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Covid, il bollettino del 15 settembre: 17.978 nuovi casi, 60 morti. Tasso di positività al 12,2%

I dati del Ministero della Salute: in calo terapie intensive e ricoveri ordinari

Paolo Russo
Aggiornato alle 4 minuti di lettura

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Sembrano stabilizzarsi i casi di Covid in Italia, oggi 17.978, appena 876 meno di ieri ma con un minor numero si tamponi, tanto che il tasso di positività guadagna l’1,2% e si porta al 12,2. Calano un po’ i morti da 69 a 60mentre ci sono 8 ricoverati in meno nelle terapie intensive e 87 nei reparti di medicina.

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Sono 2.227 contro i 2.326 di ieri i nuovi casi di Covid-19 registrati ieri in Veneto, in linea con l'andamento settimanale. Il bollettino regionale segnala altri 6 decessi, con il totale a 15.430.
Prosegue la discesa dei malati, che sono 34.554, 1.428 in meno in 24 ore. Scendono anche i dati clinici, con 481 ricoveri in area medica (-18) e 21 (-3) in terapia intensiva.

In Emilia-Romagna i nuovi casi di coronavirus da 2.429 scendono a 1.284 su poco più di 9mila tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, mentre i ricoveri sono in calo e i decessi sono cinque. I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive del territorio sono 20 (quattro in meno da ieri), mentre negli altri reparti Covid ci sono 634 degenti (15 in meno). Nel Lazio su 3.264 tamponi molecolari e 10.986 tamponi antigenici per un totale di 14.250 tamponi, si registrano 1.611 nuovi casi positivi (+58), sono 3 i decessi (-1), 378 i ricoverati (-10), 26 le terapie intensive (-1) e +2.134 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 11,3%. I casi a Roma città sono a quota 770. Si registra una flessione del 10% dei casi su base settimanale e l'incidenza scende a 167 per 100 mila abitanti. Il valore rt stabile a 0.92.

Restano piuttosto stabili, in Campania, i contagi. Secondo i dati del Bollettino della Regione Campania sono 1527 i neo positivi al Covid, appena due meno di ieri, quando il tasso di incidenza era pari al 12,25%, oggi si attesta al 12,31%. Un decesso nelle ultime 48; sei deceduti in precedenza ma registrati ieri. Negli ospedali sono in aumento i ricoveri in intensiva con 17 posti letto occupati (+2 rispetto a ieri); calano, invece, in degenza con 244 posti letto occupati (-9 rispetto a ieri).

In Puglia salgono appena da 709 a753 nuovi casi di positività al Covid su 4.890 test eseguiti nelle ultime 24 ore per una incidenza del 15,3%. Sono stati tre i decessi. Oggi in Puglia si registrano 753 nuovi casi di positività al Covid su 4.890 test eseguiti nelle ultime 24 ore per una incidenza del 15,3%. Sono stati tre i decessi.

Prosegue il calo di contagi e ospedalizzazioni per Covid-19. Nella settimana 7-13 settembre, le infezioni sono scese del 12,9%, i ricoveri in terapia intensiva dell'11,9%, quelli ordinari del 13,3%, rispetto alla settimana precedente. In diminuzione anche i decessi (-14,3%). Lo rileva il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. «Da 4 settimane consecutive - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - prosegue la lenta discesa dei nuovi casi settimanali che si attestano intorno a quota 108 mila, con una media mobile a 7 giorni di circa 15 mila casi al giorno».

In 18 Regioni si registra un calo percentuale dei nuovi casi (dal -4,8% del Piemonte al -31,5% della Calabria), in 3 Regioni un minimo incremento (Provincia Autonoma di Bolzano +0,2%, Toscana +1,1%, Umbria +4%). Rispetto alla settimana precedente, in 88 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,8% di Chieti al -55% di Crotone), mentre 19 Province segnano un incremento (dal +0,5% di Alessandria al +58,2% di Verbano-Cusio-Ossola). L'incidenza rimane sotto i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province: dai 76 casi per 100.000 abitanti di Barletta-Andria-Trani ai 338 di Pescara.

Prosegue il calo anche sul fronte dei decessi: 383 negli ultimi 7 giorni (di cui 65 riferiti a periodi precedenti), con una media di 55 al giorno rispetto ai 64 della settimana precedente.

