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Guerra Russia-Ucraina, i soldati russi costringono a votare. G7: referendum farsa, violano il diritto internazionale. Mosca: negoziati possibili con la resa incondizionata di Kiev

Le auto in coda sul confine tra Russia e Finlandia

 

Usa pronti a nuove sanzioni se ci sarà l’annessione. La Finlandia chiude le frontiere ai turisti russi. Inchiesta ufficiale Onu: «Violenze sessuali su vittime ucraine dai 4 agli 82 anni». Continua la fuga dei russi alla frontiera. Il patriarca Kirill esorta ad arruolarsi

DIRETTA A CURA DI GIACOMO GALEAZZI E MARINA PALUMBO
Aggiornato 19 minuti di lettura

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È il 212esimo giorno di guerra. Nelle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, sotto il controllo parziale o totale delle forze russe sono iniziati i referendum per l’annessione alla Federazione Russa che si concluderanno il 27 settembre. Scopo di Mosca è poter considerare ogni tentativo di riconquista dei territori occupati come un attacco diretto alla Russia, con tutto quello che ne consegue.
Kiev denuncia che gli occupanti russi avrebbero organizzati gruppi armati per costringere le persone a partecipare al voto. Ci sono anche italiani tra gli osservatori internazionali che verificano le condizioni in cui si svolgono i referendum.
Sotto la lente resta l’escalation delle tensioni in Russia dopo che Putin ha ordinato la mobilitazione parziale di 300mila riservisti e minacciato di usare tutto il proprio arsenale, comprese le armi nucleari. Code di auto al confine fra Russia e Georgia, ma anche al confine con la Finlandia, che ha deciso di mettere uno stop agli arrivi; e c’è chi fugge anche in bicicletta. Il patriarca Kirill  esorta i fedeli ad arruolarsi: «Se muori sarai con Dio». Il dissidente Navalny, maggiore oppositore al regime di Putin, finisce in cella di punizione per 12 giorni dopo aver condannato la mobilitazione. 
In Ucraina sono stati commessi crimini di guerra, tra cui numerose esecuzioni, torture e orribili violenze sessuali. A stabilirlo sono gli investigatori delle Nazioni Unite. Documentata una vasta gamma di crimini contro i minori, tra cui casi di bambini «stuprati, torturati e confinati illegalmente», ha detto il capo della Commissione d'inchiesta Erik Mose al Consiglio dei diritti umani a Ginevra. «Nei casi su cui abbiamo indagato, l'età delle vittime di violenza sessuale e di genere va dai 4 agli 82 anni. Ci sono stati episodi in cui i parenti sono stati obbligati ad assistere ai crimini» commessi sui loro cari, ha aggiunto, precisando che in diversi casi è stato stabilito che gli autori erano soldati russi.

La mobilitazione dei riservisti di Putin annienterà l'Ucraina? Lo Zar dovrà prima risolvere due problemi



Il caso – “Davvero Berlusconi si fida di un assassino come Putin?”. Il governo ucraino risponde al leader di Forza Italia, che fa retromarcia: “Riportavo frasi di altri, ho solo fatto il cronista”
La storia – Liberati i combattenti Azov: “I nostri compagni torturati”
Il racconto – La mobilitazione in Russia diventa retata, chi protesta viene reclutato
Retroscena – Prigozhin e le nuove bande di mercenari e galeotti, il vero pericolo per Putin

"Papà, torna a casa", il saluto straziante del bambino che saluta il padre in partenza per l'Ucraina

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23.03 – Zelensky: chi vive in territori occupati saboti i russi
«Ho una semplice richiesta a tutta la nostra gente che si trova nei territori temporaneamente occupati: fate la cosa principale: salvate la vita e aiutateci a indebolire e distruggere gli occupanti». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto video serale. «Nasconditi dalla mobilitazione russa - afferma Zelensky - Prova a raggiungere il territorio libero dell'Ucraina. E se entri già nell'esercito russo, sabota qualsiasi attività nemica, interferisci con qualsiasi operazione russa, fornisci tutte le informazioni importanti sugli occupanti: le loro basi, quartier generale, depositi di munizioni. E alla prima occasione, passa alle nostre posizioni. Fai di tutto per salvare vite umane e aiutare a liberare l'Ucraina».

