2 si trasmette quasi esclusivamente per via aerea».
- Vaccinazioni. Il 46,8% ha fatto attività di informazione, il 21,5% ha coinvolto esclusivamente gli alunni. Solo meno di un terzo delle scuole (31,7%) non ha effettuato alcuna promozione sulla campagna vaccinale degli alunni. Le Asl hanno effettuato vaccinazioni nei locali scolastici solo nell'11,9% dei casi e il 45,1% dei dirigenti delle scuole dove non è stata effettuata non ritiene applicabile questa iniziativa per aumentare le coperture vaccinali, verosimilmente - commenta Giannelli - perché la normativa vigente non facilita tali esperienze.
- Testing. Il 20,3% delle scuole ha partecipato alla campagna di testing delle «scuole sentinella» destinato alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
- Tracciamento e quarantene. I provvedimenti sono stati emanati nel rispetto delle tempistiche in circa due terzi dei casi (63,3%).
- Misurazione della temperatura. Ben il 96,5 % ha acquistato termometri digitali e/o termoscanner) ma la misurazione per gli alunni nel 39,7% dei casi è stata demandata alle famiglie e nel 31,6% non è stata effettuata.
- Mascherine. Le Ffp2 sono state indossate da tutti gli alunni e per tutta la durata prevista nella quasi totalità dei casi (97,4%).
- Distanziamento. In due terzi delle scuole (66,6%) in classe è stato possibile mantenere la distanza di almeno 1 metro fra gli alunni, mentre a causa di limiti strutturali aula-dipendenti nel 6,4% non è stato possibile e nel 27% possibile, ma non in tutte le classi.

Intanto da oggi è in onda sulle reti Rai lo spot che invita gli over 60 e la popolazione fragile a fare la vaccinazione anti-Covid con la seconda dose di richiamo. Realizzato dal Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, lo spot vede la partecipazione straordinaria del Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi. Nel video, di circa 50 secondi, si vede Parisi, che, seduto a un tavolo in un ristorate spiega ad altre persone - anche attraverso un grafico disegnato su una tovaglietta - l'importanza del vaccino. La mascherina «serve», spiega, ma aggiunge le ragioni per cui è conveniente vaccinarsi: «protegge dalla malattia grave» e ricorda che le persone con più di 60 anni «sono quelle più a rischio». «Problema complesso soluzione semplice» chiosa il Nobel che ha ricevuto il riconoscimento proprio per i suoi studi sui sistemi complessi.

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