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Guerra Russia-Ucraina, Cnn: Putin sta dando ordini diretti ai generali. Lavrov attacca l’Occidente. Medvedev: “Armi nucleari e ipersoniche per proteggerci”

Al via i referendum nelle zone occupate dell’Ucraina. Consiglio Atlantico: non riconosceremo referendum farsa. Amnesty: liberare subito i manifestanti arrestati in Russia

DIRETTA A CURA DI GIACOMO GALEAZZI E MARINA PALUMBO
Aggiornato 33 minuti di lettura

Creato da

(afp)

È il 211esimo giorno di guerra in Ucraina e lo Stato maggiore russo riferisce che, in seguito alla mobilitazione parziale annunciata dal presidente Vladimir Putin, nelle ultime 24 ore diecimila cittadini si sono presentati ai commissariati militari per combattere come volontari in Ucraina, senza attendere la convocazione. In realtà continua senza sosta l’esodo dei cittadini russi che non vogliono combattere. Montano anche le proteste in tutto il Paese contro le decisioni del Cremlino. Sono più di 1.300 le persone fermate dalla polizia russa nelle proteste scattata dopo la "mobilitazione parziale" ordinata dal presidente Putin. I dati sono della ong Ovd-Info che al momento ha notizia di 1.307 persone fermate in 39 città della Russia. La città col maggior numero di fermi è Mosca, dove la polizia ha trascinato nelle sue camionette 527 persone. A San Pietroburgo si registrano 480 fermi.
E del resto è aumentato il traffico dei cittadini russi che arrivano in Finlandia varcando i valichi di frontiera nell'area sudorientale. I dati sono della guardia di frontiera finlandese. Matti Pitkäniitty, capo dell'unità di cooperazione internazionale della Guardia di frontiera, afferma infatti che un totale di 4.824 cittadini russi sono arrivati ieri in Finlandia attraverso il confine. Rispetto al mercoledì della settimana precedente, il numero di arrivi è stato superiore al normale. Quando 3.133 russi hanno attraversato il confine.
Il nuovo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia annunciato dall'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, e menzionato anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sarà presentato in modo informale agli ambasciatori dei Ventisette «entro il fine settimana».
Nonostante le condanne dell'Occidente, da domani, venerdì 23, al via nelle regioni ucraine occupate ai referendum per l’annessione alla Federazione russa. L'ex presidente russo Medvedev ribadisce che i referendum «si terranno e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia», sottolineando che per proteggere i suoi territori Mosca è disposta a ricorrere anche alle «armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi» come quelle ipersoniche. Intanto, attacco con 9 missili questa mattina dall'esercito russo su Zaporizhzhia. Il bilancio ancora provvisorio parla di un civile ucciso e altri cinque feriti, mentre i soccorritori lavorano per liberare altre persone che si troverebbero sotto le macerie. Danneggiati gli edifici residenziali circostanti. Secondo fonti locali colpiti un hotel nel centro della città, una stazione elettrica e una torre televisiva.

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22.32 – Cnn: Putin sta dando ordini diretti ai generali
Il presidente russo, Vladimir Putin, sta dando ordini diretti ai generali impegnati nella guerra in Ucraina. Lo riferisce la Cnn, menzionando due fonti di intelligence occidentali. Tali ordini «suggeriscono una struttura di comando disfunzionale» che ha pesato sull'operazione militare, ha affermato una fonte. Altre fonti vicine ai servizi segreti americani hanno riferito alla Cnn di «significative divergenze» su dove concentrare gli sforzi russi. Un alto funzionario Nato, infine, ha sottolineato che le autorità russe stanno faticando a trovare un capro espiatorio per gli errori commessi sul campo. «Funzionari del Cremlino ed esperti dei media di Stato stanno discutendo con fervore le ragioni del fallimento a Kharkiv e, come di consueto, il Cremlino sembra cercare di distogliere la responsabilità da Putin e dalle forze armate russe», ha sottolineato.

21.46 – Consiglio Atlantico: non riconosceremo referendum farsa
Il Consiglio Atlantico, il principale organo decisionale politico della Nato, ha condannato definendo «illegali» i referendum che la Russia ha in programma di tenere nella regione del Donbass e in quelle di Kherson e Zaporizhzia. I 30 Stati membri della Nato, si legge in una nota, «non riconoscono e non riconosceranno mai l'annessione illegale e illegittima della Crimea da parte della Russia». E a proposito dei referendum «farsa» della Russia, il Consiglio Atlantico ha affermato che «non hanno legittimità e costituiscono una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite».

21.14 – Intelligence di Kiev: Putin valuta davvero la guerra nucleare 
Il vice capo della direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino, Vadym Skibitsky, ritiene che il presidente russo, Vladimir Putin, stia seriamente considerando la possibilità di una guerra nucleare. «Forse la Russia userà armi nucleari contro l'Ucraina. Proveranno a fermare le nostre attività offensive e distruggere il nostro stato», ha detto Skibitsky a Itv News, secondo quanto riporta l'agenzia Unian. Il funzionario ha aggiunto che le conseguenze dell'uso delle armi nucleari potrebbero riguardare altre nazioni, in particolare Polonia, Turchia e Bulgaria. «Questa è una minaccia per altri Paesi. L'esplosione di armi nucleari tattiche avrà un impatto non solo sull'Ucraina, ma anche sulla regione del Mar Nero», ha proseguito Skibitsky, «ricordiamo la vicenda di Chernobyl. Forse avremo un'altra catastrofe sul nostro territorio, nell'Europa orientale».

20.55 – Amnesty: liberare subito i manifestanti arrestati
«Ogni persona ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e di protestare, anche nei confronti dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Tutti coloro che sono stati arrestati solo per aver manifestato pacificamente contro la mobilitazione e contro la guerra devono essere scarcerati immediatamente e incondizionatamente e la repressione contro le voci dissidenti russe deve cessare». Lo ha affermato il vicedirettore di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, Denis Krivosheev.

19.43 – Lavrov attacca l’Occidente: sta diventando parte del conflitto
«L'Ucraina sta diventato uno Stato totalitario di tipo nazista. Il regime di Kiev sta intensificando le persecuzioni dei dissidenti, i giornalisti sono perseguiti, e così chiunque abbia una visione diversa». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov al Consiglio di Sicurezza Onu. «Anche Amnesty International ha confermato che gli ucraini nascondono armi pesanti in edifici civili», ha proseguito Lavrov, che ha poi lamentato «gli inumani casi di tortura» ai danni dei prigionieri di guerra russi. Il ministro degli Esteri di Mosca è poi tornato a definire la strage di Bucha una provocazione «messa in scena subito dopo il raggiungimento di un accordo a fine marzo» a Istanbul con il preciso scopo di far saltare l'intesa. «L'Occidente è parte del conflitto in Ucraina», ha aggiunto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov al Consiglio di Sicurezza Onu, chiedendo la punizione del governo di Kiev per i suoi crimini. I referendum sull'annessione alla Russia che si terranno nelle regioni del Donbass, di Kherson e Zaporizhzhia sono una risposta all'invito ai russi di lasciare l'Ucraina fatto dal presidente Volodymyr Zelensky, ha anche sottolineato Lavrov, riferendosi all'intervista rilasciata dallo stesso presidente dell'Ucraina nella quale esortava «chi si sente russo ad andare in Russia per il bene dei loro figli e dei loro nipoti». «Gli Usa e i loro alleati con la connivenza delle organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno coperto i crimini del regime di Kiev», ha concluso.

19.40 – Borrell, moralmente e politicamente la Russia ha già perso
«Moralmente e politicamente la Russia ha già perso la guerra e la sta sempre più perdendo anche sul campo di battaglia. L'Ucraina prevarrà, e la Russia deve fermare la sua invasione immediatamente». Lo ha detto l'Alto Rappresentante degli Affari Esteri dell'Ue, Josep Borrell, in Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Mosca «tenta di intimidire l'Ucraina e tutti i Paesi che la sostengono, ma fallirà - ha aggiunto -. Però quanti moriranno ancora prima che Putin decida di silenziare le sue armi?». Borrell ha anche ribadito che i referendum «non verranno mai riconosciuti».