22.59- Biden: referendum Russia farsa, non li riconosceremo mai
«Gli Stati Uniti non riconosceranno mai il territorio ucraino come nient'altro che parte dell'Ucraina. I referendum della Russia sono una farsa, un falso pretesto per tentare di annettere parti dell'Ucraina in flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite». Lo dichiara Joe Biden in una nota. «Lavoreremo con i nostri alleati e partner per imporre nuovi costi economici rapidi e severi alla Russia», ha sottolineato il presidente americano.

22.30 – Michel: favorevole che l’Europa apra le porte ai russi in fuga
In un'intervista a Politico.eu il presidente del Consiglio europeo Charles Michel si è detto favorevole «in linea di principio» all'ipotesi che l'Europa apra le sue porte ai russi in fuga, dopo l'annuncio della mobilitazione parziale da parte del presidente russo Vladimir Putin. Michel ha precisato che l'Ue dovrebbe mostrare «un'apertura a coloro che non vogliono essere strumentalizzati dal Cremlino».

21.35 – Stoltenberg: gravi conseguenze se Mosca userà armi nucleari 'La Russia lo sa'
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, in un'intervista alla Cnn ha affermato che ci saranno «gravi conseguenze» se le armi nucleari verranno utilizzate dalla Russia in Ucraina. «Sanno che ci saranno gravi conseguenze. Non elaborerò esattamente su come reagiremo, dipende dal tipo di armi di distruzione di massa che possono usare», ha affermato. «Il fatto è che la probabilità di qualsiasi uso di armi nucleari è ancora bassa, ma le potenziali conseguenze sono così grandi, quindi dobbiamo prenderle sul serio - ha proseguito -. E la retorica e le minacce che il presidente Putin porta avanti aumentano le tensioni, sono pericolose e sconsiderate».

21.26 – La Finlandia chiude le frontiere ai turisti russi
La Finlandia chiuderà i confini ai turisti russi a seguito dell'ordine di mobilitazione impartito dal presidente russo Vladimir Putin e della conseguente fuga degli obiettori di coscienza dal paese. I ministri del governo finlandese hanno annunciato questa sera che il governo vieterà ai turisti russi di attraversare i confini nei prossimi giorni. «L'obiettivo è ridurre significativamente il numero di persone in arrivo in Finlandia dalla Russia», ha dichiarato il presidente Sauli Niinistö all'emittente Yle. La decisione è stata presa dopo che il traffico ai valichi tra Russia e Finlandia è aumentato con la mobilitazione.

21.03 – Usa: nuove sanzioni contro Mosca se ci sarà l’annessione
«Gli Stati Uniti e i nostri alleati sono pronti a nuove sanzioni e a nuovi costi contro la Russia se procederà con l'annessione di territori ucraini». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre in un briefing con la stampa. 

20.31 – Mosca: negoziati possibili con resa incondizionata di Kiev
Negoziati con Kiev? Possibili, a patto di una sua resa incondizionata. Ad affermarlo è stato Leonid Slutsky, presidente della commissione esteri della Duma e membro del team negoziale. In un'intervista con l'emittente Rossiya-24 citata dalla Tass, Slutsky ha spiegato: «I negoziati possono svolgersi a condizione di una resa completa ed incondizionata. E i criteri sono ovvi. Denazificazione, smilitarizzazione, status non nucleare. Questi colloqui sono possibili, a livello puramente teorico, a partire da oggi».