Resta ferma al 6%, in Italia, la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri (un anno fa era al 7%), ma, in 24 ore, cresce in 5 regioni e province autonome: Basilicata (7%), Calabria (15%), Marche (6%), Pa Bolzano (6%) e Veneto (5%). A livello nazione è stabile anche la percentuale di terapie intensive occupate, ferma al 2% a fronte del 6% che si registrava esattamente un anno fa. Lo rileva l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), in base ai dati del 14 settembre.
La percentuale nei reparti ospedalieri di area medica (o non critica) occupati per Covid-19, rispetto al giorno precedente, cala in 4 regioni: Emilia Romagna (7%), Friuli Venezia Giulia (8%), Liguria (8%), Valle d'Aosta (8%). È stabile nelle restanti 13 regioni: Abruzzo (a 8%), Campania (7%), Lazio (6%), Lombardia (5%), Molise (6%), Pa Trento (9%), Puglia (5%), Piemonte (2%), Sardegna (5%), Sicilia (7%), Toscana (4%), Umbria (19%). Solo quest'ultima supera la soglia di allerta del 15%.
Quanto alla percentuale di terapie intensive occupate da pazienti con Covid-19, rispetto alla rilevazione del giorno precedente, il valore cresce in Campania (3%) mentre cala in Abruzzo (all'1%) e Lombardia (0%). È stabile in 17 regioni: Basilicata (1%), Calabria (2%), Emilia Romagna (3%), Friuli Venezia Giulia (1%), Lazio (3%), Liguria (1%), Marche (1%), Molise (3%), Pa Bolzano (1%), Pa Trento (2%), Piemonte (1%), Puglia (2%), Sardegna (2%), Sicilia (3%), Toscana (1%), Veneto (1%). In Umbria (0%) e Valle d'Aosta (0%) la variazione non è disponibile. Tutte le regioni sono sotto la soglia del 10%.

A livello mondiale la curva della pandemia continua intanto a scendere. Secondo i dati contenuti nell'ultimo bollettino dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), nella settimana tra il 5 e l'11 settembre i nuovi casi di Covid-19 sono stati 3,1 milioni con un calo del 28% rispetto alla settimana precedente. È sceso invece del 22% il numero di morti, con 11mila decessi segnalati in una settimana.
Nella scorsa settimana, i contagi hanno registrato un netto calo in tutte le aree del mondo: -36% nella regione del Pacifico Occidentale dell'Oms, -15% in Europa, - 27% nelle Americhe, -20% nell'Asia Sud-orientale, -19% nella regione del Mediterraneo orientale, - 33% in Africa. La stessa tendenza è stata osservata per i decessi, con l'unica eccezione dell'Africa, dove si è registrato un +10% rispetto alla scorsa settimana. Si tratta tuttavia di numeri molto piccoli (57 decessi).
Per quel che concerne i singoli Paesi, il maggior numero di contagi è stato registrato in Giappone (537.181 nuovi casi), seguito dalla Corea del Sud (435.695), gli Stati Uniti (430.048), la Russia (337.187) e la Cina (263.288). Il numero di decessi più alto si è verificato in Usa (2.306), Giappone (1.681), Russia (637), Brasile (551), Filippine (440).
Sul fronte delle varianti, BA.5 continua a guadagnare terreno e ha raggiunto il 90% dei campioni di virus analizzati, rispetto all'82,4% della settimana precedente. Cala, invece, BA.4, passata dall'8% al 6,1% dei campioni, mentre sono in leggere salita la sotto-variante BA.2 e i lignaggi da essa derivati: BA.2.75 (la cosiddetta Centaurus), in particolare, rappresenta il 2,2% dei campioni rilevati nell'ultima settimana con un raddoppio rispetto ai 7 giorni precedenti. L'Oms invita però a prendere con cautela i dati sulla diffusione delle varianti perché influenzati dai limiti dei sistemi di sorveglianza in questa fase della pandemia.
Ieri, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha mostrato ottimismo: «Non siamo mai stati in una posizione migliore per porre fine alla pandemia. Non ci siamo ancora, ma la fine è a portata di mano»

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