19.30 – Baerbock, stop a vergognosi referendum russi

«Negli ultimi 200 giorni quello che è successo in Ucraina non ha lasciato nessuno nel mondo indifferente. Tutto quello che porta questa guerra della Russia contro l'Ucraina è dolore, morte e distruzione». Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock in Consiglio di Sicurezza. «Il ministro degli esteri russo è venuto in questa sala solo per il suo discorso e poi se ne è andato, e non ha neanche menzionato la fame e la povertà», ha proseguito. Quindi, rivolta a Mosca, ha affermato: «fermate questi referendum vergognosi che sono illegali, fermate la guerra del grano e smettetela di paralizzare il Consiglio di Sicurezza».

19.15 – Kuleba, nessuna nazione vuole la pace più dell'Ucraina.  Nessun paese al sicuro finché la  Russia non é responsabile
«Nessun'altra nazione vuole la pace più dell'Ucraina. Non abbiamo mai voluto questa guerra, che non abbiamo scelto. Vogliamo solo vivere normalmente». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba al Consiglio di Sicurezza Onu, sottolineando che «non può esserci nessuna pace senza giustizia». «Nessuna nazione può sentirsi al sicuro finché la Russia non sarà responsabile per sue violazioni», ha aggiunto.

18.47 – Von der Leyen, il ricatto di Putin ha unito l’Ue
Il «ricatto» di Vladimir Putin, che «preferisce bruciare il gas invece di vendercelo», ha prodotto «l'esatto opposto" del risultato sperato. "Il ricatto ci ha uniti: l'Ue porrà fine alla sua dipendenza dai combustibili fossili russi». Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in un discorso pronunciato questo pomeriggio all'università di Princeton, nel New Jersey, trasmesso dai servizi audiovisivi dell'esecutivo Ue. «E contrariamente a quanto si crede - continua - la Russia non può trovare facilmente dei sostituti al mercato Ue: la maggior parte dei gasdotti russi e dei terminali per il Gnl sono orientati verso l'Europa. Ridirigere i flussi verso la Cina - rimarca - prenderà anni e richiederà miliardi di dollari».

18.46 – Mobilitazione in Russia, le Ong sommerse da richieste di aiuto da parte degli uomini convocati
Migliaia di uomini russi hanno ricevuto la convocazione per andare a combattere in Ucraina. Fra loro vi sono molti manifestanti arrestati mentre protestavano contro l'ordine di mobilitazione. La convocazione gli è stata consegnata nella stazione di polizia dove erano detenuti, scrive oggi Moscow Times, aggiungendo che le Ong che assistono legalmente i soldati sono sommerse di richieste di aiuto.

«Il panico è grande», dice Sergei Krivenko, capo dell'Ong che assiste i soldati. «Prima ricevevamo 50 richieste di assistenza al giorno - racconta - ora siamo arrivati a 14mila in due giorni». Secondo Alexandra Garmazhapova, della fondazione Free Buryatiza, nella repubblica russa della Buriazia sono stati già stati richiamati 5mila uomini.
«Non è una mobilitazione parziale, in Buriazia la situazione è da mobilitazione generale», afferma, aggiungendo che il centralino della Ong è sommerso da migliaia di richieste di aiuto, mentre prima arrivavano due-tre telefonate al giorno. Fra i richiamati c'è anche un padre di cinque figli senza alcuna esperienza militare, ha raccontato disperata a Moscow Times la moglie, Yanina Nimaeva, residente a Ulan-Ude, capitale della Buriazia, in Siberia. Intanto nuovi uffici di reclutamento vengono aperti in tutta la Russia, da Mosca a San Pietroburgo, fino all'Estremo oriente. Fra gli arrestati che sono stati mobilitati, c'è anche il giornalista Artyom Krieger, fermato dalla polizia mentre seguiva le proteste a Mosca.

«Con me c'erano una dozzina di altri uomini che hanno ricevuto la convocazione nella stazione di polizia», ha raccontato a Moscow Times dall'interno del camioncino della polizia dove era rinchiuso, in attesa di essere portato in tribunale.

18.45 – Lavrov, Usa e alleati coprono crimini di Kiev
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha affermato che «gli Stati Uniti e i loro alleati, con la connivenza delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, stanno coprendo i crimini del regime di Kiev». «Kiev deve la sua impunità ai suoi alleati occidentali», ha proseguito Lavrov, che ha poi rigettato l'iniziativa della Corte Penale Internazionale, affermando di «non avere la minima fiducia» in tale istituto. Il capo della diplomazia di Mosca é poi tornato a ribadire che l'operazione militare in Ucraina era «inevitabile».

18.45 – Von der Leyen, pronti aiuti militari per lungo tempo
«Voglio dirlo chiaramente: le sanzioni sono li' per restare. Questo è il momento per noi di mostrare risoluzione, non di pacificazione. Lo stesso vale per il nostro sostegno finanziario all'Ucraina. Finora gli europei hanno fornito oltre 19 miliardi di euro di assistenza finanziaria. E questo é senza contare il nostro sostegno militare. E ci siamo dentro per il lungo tempo». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso all'Università di Princeton. «L'Ucraina ha scelto il percorso della libertà. Con la nostra decisione di concedere lo status di candidato all'Ucraina, abbiamo scelto di stare al fianco dell'Ucraina finché sarà necessario», ha spiegato.

18.44 – Von der Leyen, guerra finisce solo se Russia smette
So che alcuni chiedono il cessate il fuoco, ma la realtà é che se la Russia smette di combattere, non ci sarà più guerra in Ucraina. Se l'Ucraina smette di combattere, non ci sarà più l'Ucraina". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nel suo discorso all'Università di Princeton. «Cerchiamo di essere molto chiari: c'è molto in gioco. Non solo per l'Ucraina, ma per tutta l'Europa, per la comunità internazionale e per la stessa democrazia», ha aggiunto. «La Russia ha invaso l'Ucraina con l'obiettivo di cancellare il Paese dalla mappa. Gli ucraini stanno lottando per la loro sopravvivenza, ma anche per i nostri valori europei. Questa non è solo una guerra scatenata dalla Russia contro l'Ucraina. E' una guerra all'energia, una guerra alla nostra economia, una guerra ai nostri valori e una guerra all'ordine internazionale basato sulle regole», ha evidenziato la leader Ue.

18.30 – Mosca, 10 mila arruolati in 24 ore dopo mobilitazione
Quasi 10 mila persone, in 24 ore in Russia, si sono presentate volontariamente, prima di ricevere la convocazione ufficiale, per essere arruolate nell'offensiva in Ucraina, dopo l'annuncio della mobilitazione parziale dei riservisti fatto dal presidente Vladimir Putin. Lo ha reso noto lo Stato maggiore russo. "Durante il primo giorno di mobilitazione parziale, circa 10 mila cittadini sono arrivati da soli ai commissariati di polizia militare, senza attendere la loro convocazione", ha detto Vladimir Tsimlianski, portavoce dello Stato maggiore.

18.04 – Erdogan, presto parlerò con Putin e Zelensky
«La Turchia ha sempre sostenuto e continua a sostenere l'integrità territoriale, la sovranità e l'unità politica dell'Ucraina, Crimea inclusa. Presto parlerò sia con Putin che con Zelensky». Parola del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha incontrato i giornalisti presso il centro culturale turco di New York, dove si trova per l'Assemblea Generale della Nazioni Umite. «Continuiamo a credere nel potere del dialogo e della diplomazia e porteremo avanti i nostri sforzi er la pace e stabilità future. Appena torno riprenderò a parlare con i leader con telefonate di carattere diplomatico», ha detto Erdogan, che ha poi sottolineato lo scambio di ostaggi tra Russia e Ucraina in cui Ankara ha funto da mediatore. «Lo scambio di prigionieri ha riguardato circa 300 persone e si tratta di un importante passo verso la fine della guerra. Il risultato del traffico diplomatico portato avanti sia con il presidente russo Vladimir Putin che con il presidente ucraino Volodimir Zelensky», ha dichiarato il leader turco. Tra i prigionieri liberati Erdogan ha rivelato esserci 5 comandanti ucraini giunti in Turchia, dove rimarranno fino alla fine della guerra.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale affinché vengano moltiplicati gli sforzi per porre fine al conflitto in Ucraina. «Sfortunatamente le Nazioni Unite non sono riuscite a porre fine alla guerra e allo spargimento di sangue e hanno avuto difficoltà nel trovare una soluzione per il corridoio del grano e la crisi alimentare. Il buon esito degli sforzi del Segretario Generale ONU (Antonio Guterres ndr), che si è impegnato per costituire il corridoio del grano, sono un segnale positivo per le Nazioni Unite, ma non c'è dubbio che servano maggiori sforzi da parte di tutti per porre fine alla guerra», ha detto Erdogan da New York, dove appena due giorni fa ha avuto un incontro con Guterres.