19.59 – Kiev: anche i minorenni al voto per il referendum sull’annessione
Persino minori dai 13 ai 17 anni sono stati coinvolti nelle operazioni di voto nel Donetsk, una delle quattro regioni ucraine occupate dove da oggi sono stati convocati "referendum" che sanciscano l'annessione alla Russia di questi territori. È quanto Andriy Yusov, un funzionario della Sbu, l'intelligence ucraina, ha riferito alla Cnn. «Non c'è alcun referendum. È un'imitazione. I residenti locali lo stanno ignorando», ha affermato Yusov, «alcune persone vengono semplicemente costrette a votare. Ci sono bus con gente portata dalla Crimea per votare».

19.36 – Media: la Russia aumenterà le spese militari 2023 del 43%
Il presidente russo Vladimir Putin si prepara ad aumentare i finanziamenti per le spese militari. Secondo quanto riporta Bloomberg, Mosca investirà molto più del previsto nella difesa, alla luce dell'andamento della guerra in Ucraina. La spesa militare supererà la pianificazione di bilancio iniziale per il 2023 di oltre il 43%, mentre quella per la sicurezza nazionale e le forze dell'ordine aumenterà di oltre il 40%, secondo il piano finanziario triennale. Al momento, Mosca investe nel settore della difesa quasi 5 trilioni di rubli (84 miliardi di dollari), pari al 3,3% del suo Pil.

19.34 – Bombardamenti russi a Mykolaiv, danneggiati 40 edifici
Sono oltre 40 gli edifici danneggiati a Mykolaiv dal bombardamento russo della scorsa notte con missili S-300 e lanciamissili multipli Smerch. A quanto riferisce Ukrinform, lo ha reso noto su Telegram il sindaco, Oleksandr Sienkevych, precisando che si tratta di 35 case, sei blocchi di appartamenti e due negozi, ma anche di infrastrutture industriali e portuali. Danni sono stati rilevati anche alla rete idrica.

19.06 – G7: ferma condanna dei referendum farsa voluti dalla Russia, violano il diritto internazionale
«Noi leader del G7 condanniamo fermamente i referendum farsa, che la Russia cerca di usare per creare un pretesto falso, per cambiare lo status della sovranità territoriale ucraina, soggetta all'aggressione in corso dalla Russia». Lo scrivono i membri del G7 in una nota. «Queste azioni violano chiaramente la carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, e vanno in direzione diametralmente opposta allo stato di diritto fra le nazioni», si legge ancora.

18.35 – 50mila persone in piazza a Mosca per sostegno a referendum
Circa 50mila persone si sono recate a una manifestazione indetta a Mosca a sostegno dei referendum nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk e nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. Lo riporta Ria Novosti citando il ministero degli Interni di Mosca.

Manifestazione a sostegno dell'unione della regione del Donbass con laFederazione Russa, davanti al Cremlino a Mosca, oggi

 

17.57 – Michel, “Sospendere Russia da Consiglio Sicurezza Onu. Riforma sistema multilaterale è necessaria e urgente”
«Quando un membro permanente del Consiglio di Sicurezza scatena una guerra non provocata e ingiustificata, condannata dall'Assemblea Generale, la sua sospensione dal Consiglio di Sicurezza dovrebbe essere automatica». Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, intervenendo all'Assemblea generale delle Nazioni unite (Unga) a New York. «Un solido sistema multilaterale richiede fiducia reciproca. L'attuale sistema non è sufficientemente inclusivo e rappresentativo. L'uso del diritto di veto dovrebbe essere l'eccezione, ma sta diventando la regola», ha sottolineato Michel auspicando una riforma «necessaria e urgente». 

17.45 – Michel, “Sosteniamo sicurezza Taiwan, Hong Kong e Xinjang, non chiuderemo gli occhi davanti a violazioni diritti umani”«Desideriamo che le potenze emergenti, compresa la Cina, partecipino in modo sincero agli sforzi collettivi per la pace e lo sviluppo. Sosteniamo la sicurezza marittima. Sosteniamo la stabilità nello stretto di Taiwan. Riconosciamo il principio della Cina unica. Ma non chiuderemo gli occhi sulle violazioni dei diritti umani. Soprattutto nello Xinjang e a Hong Kong». Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, parlando all'Assemblea generale dell'Onu a New York.

