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Folla per l’ultimo saluto a Piero Angela, il figlio Alberto: “Mio padre è riuscito a unire. Mi ha insegnato a non avere paura della morte”

Il figlio del grande divulgatore e giornalista: «Ha amato la vita. Anche io farò la mia parte»

CATERINA STAMIN
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Creato da

(lapresse)

«È stata una persona che è riuscita a unire e non a dividere». Alberto Angela parla alla camera ardente del padre «come figlio e come collega». Nasconde le lacrime ma non il dolore: «Dovrò passare i prossimi giorni a ringraziare, abbiate pazienza, per me è stata una tempesta – e si commuove – però se ne esce». Sono centinaia le persone che sono in fila per rendere un ultimo saluto al giornalista Piero Angela, che ha portato la scienza nelle case degli italiani con trasmissioni di successo come Quark e SuperQuark ed è scomparso sabato all'età di 93 anni. In prima fila nella sala della Protomoteca, accanto al feretro i familiari, la moglie Margherita Pastore e i figli Alberto e Christine, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes e la presidente della Rai Marinella Soldi. Tra i presenti anche la direttrice del Tg1 Monica Maggioni. La fila di persone attraversa tutta la piazza, da ragazzi a adultaffrontano il caldo per salutare questo maestro della tv. La camera ardente allestita in Campidoglio è aperta al pubblico dalle 11.30 fino questa sera alle 19. 

L'addio a Piero Angela, il figlio Alberto: "Mi ha insegnato a non aver paura della morte"

A prendere parola il figlio Alberto, che ha ricordato il padre come un grande divulgatore, ha parlato della sua capacità di sintesi che «metteva tutti d’accordo». E soprattutto della sua forza «incredibile». Lo ha ricordato per l’intelligenza ma anche l’ironia. Poi l’ultimo insegnamento: «Lui ci ha insegnato tante cose, l'ultimo insegnamento me lo ha fatto non con le parole, ma con l'esempio. Negli ultimi giorni mi ha insegnato a non avere paura della morte. L'ha affrontata con serenità, non l'ho mai visto nello sconforto e nella paura». 

L'ultimo saluto a Piero Angela, l'arrivo del feretro in Campidoglio

«Ho avuto la sensazione di avere Leonardo Da Vinci in casa, che dava la risposta giusta sempre con una capacità di sintesi e analisi in modo pacato – ha proseguito –. Lui amava ripetere un aforisma di Leonardo da Vinci: 'Siccome una giornata ben spesa dà lieto dormire così una vita ben usata dà lieto morire'». E si è rivolto ai presenti: «Oggi che mi sento fra persone amiche: vorrei partire dall'ultima cosa che ha fatto papà: quel comunicato che tutti avete letto. È stata l'ultima cosa che fisicamente ha detto, come discorso, con poche forze. Mia sorella e io lo abbiamo raccolto e trascritto». «È il discorso - ha sottolineato - di qualcuno che parla a degli amici e che alla fine di una serata o una vacanza dice 'adesso io vado'.»

Sull’eredità che Piero Angela lascia, «mio padre ha amato la vita, anche se sembrava, da torinese, molto riservato – ha detto Alberto –. A mio modo di vedere continuerà a vivere attraverso i libri, le trasmissioni, i dischi jazz ma soprattutto nei ricercatori che malgrado le difficoltà che incontrano cercano di andare a meta, in quei ragazzi che hanno la speranza del futuro, che cercano l'eccellenza con sacrificio. Sarà vivo nelle persone che cercano di unire e non disunire, che cercano con curiosità la bellezza della natura, chi cerca di assaporare la vita. Ci lascia un'eredità importante, non fisica e di lavoro ma di atteggiamento nella vita». Poi la conclusione, riprendendo le parole del padre: «Anche io cercherò di fare la mia parte».

Piero Angela, in centinaia in coda per l'ultimo saluto: "Era come un nonno"

Il cordoglio delle istituzioni
«Oggi non c'è solo il dolore per il lutto ma anche un sentimento di affetto straordinario e riconoscenza per una persona bellissima che ha saputo unire la razionalità e la passione per la scienza all'umanità e alla mitezza», sono le parole del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, uscendo dalla camera ardente. «Era torinese ma romano d'adozione – ha sottolineato il primo cittadino –: i romani sentono grande affetto per lui. Ma Piero Angela da Roma è stato capace di parlare a tutti, ha aiutato la crescita del Paese, ha unito, è stato più di un giornalista e di un divulgatore, è stato un grande intellettuale che ha valorizzato il metodo scientifico».

La biologa Barbara Gavallotti ricorda il lavoro con Piero Angela durato vent’anni: “Ecco cosa aveva di speciale”

«Abbiamo suonato tante volte insieme, era una persona unica – ricorda Renzo Arbore –. Una conversazione sempre brillante e istruttiva, un grande signore. Ho un ricordo bellissimo». Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, definisce il giornalista «un uomo immenso, un gigante, una personalità che ha fatto per la conoscenza e la cultura più di tantissime altre persone e istituzioni. Credo non sia paragonabile quello che lui ha fatto per portare l'amore della scienza e conoscenza nelle case degli italiani. Gli dobbiamo tutti una gratitudine enorme». 

(lapresse)

«È uno degli ultimi nostri grandi che se ne vanno – aggiunge Pier Ferdinando Casini, senatore ed ex presidente della Camera –, che ci lasciano più soli, più fragili, perché Piero Angela ha dimostrato tante cose, ha dimostrato che la scienza, la professionalità, il sacrificio, il lavoro sono fondamentali per il successo di qualsiasi persona e lui è stato una grande persona, senza mai farlo pesare agli altri». «L'Italia perde una delle sue personalità più eclettiche, straordinarie, apprezzate e amate», dichiara il segretario del Pd, Enrico Letta, aggiungendo che «mi farebbe molto piacere se da domani tanti istituti tecnici, licei, scuole superiori si chiamassero istituto, liceo o scuola superiore 'Piero Angela'».

(ansa)

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