Gli ucraini provano a neutralizzare una mina navale russa: il primo tentativo è a colpi di fucili automatici

18.02 – Cina: non staremo a guardare né ad aggiungere la benzina sul fuoco
La situazione in Ucraina «mostra un trend in espansione e di lungo termine, con effetti di contagio negativi sempre più gravi che la parte cinese non vuole vedere: le priorità sono il cessate il fuoco e la fine della guerra». Incontrando l'omologo polacco Zbigniew Rau a margine dell'Assemblea dell'Onu di New York, il ministro degli Esteri Wang Yi ha detto che «la Cina non starà a guardare né aggiungerà benzina sul fuoco, continuando a svolgere il proprio ruolo a modo suo. Allo stesso tempo - si legge in una nota di Pechino - sosteniamo l'Ue e i principali Paesi europei a continuare a mediare e a fare ogni sforzo per la pace».

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18.01 – Cina, priorità immediata è cessate il fuoco
La «priorità immediata» é il cessate il fuoco e la fine della guerra in Ucraina, per evitare «ricadute negative» del conflitto. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, a colloquio con l'Alto Rappresentante per le Politiche Estere e di Difesa dell'Unione Europea, Josep Borrell, incontrato a margine dei lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. «La situazione in Ucraina mostra un trend in espansione e a lungo termine, con ricadute negative sempre più gravi, che la Cina non vuole vedere», ha dichiarato Wang, citato in una nota del ministero degli Esteri cinese. La priorità immediata, ha aggiunto, «é un cessate il fuoco e la fine della guerra». 

La situazione in Ucraina «mostra un trend in espansione e di lungo termine, con effetti di contagio negativi sempre più gravi che la parte cinese non vuole vedere: le priorità sono il cessate il fuoco e la fine della guerra». Incontrando l'omologo polacco Zbigniew Rau a margine dell'Assemblea dell'Onu di New York, il ministro degli Esteri Wang Yi ha detto che «la Cina non starà a guardare né aggiungerà benzina sul fuoco, continuando a svolgere il proprio ruolo a modo suo. Allo stesso tempo - si legge in una nota di Pechino - sosteniamo l'Ue e i principali Paesi europei a continuare a mediare e a fare ogni sforzo per la pace».

17.35 – Cina all'Onu «Sovranità territoriale sia rispettata» 
«La sovranità territoriale di tutti i Paesi deve essere rispettata». Lo ha detto il rappresentante cinese, intervenendo al Consiglio di sicurezza dell'Onu. L'ambasciatore di Pechino ha presentato le «quattro proposte» della Cina, per raggiungere un accordo. Al primo punto, la ricerca di un «dialogo senza pre-condizioni». Al secondo, «lavorare insieme per la de-escalation» e per «creare le condizioni per un accordo politico». Al terzo punto, «favorire gli interventi umanitari», mentre le indagini per accertare le violazioni dei diritti umani vanno condotte «senza essere politicizzate». Al quarto, e ultimo punto, la ricerca di «stabilizzazione economica», cominciando dall'«aiutare l'esportazione di grano russo e ucraino».

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17.08 – Zelensky riceve Guerini a Kiev, "grazie Italia"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ricevuto a Kiev il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Lo ha riferito su Telegram lo stesso Zelensky, postando un video dell'incontro. «Grazie al ministro Guerini per l'incontro significativo», ha scritto nel post, «la priorità vitale del nostro Paese oggi é potenziare le Forze armate».

«Nonostante i suoi tanti problemi interni, per l'Italia la situazione in Ucraina rimane molto importante» come dimostra il suo costante sostegno «per la nostra lotta»: lo ha sottolineato il leader di Kiev in un post su Telegram in cui riferisce del suo incontro con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. «Sentiamo il costante supporto del primo ministro Mario Draghi, del governo e del popolo italiano alla nostra integrità e sovranità territoriale», prosegue Zelensky, «come anche per la lotta per la nostra stessa esistenza».

17.07 – Incontro Lavrov-Parolin a margine Assemblea Onu
l ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha incontrato il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, a margine della sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Mosca su Telegram, pubblicando la foto di una stretta di mano tra Lavrov e Parolin.

17.01 –Guterres, "inaccettabile" minaccia nucleare
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ritiene «totalmente inaccettabile» che la possibilità di utilizzare armi nucleari venga messa sul tavolo dalla Russia. «L'idea di un conflitto nucleare, a volte impensabile, é diventata oggetto di dibattito. Questo di per sé é del tutto inaccettabile», ha affermato Guterres in apertura di una riunione ministeriale del Consiglio di sicurezza. Il capo delle Nazioni Unite ha anche condannato i piani per organizzare referendum nei territori occupati dell'Ucraina e ha avvertito che qualsiasi annessione di territorio con la forza é «una violazione del diritto internazionale».

17.00 – Stoltenberg, la Cina usi la sua influenza per porre fine alla guerra

 Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha incontrato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. «Ho chiesto alla Cina di usare la sua influenza sulla Russia per porre fine alla sua guerra in Ucraina - ha scritto su Twitter -. Ho anche sollevato le preoccupazioni della Nato sui diritti umani e su Taiwan. Siamo pronti a continuare il nostro dialogo sulla sicurezza globale».

L'ampliamento e il prolungamento della «crisi in Ucraina non sono nell'interesse delle parti» e la Cina auspica che «i focolai di guerra si plachino al più presto» con la ripresa dei colloqui di pace. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, incontrando il suo omologo polacco Zbigniew Rau a margine dell'Assemblea dell'Onu a New York, ha affermato, secondo una nota di Pechino, che la Cina «ha sempre sostenuto l'istituzione di un'architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile per fornire una garanzia duratura per la pace. A tal proposito, continuerà a impegnarsi nella promozione dei colloqui di pace».

Zelensky incontra il ministro della Difesa Guerini: "Sono grato per la visita, sentiamo il costante sostegno"

16.35 – Berlino pronta ad accogliere i disertori russi
La Germania é pronta ad accogliere i disertori dell'armata russa «minacciati di repressione». Lo ha affermato il ministro tedesco dell'Interno Nancy Faeser in un'intervista alla Faz. «Coloro che si oppongono coraggiosamente a Putin - ha detto la ministra - e si mettono quindi in pericolo, possono chiedere asilo politico alla Germania. In un tweet anche il ministro della Giustizia Marco ha dichiarato che i russi in fuga dal loro Paese sono «i benvenuti».

16.06 – Erdogan: «Scambio di prigionieri è passo importante verso la fine della guerra»
«Lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina sotto la mediazione della Turchia è stato un passo importante verso la fine della guerra», ha affermato all’agenzia Anadolu il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un incontro con la stampa a New York a margine dell'Assemblea dell'Onu. 

16.05 – Renzi: «Foto ambasciata russa? Problema è evitare escalation»
«Credo che il problema della Russia oggi non sia il post dell'ambasciata o il tweet ma sia ciò che ha detto Putin ieri, che pone un problema internazionale- afferma il leader di Italia viva Matteo Renzi a margine di un'iniziativa a Firenze-. Noi siamo stati e siamo favorevoli alle sanzioni e all'invio delle armi all'Ucraina, ma da sempre diciamo che debba essere lasciato aperto un canale di dialogo. Non sono come quelli che cambiano idea una volta al giorno, penso a Giuseppe Conte. Il problema è come risponderà la comunità internazionale all'escalation: l'escalation verbale c'è già, cerchiamo di lavorare per evitare l'escalation politica».