17.35 – Michel all'Onu, “Guerra ibrida con veleno e menzogne, nessuno ha minacciato la Russia”
«Questa è una guerra ibrida. Combina la violenza delle armi con il veleno della menzogna. Così, la sicurezza della Russia sarebbe minacciata per anni - lo dico tra virgolette - "dall'Occidente". E' falso». Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni unite. «Il Cremlino sta cercando, si spera invano, di mobilitare il resto del mondo contro un nemico immaginario. Nessuno ha minacciato, attaccato o invaso la Russia. E nessuno in Europa voleva un conflitto con la Russia. Che interesse avremmo a mettere in pericolo la sicurezza e la prosperità di tutti?», ha aggiunto. «La seconda menzogna è che questa guerra mirerebbe a prevenire un presunto genocidio delle popolazioni di lingua russa dell'Ucraina, e a "denazificare" il Paese. E' falso! Ed è immondo», ha detto Michel. La terza menzogna elencata dal leader Ue riguarda la definizione stessa della guerra. «L'aggressione contro l'Ucraina sarebbe una mera 'operazione speciale' e non una guerra. E' falso. E' una guerra. E l'annunciata mobilitazione di centinaia di migliaia di riservisti non fa che confermarlo», ha affermato. La quarta menzogna è sulle sanzioni ossia che «causerebbero carenza di cibo e fertilizzanti». «E' stata la Russia, già prima della guerra, a ridurre drasticamente le sue esportazioni di cereali e fertilizzanti, favorendo così la volatilità dei prezzi sul mercato mondiale. Ed è stata poi la Russia a bloccare militarmente i porti del Mar Nero, rendendo impossibile il commercio marittimo. Ed è stata proprio l'Unione europea ad aprire la strada dei 'corridoi di solidarietà', grazie ai quali sono già partite dall'Ucraina oltre 10 milioni di tonnellate di prodotti alimentari», ha sottolineato Michel. «Questo tessuto di bugie si scontra con un momento di sincerità: un anno fa, in una dichiarazione scritta, Vladimir Putin ha affermato, in un contesto di elucubrazioni storiche, che l'Ucraina non è nè una nazione nè uno Stato legittimo. Nessuno si lascia ingannare e i falsi referendum non cambieranno nulla», ha detto il presidente del Consiglio europeo.

17.32 – Anche Abramovich su volo prigionieri scambiati da Mosca
L'ex proprietario del Chelsea, Roman Abramovich, ha svolto un «ruolo chiave» nel rilascio di cinque uomini di nazionalità britannica detenuti dai separatisti filorussi. Lo riporta il Sun citando John Harding, uno dei prigionieri liberati, secondo cui l'oligarca si sarebbe «identificato» con il compagno di detenzione Shaun Pinner sul volo per Riyadh in Arabia Saudita dopo che il principe ereditario Mohammed bin Salman ha preso parte ai negoziati. «Shaun ha parlato a lungo con lui (Abramovich) di calcio e io stavo parlando con il suo assistente», ha detto Harding a The Sun. Abramovich, 55 anni, è stato sanzionato dal governo del Regno Unito ed è anche soggetto alle sanzioni dell'Ue.

17.24 – Portavoce Zelensky, “Berlusconi si fida di Putin assassino?”
«Putin è al potere da più di 20 anni. Ha ucciso o imprigionato gli avversari politici. Ha mandato un esercito di assassini stupratori nel territorio di uno Stato sovrano. Ha organizzato un massacro in Siria, è responsabile dell'abbattimento di un aereo passeggeri con 300 persone nel 2014. E ora minaccia le armi nucleari. Quindi, se capiamo bene, Berlusconi si fida di lui e usa il suo esempio per definire chi è persona rispettabile e chi no?». Lo dice a Repubblica Seriiy Nykyforov, portavoce di Zelensky, aggiungendo sul voto in Italia: «E' essenziale che i cittadini scelgano candidati che abbiano e seguano i giusti principi morali».

17.10 – La Bielorussia riduce il personale diplomatico estone: “Irrispettosi verso nostra sovranità”
Le autorità della Bielorussia hanno annunciato la riduzione del personale diplomatico estone nel paese, che sarà limitato ad un incaricato d'affari consolari e ad un dipendente tecnico-amministrativo. «Nel contesto dell'atteggiamento irrispettoso verso la sovranità del nostro paese da parte dei leader estoni, la Bielorussia non vede il senso di un'ampia presenza diplomatica dell'Estonia sul suo territorio», ha segnalato il ministero degli Esteri bielorusso in un comunicato. Minsk ha al contempo deciso di ridurre drasticamente la propria presenza diplomatica in Estonia fino a che i leader estoni «non saranno tornati ai principi di civiltà universalmente riconosciuti e al dialogo e rispetto reciproco». La Bielorussia accusa l'Estonia di aver portato a termine «tentativi ufficiali di appropriarsi del diritto di parlare a nome del popolo bielorusso». «Non si può non considerarli come provocazioni contro la sovranità e indipendenza del nostro paese», conclude la nota.

16.58 – Finlandia limiterà significativamente ingresso a russi
La Finlandia limiterà «in maniera significativa» l'ingresso nel Paese ai cittadini russi. Lo riporta il quotidiano Helisingin Sanomat preannunciando una conferenza stampa in serata del ministro degli Esteri, Pekka Haavisto, sull'argomento.

16.33 – Kiev, "Finora esumati 436 corpi da fosse comuni Izyum”
Sono 436 i corpi esumati finora dalle fosse comuni trovate a Izyum, città ucraina riconquistata nei giorni scorsi dalle forze di Kiev. Lo riferisce ai cronisti, secondo il 'Guardian', il governatore della regione di Kharkiv, Oleg Synyegubov. Secondo il governatore, almeno trenta cadaveri mostrano «evidenti segni di tortura».

16.03 – Zelensky: da Cina posizione ambigua, vorrei che ci aiutasse
In merito alla guerra in Ucraina la Cina «ha una posizione ambigua». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista ad alcuni media francesi fra cui Ouest-France e Nice-Matin. «Prima dell'invasione su larga scala, c'erano canali di comunicazione tra i nostri paesi, avevamo molta cooperazione economica e commerciale», ha spiegato. Ma «per il momento non abbiamo alcun canale di comunicazione con la Cina ed è un peccato», si è rammaricato. «Vorrei che aiutassero l'Ucraina», ha concluso.

15.45 – Esplosioni a Odessa, drone russo in volo
Un drone russo è stato individuato nei cieli di Odessa. Lo scrive Suspiline, aggiungendo che si sono udite esplosioni in questa città ucraina sul mar Nero.

15.30 – Kiev: ripresi territori nel Donetsk
Le forze armate ucraine hanno annunciato di aver riconquistato nuovi territori occupati dai russi nel primo giorno di voto per i "referendum" che dovrebbero sancire l'annessione alla Russia delle regioni ucraine sotto il controllo di Mosca. Oleksiy Gromov, un funzionario dello stato maggiore ucraino, ha comunicato in televisione la liberazione di Yatskivka, nell'Oblast di Donetsk sulla sponda Est del fiume Oskil. Secondo Gromov, gli uomini di Kiev hanno inoltre recuperato posizioni in direzione di Bakhmuth, importante snodo autostradale dove i russi starebbero ora concentrando il fuoco per scacciare gli ucraini.

15.08 – Mosca: gli Usa spingono Kiev ad attaccare il nostro territorio
Gli Stati Uniti «sono in linea di principio incapaci di negoziare e, insieme a Londra e ad alcune altre capitali della Nato, stanno spingendo direttamente Kiev a trasferire le operazioni militari sul nostro territorio, con l'intenzione di combattere fino all'ultimo ucraino». Lo ha affermato il viceministro degli Esteri, Sergei Ryabkov. Lo riporta Ria Novosti.