16.04 – Kiev: «Russi vogliono coinvolgere minorenni in pseudo referendum»
«Gli occupanti vogliono ampliare la loro base elettorale coinvolgendo i minori nel voto per il loro pseudo-referendum», riferisce il servizio di sicurezza di Kiev. Secondo alcune informazioni nell'autoproclamata Repubblica di Donetsk è stato impartito l'ordine di modificare il regolamento elettorale per consentire ai ragazzi in età compresa dai 13 ai 17 anni di recarsi al voto per «imbrogliare gli indicatori sull'affluenza».

15.59 – Intelligence Usa: «Militari russi divisi su come fronteggiare l’avanzata di Kiev»
I vertici militari russi sono divisi su come contrastare l'inaspettata avanzata ucraina sui campi di battaglia delle ultime settimane. E' quanto rivelano fonti dell'intelligence Usa che sottolineano come Mosca si sia trovata a difendere le sue posizioni sia ad est che a sud. Secondo queste fonti, lo stesso Vladimir Putin sta dando ordini e indicazioni direttamente ai generali sul campo, una tattica estremamente insolita negli eserciti moderni che, fanno notare le fonti, conferma le disfunzioni della struttura di comando che stanno creando problemi ai russi dall'inizio del conflitto. Non solo. L'intelligence americana avrebbe intercettato litigi tra ufficiali russi e conversazioni con amici e parenti a casa in cui lamentavano delle decisioni di Mosca, riferiscono ancora le fonti alla Cnn. In particolare, vi sarebbero disaccordi nel determinare dove concentrare le forze per difendere le posizioni di fronte all'avanzata ucraina. Il ministero della Difesa ha detto che sta riposizionando forze verso Kharkiv a nord est, dove gli ucraini hanno ottenuto i successi maggiori, ma intelligence Usa e occidentali registrano come il grosso delle forze russe rimangano ancora a sud, dove l'Ucraina sta montando operazioni offensive intorno a Kherson. Finora, la Russia ha risposto all'avanzata ucraina lanciando attacchi contro le infrastrutture, come dighe ed impianti elettrici, attacchi che gli americani considerano delle «vendette» piuttosto che delle mosse operativamente significative.

15.54 – Meloni: «Sull’Ucraina non si creino crepe in fronte occidentale»
«E' importante che non si creino crepe sul fronte occidentale», Così il presidente di Fdi Giorgia Meloni, parlando del conflitto in Ucraina e del pieno sostegno a Kiev, torna a chiedere, come Fdi ha fatto «fin dai primi giorni di guerra» che sia «una priorità l'istituzione di un fondo di compensazione occidentale per sostenere le nazioni maggiormente colpite dalle conseguenze economiche delle sanzioni alla Russia, per evitare che da questa drammatica crisi ci siano alcuni Stati maggiormente penalizzati tra cui l'Italia e altri che addirittura potrebbero averne un beneficio».

15.49 – Le armi nucleari russe: 5977 testate per l’arsenale più grande al mondo
Con 5.977 testate la Russia disporrebbe dell'arsenale nucleare più grande al mondo. Lo certifica un rapporto della Federation of American Scientists (Fas), mentre salgono i timori per un possibile uso delle armi atomiche dopo le parole del presidente russo, Vladimir Putin, il quale si è detto disposto ad usare «tutti i mezzi a disposizione per proteggere» il suo Paese, chiarendo di non bluffare. Secondo la Fas, circa 1.500 testate russe sarebbero in via di smantellamento perché vetuste, mentre le testate effettive sarebbero in realtà 4.447, di cui 1.588 sono schierate su missili balistici e nelle basi dei bombardieri. Stando al rapporto, inoltre, la Russia dispone «approssimativamente di 977 testate strategiche aggiuntive e di altre 1.912 testate non strategiche» tenute come riserva. Gli esperti, tuttavia, sostengono che non sia possibile stabilire il numero esatto di testate e armi a causa della segretezza che circonda la questione. I missili balistici intercontinentali (Icbm) in possesso della Russia hanno la capacità di raggiungere e distruggere le principali città del mondo come Londra o Washington. Tale missili possono raggiungere il Regno Unito in solo 20 minuti una volta lanciati dalla Russia.

15.45 – Kuleba: «Grazie a Ue per aumento invio armi e sanzioni»
«Sono grato a Josep Borrell e ai ministri degli Esteri dell'Ue per aver fatto esattamente ciò che ho chiesto loro ieri: aumentare gli aiuti militari all'Ucraina e sanzionare la pressione sulla Russia. L'Ue continua a dimostrare la sua determinazione. Attendiamo con impazienza una rapida attuazione di entrambe le decisioni»,scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

15.41 – Cremlino smentisce mobilitazione di un milione di persone
Il Cremlino smentisce che la mobilitazione parziale decretata dal presidente russo Vladimir Putin possa riguardare fino a un milione di riservisti: «E' una menzogna», ha detto il portavoce Dmitri Peskov, commentando le notizie diffuse dagli oppositori russi circa il contenuto del settimo punto del decreto. Secondo Novaya Gazeta.Europa questo punto, che non è stato reso pubblico, prevederebbe di mobilitare fino a un milione di persone arruolabili.

14.49 – Novaya Gazeta: Putin potrà chiamare fino a un milione di riservisti
Vladimir Putin potrà chiamare a combattere in Ucraina fino ad un milione di riservisti. E' quanto rivela il quotidiano indipendente Novaya Gazeta, che opera dall'esilio, fornendo un numero ben superiore ai 300mila russi che potrebbero essere richiamati, di cui ha parlato il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, dopo il discorso di Putin. Il numero vero della portata della mobilitazione parziale sarebbe contenuto nel settimo paragrafo del decreto firmato ieri da Putin che è stato secretato, hanno riferito alcune fonti al quotidiano. «Questo numero è stato corretto varie volte - hanno raccontato ancora - alla fine si sono accordati su un milione». Putin ha detto che la chiamata alle armi interesserà «cittadini che sono attualmente riservisti, specialmente quelli che hanno già servito nelle forze armate, hanno una certa professionalità ed esperienza militare». 

14.17 – Bishkek-Tashkent: «Chi combatte in Ucraina rischia dieci anni. Avvertimento delle autorità kirghise e uzbeke ai propri cittadini»
Le autorità kirghise e uzbeke hanno avvertito i propri cittadini che andrebbero incontro a serie conseguenze, e alla reclusione fino a 10 anni, nel caso in cui dovessero arruolarsi nelle forze armate russe e combattere in Ucraina. Molti cittadini uzbeki e kirghisi lavorano in Russia. A riportare la notizia è la testata americana Radio Liberty, secondo cui ieri l'ambasciata del Kirghizistan ha pubblicato un comunicato in cui sottolinea che ogni forma di partecipazione ad attività militari nel territorio di uno Stato straniero è considerata attività mercenaria ed è punita con la reclusione fino a 10 anni. Allo stesso tempo - riporta sempre Radio Liberty - la procura generale dell'Uzbekistan ha rimarcato che chi si arruola in eserciti stranieri rischia fino a 10 anni di reclusione. Due giorni fa, il sindaco di Mosca Serghiei Sobyanin ha affermato che il Comune della capitale russa aprirà un centro «per assistere il ministero della Difesa russo nel reclutamento di cittadini stranieri nel servizio militare»: La Duma ha recentemente approvato un progetto di legge per semplificare l'iter per l'ottenimento della cittadinanza russa per gli stranieri che firmano un contratto di un anno nell'esercito russo. Per diventare legge, il documento deve essere approvato dal Senato e firmato dal presidente russo.

14.13 – Amendola (sottosegretario agli Affari Ue): «Putin minaccia e Orban vuole stop sanzioni, destra che fa?»
«Mentre Putin minaccia il mondo libero con l'atomica, Orban chiede di revocare le sanzioni. La destra italiana ancora non rompe con Orban, noi stiamo con l'Europa, con l'Ucraina e con i cittadini russi che non vogliono la guerra», scrive su Twitter il sottosegretario agli Affari Ue e candidato Pd, Enzo Amendola.