14.51 – Mosca: le relazioni con gli Usa prossime allo zero
Le relazioni tra Stati Uniti e Russia «sono ora a un livello prossimo allo zero». Lo ha affermato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. «Non è un segreto che le relazioni russo-americane siano in uno stato estremamente deplorevole, vicino allo zero, paragonabile ai momenti peggiori della Guerra Fredda», ha spiegato.

14.50 – Mosca: continueremo con una risposta adeguata alle azioni degli Stati Uniti
Mosca «sta rispondendo e continuerà a rispondere adeguatamente alle azioni statunitensi, anche con misure asimmetriche». Lo ha affermato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo riporta Ria Novosti. Secondo il diplomatico «l'attuale linea di Washington di utilizzare l'intero arsenale di mezzi di pressione nella lotta contro la minaccia russa è stata e rimarrà una costante della politica estera americana».

14.40 – Mosca: confronto diretto con Usa e Nato non è nel nostro interesse
«Un confronto aperto con Stati Uniti e Nato non è nel nostro interesse. Ci auguriamo che anche l'amministrazione Biden sia consapevole del pericolo di un'escalation incontrollata del conflitto in Ucraina». il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov. Lo riporta Ria Novosti. 

14.30 – Dagli Usa moniti in privato a Mosca sulla minaccia nucleare per diversi mesi
Gli Usa hanno inviato per diversi mesi comunicazioni private a Mosca, anche attraverso il dipartimento di Stato, ammonendo la leadership russa sulle gravi conseguenze che seguirebbero l'uso dell'arma nucleare. Lo rivela il Washington Post, citando dirigenti americani, secondo cui i messaggi sottolineano ciò che Joe Biden e i suoi consiglieri hanno esposto pubblicamente. La Casa Bianca ha deciso però di mantenere deliberatamente vaga la natura delle conseguenze, in modo che il Cremlino si preoccupi della reazione Usa. 

14.15 – L’intelligence inglese: Kiev preme su territori essenziali per Mosca
In Ucraina «la situazione sul campo di battaglia è complessa», ma Kiev «sta ponendo pressione su territori che la Russia considera essenziali per i suoi obiettivi di guerra». E' quanto scrive oggi il bollettino dell'intelligence britannica, riferendo che «negli ultimi tre giorni, le forze ucraine si sono assicurate teste di ponte sulla riva sinistra del fiume Oksil nell'oblast di Kharkiv». «La Russia- si legge ancora - ha tentato di integrare l'Oksil in una linea consolidata di difesa dopo i ritiri delle sue forze all'inizio del mese. A sud, nell'oblast di Donetsk, sono in corso combattimenti con le forze ucraine che stanno assalendo la città di Lyman, a est del fiume Siverskyy Donets River, che la Russia aveva catturato in maggio».

13.50 – I filorussi: ci sono anche italiani tra gli osservatori nel referendum nel Donetsk
Ci sarebbero anche osservatori italiani al referendum in corso nella autoproclamata Repubblica di Donetsk per l'unione con la Russia. Lo riferisce la Commissione elettorale centrale, secondo la quale alla consultazione presenziano 130 osservatori stranieri. Tra questi, oltre ai russi e agli italiani, altri provenienti da Venezuela, Romania, Togo e Sudafrica. Lo scrive l'agenzia russa Tass. 

12.40 – Il patriarca Kirill esorta i russi ad arruolarsi
Il patriarca ortodosso russo Kirill esorta a non aver paura di morire in battaglia, mentre migliaia di giovani russi vengono mobilitati per andare a combattere in Ucraina. «Andate coraggiosamente ad adempiere al vostro dovere militare. Ricordate che, se morirete per il vostro paese, sarete con Dio nel suo regno, nella gloria e la vita eterna», ha detto il capo della chiesa ortodossa russa, secondo un video diffuso da Nexta tv.

I coscritti russi ubriachi prima di partire per il fronte: "Dove c**** andiamo?"