14.05 – Macron: «La Russia ha superato un altro step nell'escalation, così si isola diplomaticamente»
Quello di Vladimir Putin è chiaramente «un ricatto» e la Russia, con le ultime minacce del suo presidente, «ha superato un altro step dell'escalation». Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato da BFM-TV nell'aereo che lo riporta a Parigi dopo l'Assemblea generale dell'Onu a New York. Parlando del ricorso ai riservisti e della minaccia di utilizzare l'arma nucleare, Macron ha affermato che «si tratta chiaramente di un ricatto e altrettanto chiaramente lui dispone di quelle armi. I rischi esistono. Ma è anche uno strumento di pressione. C'è una controffensiva dal sud e dal nord che ha destabilizzato il fronte russo. Appare anche chiaro che la situazione economica russa è più complessa di quanto si affermi, un rublo non più convertibile, catene di valore che sprofondano a causa di imprese che abbandonano il territorio, partner che non aiutano come previsto. E, inoltre, la Russia si isola sul piano diplomatico». Macron ha ribadito la linea della Francia: «Non siamo in guerra con la Russia, ma abbiamo bisogno di aiutare l'Ucraina e convincere gli altri paesi a seguirci per aumentare la pressione sulla Russia». Per il presidente francese, l'uscita dalla crisi è rappresentata dal dialogo multilaterale: «La Russia è chiaramente sotto pressione ma noi dobbiamo metterci in condizione di ripristinare un dialogo. Non siamo nell'impasse. Tutto questo può finire soltanto attorno a un tavolo! Non possiamo arrenderci di fronte a questa instabilità. Dobbiamo ricostruire le condizioni di un dialogo per la pace. Un obiettivo che non si deve perseguire ad ogni costo: la pace, per Macron, dovrà garantire almeno le linee di febbraio», ossia le frontiere in vigore prima dell'invasione del 24 febbraio, «l'integrità nazionale» dell'Ucraina alla vigilia del conflitto.

13.53 – Berlino: «Referendum  e mobilitazione aumentano il nostro sostegno a Kiev»
L'annunciata mobilitazione di 300mila riservisti da parte del presidente russo Vladimir Putin e la decisione di tenere referendum nelle zone conquistate in Ucraina non fa altro che aumentare la volontà di Berlino di fornire sostegno a Kiev. Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca Christine Lambrecht al termine di un incontro con l'omologo francese Sébastien Lecornu.

L'oligarca russo e il comandante dei mercenari: il meeting nella notte


13.49 – Orban: «Revocare sanzioni Ue entro fine anno»
Revocare le sanzioni imposte dall'Ue contro la Russia entro la fine di quest'anno. È l'appello lanciato dal premier ungherese Viktor Orban al suo partito Fidesz. Secondo il premier, Bruxelles avrebbe «imposto» le sanzioni all'Europa, trasformando un conflitto locale in una «guerra economica mondiale». Orban ha quindi invitato i membri del suo partito a «fare tutto il possibile affinché l'Ue ritiri le sanzioni (contro la Russia) entro la fine dell'anno».

13.44 – Video, prigioniero Azov liberato bacia la terra ucraina. «Davvero, la migliore terra del mondo»
 Abbracci e ringraziamenti per essere tornati dalla prigionia, i difensori di Mariupol liberati nello scambio di prigionieri con Mosca, si abbracciano, aiutano i feriti e uno dei soldati bacia la terra: si vede in un video pubblicato dal quartier generale di coordinamento per lo scambio che mostra il ritorno dei militari nel territorio dell'Ucraina: «Davvero, la migliore terra del mondo», ha detto un soldato. Lo riportano i media ucraini.

I prigionieri del battaglione Azov baciano a terra dopo la liberazione: “Siamo a casa, grazie a Dio”

 

13.02 – Nell’ordine presidenziale di Putin la mobilitazione non è più parziale

Il testo dell’ordine presidenziale con cui Putin dispone la mobilitazione è diverso dal discorso televisivo di Putin, in cui parlava di “mobilitazione parziale”. Lo fa notare il corrispondente del New Yorker da Mosca, Joshua Yaffa: «Il testo dell'ordine presidenziale di Putin differisce dal suo discorso televisivo. In quest'ultimo, ha sottolineato la mobilitazione "parziale", ma il primo non dice nulla al riguardo: il Ministero della Difesa ha la licenza di arruolare praticamente chiunque. E sospetto che lo farà». Il caso è diffuso a Mosca, e spiega la grande fuga di tutti i maschi in età reclutabili che possono permetterselo. Il corrispondente del Guardian Andrew Roth osserva: «Shoigu ieri ha detto che stanno arruolando 300.000 persone, ma il numero effettivo è riservato e, in base ai rapporti provenienti dalle regioni, sembra che potrebbe essere più».

12.59 – Letta: «Putin strangola economia Ue, non cedere a ricatti»
«Credo che dobbiamo essere tutti molto preoccupati per quello che sta accadendo. Le parole di Putin, le sue scelte che sono contrastate dentro il suo stesso Paese, sono il rischio di un'escalation. Credo sia fondamentale che dall'Italia venga un messaggio forte di unità delle forze politiche, nessun cedimento ai ricatti di Putin e unità in Europa. Non cedere ai ricatti è fondamentale per arrivare ai negoziati di pace». Così il segretario del Pd Enrico Letta a margine di un evento elettorale a Perugia. «Putin sta cercando la recessione nei Paesi europei sul tema del gas e dell'energia, sta tentando di strangolare l'economia europea - ha aggiunto -. E' fondamentale che si trovi una soluzione nel prossimo Consiglio europeo».

12.53 – Filorussi, oligarca Medevedchuk rilasciato dalla prigionia
L'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk è stato scarcerato dall'Ucraina. Lo ha confermato alla Tass Denis Pushilin, il leader dell'autporoclamata Repubblica filorussa di Donetsk. 

Onu, standing ovation e applausi per il premier ucraino Zelensky

12.49 – Cremlino: «Mobilitazione perché ora confronto è con blocco Nato»
La decisione del presidente russo Vladimir Putin di indire la mobilitazione parziale «è dovuta al fatto che ora di fatto la Russia si trova di fronte al blocco della Nato con tutte le sue capacità logistiche». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Nel suo discorso di ieri, il presidente ha dato una descrizione chiara e spiegato le ragioni di tale decisione», ha aggiunto. 

12.38 – Zelensky: «5 leader Azov in Turchia fino a fine guerra»

L'Ucraina ha riportato a casa 215 «eroi che erano prigionieri dei russi. Apprezziamo molto il contributo di tutti coloro che sono stati coinvolti nel salvataggio dei difensori e non lo dimenticheremo mai. Molte grazie al presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, per aver guidato questo processo. Abbiamo concordato che i cinque comandanti Azov rilasciati resteranno in Turchia fino alla fine della guerra e potranno vedere le loro famiglie». Lo annuncia su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in riferimento allo scambio di prigionieri avvenuto con la Russia, nell'ambito del quale Kiev ha riavuto indietro 215 persone e in cambio ha rimandato indietro 55 combattenti russi e il politico ucraino filorusso Viktor Medvedchuk, che affrontava accuse di tradimento.

12.32 – Pronto il price cap al petrolio
Da domani la Commissione europea presenterà agli Stati, in colloqui informali, le prime proposte per le nuove sanzioni contro la Russia. Sul tavolo ci sarà il tetto al prezzo del petrolio russo, in allineamento con la decisione assunta dal G7. Così come nuove misure restrittive per l'export di tecnologie non solo ad uso duale (civile e militare) ma anche a uso esclusivamente civile. Inoltre saranno inserite nuove persone nella blacklist europea. Verranno inoltre fatti gli aggiustamenti per chiudere le "scappatoie" rilevate finora nei precedenti pacchetti. La Commissione, sempre a quanto si apprende, avvierà i cosiddetti confessionali (incontri bilaterali con gli Stati membri) nel weekend e presenterà ufficialmente il nuovo pacchetto a inizio della prossima settima. Il pacchetto sarà quindi discusso dagli ambasciatori nella riunione del Coreper del 28 settembre. Ancora una volta l'ostacolo maggiore potrà essere rappresentato dall'Ungheria che ha già annunciato che difficilmente approverà nuove sanzioni nel settore energetico.

12.18 – G7: «Tutelare principi Onu su sovranità territoriale»
I ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d'America e l'Alto rappresentante dell'Unione europea, riuniti a New York «hanno ribadito che tutti i membri delle Nazioni Unite devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso della forza contro la sovranità e l'integrità territoriale di qualsiasi Stato, o dal comportarsi in qualsiasi altro modo in contrasto con gli scopi delle Nazioni Unite. Questo principio è una parte fondamentale del diritto internazionale, è sancito dalla Carta delle Nazioni Unite e protegge ogni singolo Stato». Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, in qualità di presidente dei ministri degli Esteri del G7 alla settimana di alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

12.08 – Mosca: «Aperti a distensione con Usa ma da loro nessun segnale»
«Prenderemo molto sul serio il minimo segno di disponibilità degli Stati Uniti ad andare verso il miglioramento delle relazioni, siano essi segnali pubblici, sia un qualche tipo di azione, ma finora, purtroppo, il trend è opposto e non ci sono segnali di miglioramento delle relazioni Russia-Usa», ha detto il vice ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov.

11.59 – Medvedev: «Generati Nato idioti, missioni ipersonici possono colpire Ue e Usa»
«I vari generali idioti in pensione non hanno bisogno di spaventarci parlando di un raid della Nato in Crimea». Perché «i missili ipersonici sono in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente». Lo ha detto l'ex presidente e primo ministro russo Dmitry Medvedev, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Russia, che sul suo canale di Telegram ha chiarito che «la Russia ha scelto il suo cammino e non torna indietro'». Questo è quello che devono capire «l'establishment occidentale e in generale tutti i cittadini dei paesi della Nato».

11.54 – Gran Bretagna: «Mobilitazione è ammissione di Mosca. Non ci sono volontari, nuove truppe difficilmente efficaci per mesi»
«La mobilitazione annunciata dalla Russia è di fatto un'ammissione del fatto che la Federazione ha esaurito le scorte di volontari disposti a combattere in Ucraina», scrive l'intelligence del Ministero della Difesa britannico su Twitter nell'aggiornamento quotidiano. «È probabile che la Russia debba lottare con le sfide logistiche e amministrative legate al radicamento dei 300.000 effettivi. Probabilmente cercherà di allestire nuove formazioni con molte di queste truppe, che difficilmente saranno efficaci in combattimento per mesi», aggiunge il report. «Anche questa mobilitazione limitata sarà probabilmente molto impopolare presso una parte della popolazione russa. Putin sta accettando un considerevole rischio politico nella speranza di generare la necessaria potenza di combattimento», afferma l'intelligence britannica.

11.52 – Sanchez: «Putin sa che sta perdendo la guerra»
«Credo che stiamo entrando in una nuova fase del conflitto, in cui l'aggressore ha capito che sta perdendo la guerra. Quindi, a mio parere, ciò che dobbiamo fare è rimanere uniti e, naturalmente, inviare tutta la nostra solidarietà al popolo ucraino». Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez. E ha aggiunto: «Credo che Putin sappia di star perdendo intanto per l'evolversi della guerra. In secondo luogo, perché ora sta cercando di nascondere questa invasione illegale dell'Ucraina, con questo referendum nel Donbass. Il messaggio della comunità internazionale, in particolare dell'Unione Europea, è chiaro. Condanniamo e rifiutiamo il risultato di questo referendum illegale in Ucraina».

11.42 – Medvedev: «Anche armi nucleari per proteggere le zone annesse con i referendum»
La Russia userà '«qualsiasi arma, comprese quelle nucleari'» per difendere i territori ucraini che verranno annessi tramite i referendum. Lo ha detto con chiarezza l'ex presidente e primo ministro russo Dmitry Medvedev, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Russia, che sul suo canale di Telegram ha garantito che «la protezione di tutti i territori annessi sarà aumentata notevolmente dalle forze armate russe'». Confermato, quindi, che da domani al 27 settembre «i referendum si terranno e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi in Russia», ha detto. Quindi «non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potrebbero essere utilizzate per la protezione'» delle zone dell'Ucraina che diventeranno parte della Russia.

11.18 – Ue condanna sentenze contro esponenti tatari in Crimea
«L'Unione europea condanna la cosiddetta 'sentenza', emessa ieri nella Crimea illegalmente annessa dalle autorità russe illegittime, nei confronti del primo vicepresidente del Mejlis del popolo tataro di Crimea Nariman Dzhelial, nonché dei fratelli Asan e Aziz Akhtemov (condannati a 17, 15 e 13 anni di prigione, ndr). Ciò avviene dopo la loro detenzione illegale e politicamente motivata da parte delle autorità russe lo scorso settembre in Crimea, condannata anche dall'Unione europea», scrive in una nota il primo portavoce del Servizio per l'azione esterna Ue. Il Mejlis del popolo tataro di Crimea è il più alto organo esecutivo-rappresentativo dei tatari di Crimea. Dzhelial, il primo vicepresidente del Mejlis del popolo tartaro di Crimea, nonché giornalista e politologo, è stato condannato a 17 anni di reclusione, Akhtemov, un ingegnere elettrico, a 15 anni e Akhtemov, specializzato in ingegneria tecnologica ed ex giornalista, a 13 anni. "L'Unione europea si aspetta che tutti gli ucraini detenuti illegalmente dalle autorità russe siano rilasciati immediatamente e incondizionatamente - continua la nota -. I tatari di Crimea sono stati sempre più presi di mira dalla Russia, in particolare nel contesto della guerra di aggressione non provocata e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina e dell'annessione della Crimea. L'Unione europea invita la Russia a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e a porre fine alle violazioni dei diritti umani dei residenti in Crimea, come ribadito anche il 23 agosto 2022 nella dichiarazione congiunta dei partecipanti alla piattaforma internazionale della Crimea".

10.58 – Truss all'Onu: «Sostegno militare fino al trionfo di Kiev»
«Il Regno Unito garantisce il suo sostegno militare all'Ucraina fino alla vittoria», ha detto la premier britannica Liz Truss all'assemblea generale dell'Onu. «In questo momento critico del conflitto, garantisco che manterremo o aumenteremo il nostro sostegno militare all'Ucraina per tutto il tempo necessario. Non saremo tranquilli fino a quando l'Ucraina non avrà trionfato», ha aggiunto Truss.

10.39 – In arrivo sanzioni Ue sulla tecnologia e nuova lista nera
«Studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che colpirà nuovi settori dell'economia russa, in particolare quelli tecnologici. E ci sarà un nuovo elenco di persone colpite». Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, a seguito della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue tenuta nella notte a New York. «Ulteriori misure restrittive nei confronti della Russia saranno presentate immediatamente, il prima possibile, in coordinamento con i nostri partner», ha affermato Borrell, che a chi gli chiedeva se il percorso delle sanzioni potesse incontrare l'opposizione di alcuni Stati, dopo il lungo braccio di ferro per varare gli ultimi pacchetti, ha risposto: «Sono certo che riusciremo a trovare un accordo unanime per il nuovo pacchetto di sanzioni».

10.28 – Nove missili russi su Zaporizhzhia, un civile ucciso, Colpite una stazione elettrica e una torre della televisione
Un civile ucciso e altri cinque feriti, ci sono persone sotto le macerie: è il bilancio ancora provvisorio dell'attacco con 9 missili lanciato questa mattina dall'esercito russo su Zaporizhzhia «Al mattino il nemico ha lanciato missili sul centro regionale di Zaporizhzhia. C'è una distruzione significativa, ci sono persone sotto le macerie. I soccorritori stanno lavorando per liberarle. Ancora una volta, l'occupante ha preso di mira le infrastrutture. Gli edifici residenziali intorno sono stati danneggiati. Secondo le informazioni preliminari, una persona è stata uccisa», riferisce Oleksandr Starukh, capo dell'amministrazione militare regionale. «Almeno altre cinque persone sono rimaste ferite- aggiunge-. Tutti i servizi di soccorso sono al lavoro». «Zaporizhzhia è stata attaccata con nove missili russi», ha detto il vice capo dell'Ufficio del presidente Kyrylo Tymoshenko. Sono stati colpiti un hotel nel centro della città, una stazione elettrica e una torre televisiva.

10.19 – Zelensky a Onu, pronti a pace ma vera, onesta e giusta Russia parla di colloqui ma fa mobilitazione e referendum farsa
L'Ucraina è pronta a colloqui di pace ma solo per una pace «vera, onesta e giusta»: così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha concluso il suo intervento in collegamento video con l'assemblea generale dell'Onu a New York, dopo aver elencato e stigmatizzato i sette Paesi che si erano opposti alla possibilità di un suo collegamento virtuale, contro i 107 Paesi a favore. Quanto ai russi, ha detto, «parlano di colloqui ma annunciano la mobilitazione militare, parlando di colloqui ma annunciano referendum farsa». Nel suo intervento, Zelensky ha elencato una «formula per la pace» che prevede cinque «pre-condizioni». Tra queste «punire la Russia per i suoi crimini» tramite un «tribunale speciale» e «privare Mosca del diritto di veto al consiglio di sicurezza». Zelensky ha chiesto inoltre la protezione delle vite dei suoi cittadini, citando i recenti massacri di Bucha e Izium. Il leader ucraino ha indicato poi il ripristino della sicurezza e dell'integrità territoriale, nonché avere garanzie di sicurezza («la neutralità non è nella nostra formula»). Infine la determinazione di Kiev a continuare a difendersi contro l'aggressione russa.

10.11 – Donetsk, 5 civili uccisi nelle ultime 24 ore
Nelle ultime 24 ore i bombardamenti russi hanno provocato la morte di 5 civili nella regione di Donetsk: due a Kurakhove, uno a Bakhmut, uno ad Avdiivka, uno a Karlivk, i feriti sono 12. Lo ha reso noto il governatore in esilio Pavlo Kyrylenko, aggiungendo che dal 24 febbraio, data dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, 873 civili sono rimasti uccisi nell'oblast di Donetsk, esclusi Mariupol e Volnovakha.

10.09 – Morra: «Scambio fra prigionieri battaglione Azov e oligarca è spiragli di luce»
«In questi giorni in cui sembra non ci siano spiragli per la luce della pace, magari inizialmente sotto veste di semplice armistizio, questa notte è avvenuto un importante scambio di prigionieri fra le due parti, a dimostrazione del fatto che, volendo, si può trovare un punto d'intesa fra i due belligeranti- scrive su Facebook il senatore Nicola Morra-. 215 soldati ed ufficiali ucraini del battaglione Azov sono stati consegnati dai russi agli ucraini in cambio della liberazione dell'oligarca ucraino filorusso Medvedchuk. Speriamo e lavoriamo affinché questo barlume di luce si ampli sempre più, convincendo la razionalità ancora presente sul teatro bellico che la pace è ancora disponibile».

9.54 – Mosca: «Indecente il discorso di Biden all'Onu»
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito «indecente» l' intervento del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, alla 77esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, riferendosi alla «falsa citazione» del discorso del presidente russo, Vladimir Putin, sulla minaccia nucleare. «Per quanto riguarda il discorso del presidente degli Stati Uniti, ritengo assolutamente indecente il modo con cui è iniziato, citando presumibilmente il presidente della Russia. Ha attribuito al presidente russo le parole secondo cui il nostro Paese sta minacciando il mondo con armi nucleari. Questa posizione, purtroppo, ora viene presentata dai media occidentali».

9.49 – Bce: i trader vedono una stretta da 225 punti entro giugno. Tasso depositi salirebbe al 3%. Pesa escalation Putin
I mercati scommettono su 225 punti base di ulteriore stretta monetaria entro giugno, con il tasso sui depositi fissato dalla Bce che raggiungerebbe così il 3% dall'attuale 0,75%. Lo scrive la Bloomberg sulla base dei dati ottenuti incrociando i contratti swap con le date dei prossimi meeting del Consiglio direttivo della banca centrale. Il drastico aumento della stretta prevista dai mercati - nella Bce ufficialmente si discute se il tasso "terminale" dove la Bce intende fermarsi debba essere o meno il 2% - fa seguito alla decisione della Fed ieri di alzare di altri 75 punti base. Pesano anche le attese di ulteriori rincari del gas dopo l'escalation della guerra in Ucraina annunciata da Putin.

9.33 – Di Maio: «Deluso da Conte per il grande flirt con Putin»
Quelle di Vladimir Putin «sono parole preoccupanti e questo è il motivo per cui abbiamo chiesto chiarezza a tutte le forze politiche di schierarsi contro Putin. Abbiamo visto tante ambiguità in questi mesi da parte di Salvini e Conte. Su Conte sono veramente deluso: il grande flirt con Putin ha messo in discussione la sicurezza degli italiani». Lo ha detto a Canale 5 il ministro degli Esteri e leader di Impegno civico, Luigi Di Maio. «Putin sta poi giocando con i rubinetti del gas e per questo dobbiamo fare il tetto massimo al prezzo del gas e un decreto taglia-bollette che almeno paghi l'80% alle bollette di imprese e famiglie», ha aggiunto.

08.54 – Kiev, razzi russi su stazione dei treni a Kharkiv
Le forze armate russe hanno colpito una stazione ferroviaria a Kharkiv con alcune razzi. Lo ha affermato il portavoce dell'amministrazione militare regionale di Odessa , Serhiy Bratchuk, citato dal Kiev Independent

08.35 – Wang a Lavrov, Cina promuove dialogo
La Cina continuerà ad avere una posizione «obiettiva ed equa» sulla crisi ucraina e a «lavorare per la pace e per i negoziati». Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, in un incontro con il collega russo, Serghei Lavrov, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York

08.30 – Gran Bretagna, mobilitazione è ammissione di Mosca. Non ci sono volontari
«La mobilitazione annunciata dalla Russia è di fatto un'ammissione del fatto che la Federazione ha esaurito le scorte di volontari disposti a combattere in Ucraina», lo scrive l'intelligence del Ministero della Difesa britannico su Twitter nell'aggiornamento quotidiano. «È probabile che la Russia debba lottare con le sfide logistiche e amministrative legate al radicamento dei 300.000 effettivi. Probabilmente cercherà di allestire nuove formazioni con molte di queste truppe, che difficilmente saranno efficaci in combattimento per mesi», aggiunge il report. «Anche questa mobilitazione limitata sarà probabilmente molto impopolare presso una parte della popolazione russa. Putin sta accettando un considerevole rischio politico nella speranza di generare la necessaria potenza di combattimento», afferma l'intelligence britannica

08.27 – Gran Bretagna: Truss, Putin utilizza minaccia nucleare per giustificare fallimento
Il presidente russo Vladimir Putin sta usando la minaccia nucleare per cercare di giustificare il suo «catastrofico» fallimento in Ucraina. Si tratta di un «tentativo disperato», secondo la premier britannica Liz Truss, che nel suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha detto che Putin «sta inviando ancora più riservisti a un destino terribile»

08.16 – Pesante bombardamento su città dell'Est Nikopol. Un civile ucciso, danneggiati gasdotti e linee elettriche
Durante la notte l'esercito russo ha colpito con missili Nikopol, nel distretto orientale ucraino di Dnipropetrovsk, un civile di 35 anni è rimasto ucciso, danneggiati gasdotti e linee elettriche. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk Valentyn Reznichenko, citato da Unian. «Intorno a mezzanotte, i russi hanno colpito Nikopol con 20 proiettili Grad nei quartieri centrali. Hanno ucciso un uomo di 35 anni. Le strade sono disseminate di detriti e frammenti di munizioni. I proiettili russi hanno colpito anche due ospedali, una scuola, un museo di storia locale, edifici amministrativi, negozi e un mercato. In città sono stati danneggiati 17 edifici, gasdotti e linee elettriche», ha affermato Reznichenko

08.06 – Guardie di frontiera finlandesi dicono che il traffico dalla Russia è in aumento
«Il traffico al confine est con la Russia è aumentato durante la notte ed è più fitto del normale», ha detto una la guardia di controllo finlandese in un Tweet. Ha inoltre aggiunto che «il flusso è cresciuto ulteriormente il giovedì mattina». La situazione era sotto comunque sotto controllo. 

07.45 – Nuovi bombardamenti russi su Zaporizhzia
L'esercito russo ha bombardato in mattinata la città e la regione di Zaporizhzhia, area dove si trova la più grande centrale nucleare d'Europa. Lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare regionale Oleksandr Starukh. «Il nemico ha colpito il centro regionale. Alcune zone sono rimaste senza elettricità. Sono in corso accertamenti su eventuali vittime e distruzioni», ha affermato

06.45 – Ucraina: Borrell, presto nuove sanzioni Ue contro Russia
L'Alto rappresentante per gli Affari esteri della Ue, Josep Borrell, promette nuove sanzioni contro la Russia dopo l'escalation dovuta alle parole di Vladimir Putin nel suo discorso televisivo di ieri. A seguito di una riunione di emergenza dei ministri degli esteri dell'Ue, riunitisi ieri sera, Borrell si è detto certo che ci sarà un "accordo unanime" per ulteriori sanzioni contro la Russia. L'Alto rappresentante non ha fornito una tempistica per le sanzioni ma ha detto che arriveranno "il prima possibile".
«È chiaro che Putin sta cercando di distruggere l'Ucraina. Sta cercando di distruggere il Paese con mezzi diversi dal momento che sta fallendo militarment», ha precisato Borrell parlando a margine della riunione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Borrell aveva in precedenza definito la minaccia di Putin di usare armi nucleari un pericolo per il mondo e un tentativo di intimidire l'Ucraina e i suoi sostenitori. L'Ue, ha ribadito, non si impegnerà direttamente nella guerra ma continuerà «più o meno allo stesso modo» a supportare l'Ucraina a livello militare e con sanzioni economiche e individuali.

05.30 – La Corea Nord nega la fornitura di armi alla Russia: “Gli Usa la smettano”
La Corea del Nord ha negato la fornitura di armi o munizioni alla Russia, ipotizzata dall'intelligence americana, respingendo attraverso i media statali la "voce di traffici" e assicurando che la nazione non ha piani sull'export militare. «Recentemente, gli Stati Uniti e altre forze ostili hanno parlato della 'violazione di una risoluzione' del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, diffondendo una 'voce di traffici di armi' tra la Corea del Nord e la Russia - ha riferito un dispaccio dell'agenzia ufficiale Kcna, citando un vicedirettore dell'Ufficio generale degli equipaggiamenti del ministero della Difesa -. Non abbiamo mai esportato armi o munizioni in Russia prima e non prevediamo di farro in futuro». Il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano, Vedant Patel, aveva detto all'inizio del mese che la Russia «sta acquistando milioni di razzi e proiettili di artiglieria dalla Corea del Nord da usare in Ucraina». Definendolo un "potenziale acquisto", il portavoce della Sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, aveva chiarito che «non c'erano indicazioni che gli acquisti fossero stati completati e che quelle armi fossero state usate all'interno dell'Ucraina». La Corea del Nord, nella sua dichiarazione, ha avvertito gli Stati Uniti di «tenere la bocca chiusa» e di smettere di far circolare tali voci, che sembrano «mirate a offuscare l'immagine del Paese»eremita. La vendita di armi, tuttavia, è uno capitoli più importanti del bilancio statale per l'afflusso di valuta estera.

03.30 – Blinken: la mobilitazione è segno di difficoltà del Cremlino
«La decisione del presidente Putin di mobilitare parzialmente i cittadini russi, ordinando loro di combattere in Ucraina, riflette le difficoltà del Cremlino sul terreno di battaglia, l'impopolarità della guerra e la riluttanza dei russi a combatterla»: lo afferma il segretario di stato Usa Antony Blinken. «Putin non sta operando da una posizione di forza ma questo e' piuttosto un segno del fallimento della sua missione», ha aggiunto.

01.02 – Kiev: 5 eroi di Azovstal scambiati con 55 prigionieri russi
Nell'ambito dell'imponente scambio di prigionieri di guerra tra russi e ucraini, «cinque eroi, comandanti della difesa dell'Azovstal, sono stati scambiati con 55 prigionieri di guerra, che non ci interessano»: lo ha detto il capo dell'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, secondo quanto riporta Ukrinform. «È stato un processo difficile - ha aggiunto -. Abbiamo 215 persone rilasciate: questo è un risultato significativo, dovuto a tattiche corrette utilizzando una posizione di forza, che include i risultati degli sforzi in prima linea delle forze armate». Tra le persone liberate ci sono anche 10 stranieri che hanno combattuto a fianco degli ucraini, alcuni dei quali minacciati di morte. Rilasciati grazie agli sforzi del principe saudita Mohammed bin Salman, si trovano in questo momento a Riad.

00.55 – In corso incontro Draghi-Guterres al Palazzo di Vetro
È in corso l'incontro tra il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e il premier Mario Draghi, al Palazzo di Vetro dell'Onu. Subito dopo, il presidente del Consiglio raggiungerà il Museo delle Scienze naturali, a Central Park, per prendere parte al ricevimento organizzato dalla Presidenza Usa per i Capi di Stato e di governo che hanno preso parte ai lavori dell'Unga.

00.32 – Kiev: 200 ucraini scambiati con oligarca Medvedchuk
Duecento ucraini prigionieri dei russi sono stati liberati grazie ad uno scambio con l'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk, «che ha già fornito tutte le prove possibili all'inchiesta»: lo ha rivelato il capo dell'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, secondo quanto riporta Ukrinform. Lo scambio - ha aggiunto - "è il risultato di accordi personali tra il presidente Zelensky e il presidente (turco, ndr) Erdogan". "I russi volevano ricattarci con le loro vite, ma non gli permetteremo di farlo con nessuno", ha sottolineato Yermak.

00.19 – Ucraina, 215 difensori di Azovstal rilasciati dai russi
Un totale di 215 difensori dell'acciaieria Azovstal di Mariupol, ultima roccaforte ucraina nell'area, detenuti dai russi, sono stati liberati nell'ambito di un massiccio sforzo per lo scambio di prigionieri. Lo ha detto il capo dell'ufficio del presidente, Andriy Yermak, secondo quanto riferisce Ukrinform. «Il presidente Volodymyr Zelensky ha fissato un obiettivo chiaro: riportare i nostri eroi a casa. Il risultato: i nostri eroi sono liberi», ha scritto su Facebook il capo dell'ufficio del presidente Andriy Yermak.

00.16 – Proteste in Russia, salgono a 1410 gli arresti
Sale a 1410 il numero delle persone arrestate in Russia per le proteste in seguito all'annuncio di Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale. La nuova cifra è indicata dalla ong Ovd-info.

00.03 – Standing ovation all’ Onu per Zelensky, anche Draghi in piedi
Applausi e standing ovation al Palazzo di Vetro, compreso il premier Mario Draghi, dopo il video collegamento con cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato all'assemblea generale dell'Onu a New York.

00.02 – Zelensky all’Onu: 5 pre-condizioni per la pace
Nel suo intervento video all'assemblea generale dell'Onu, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elencato una «formula per la pace» che prevede cinque «pre-condizioni». Tra queste «punire la Russia per i suoi crimini» tramite un «tribunale speciale» e «privandola del diritto di veto al consiglio di sicurezza». Zelensky ha chiesto inoltre la protezione delle vite dei suoi cittadini, citando i recenti massacri di Bucha e Izium. Il leader ucraino ha indicato poi il ripristino della sicurezza e dell'integrità territoriale, nonchè avere garanzie di sicurezza («la neutralità non è nella nostra formula»). Infine la determinazione di Kiev a continuare a difendersi contro l'aggressione russa.

00.01 – Zelensky parla all’ Onu: chiedete ai russi perché castrano vittime civili
Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha rivolto un appello all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a «chiedere ai russi» perché alcune vittime civili ucraine «sono state castrate».
 

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