12.07 – Inchiesta Onu, “in Ucraina commessi crimini di guerra”. Anche torture, esecuzioni, violenze sessuali
In Ucraina «sono stati commessi crimini di guerra», tra cui bombardamenti di aree civili, numerose esecuzioni, torture e orribili violenze sessuali. Lo hanno stabilito gli investigatori dell'Onu. «Sulla base delle prove raccolte dalla Commissione, essa ha concluso che crimini di guerra sono stati commessi in Ucraina», ha detto il capo di una commissione d'inchiesta Onu istituita a maggio per indagare sui crimini di guerra russi in Ucraina. Gli investigatori dell'Onu in Ucraina hanno documentato una vasta gamma di crimini contro i minori, inclusi casi di bambini "stuprati, torturati e confinati illegalmente», ha detto il capo della Commissione d'inchiesta Erik Mose al Consiglio dei diritti umani a Ginevra. «Nei casi su cui abbiamo indagato, l'età delle vittime di violenza sessuale e di genere va dai 4 agli 82 anni. Ci sono stati episodi in cui i parenti sono stati obbligati ad assistere ai crimini» commessi sui loro cari, ha aggiunto, precisando che in diversi casi è stato stabilito che gli autori erano soldati russi.

11.49 – La Cina chiede dialogo
La Cina sollecita la soluzione della crisi in Ucraina attraverso il dialogo, nel giorno dell'avvio dei referendum in quattro regioni occupate sull'adesione alla Russia, ed è pronta a svolgere un «ruolo costruttivo» per attenuare la gravità della situazione. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin in merito ai timori espressi dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres sui referendum. «Sosteniamo sempre che la sovranità e l'integrità di tutti i Paesi debbano essere rispettate, così come scopi e principi della Carta dell'Onu, e le legittime preoccupazioni di tutti sulla sicurezza», ha aggiunto Wang.

11.32 – In 7 mesi di guerra distrutti 270 siti religiosi
Dal 24 febbraio al 20 settembre 2022, almeno 270 siti religiosi in 14 regioni dell'Ucraina sono stati completamente o in parte distrutti dall'attacco della Federazione Russa: chiese, moschee, sinagoghe, edifici scolastici e amministrativi delle comunità religiose ucraine. Lo riferisce l'agenzia Risu (Religious Information Service of Ukraine) sulla base di un monitoraggio condotto dal Servizio statale dell'Ucraina per gli affari etnici e la libertà di coscienza (Dess) in collaborazione con il Laboratorio per gli Studi accademici di Religione. "Il notevole aumento del numero di strutture danneggiate dalla pubblicazione del precedente comunicato è dovuto al fatto che il Dess ha ricevuto informazioni dettagliate sulle strutture distrutte e danneggiate dal Centro Religioso dei Testimoni di Geova in Ucraina - spiega Risu -. Il Dess chiede alle comunità religiose di inviare loro informazioni sugli edifici distrutti o danneggiati a seguito dell'aggressione militare russa". Nel dettaglio, cinque dei 270 siti danneggiati dall'attacco russo sono musulmani, cinque ebrei, gli altri 260 cristiani. Trenta dei siti colpiti appartengono a varie comunità protestanti, 21 alla Chiesa ortodossa ucraina, quattro alla Chiesa cattolica romana, tre alla Chiesa greco-cattolica e 66 ai Testimoni di Geova. Il 52% (136 siti) di tutti i 260 siti cristiani che sono stati completamente o parzialmente distrutti dall'attacco russo appartengono alla Chiesa ortodossa ucraina. Il maggior numero di siti religiosi danneggiati si trova nelle regioni di Donetsk (67) e Luhansk (58), seguite dalle regioni di Kiev (43) e Kharkiv (35).

Russia, iniziata la mobilitazione per l'Ucraina dei riservisti: in tutte le città le medesime scene di pianti e addii

10.59 – Tajani: “La condanna della Russia da parte di Forza Italia è netta”
«Bisogna ascoltare tutta l'intervista e non estrapolare una frase con la quale si sintetizzava un'analisi di quello che accadeva a Mosca, non quello che pensava Berlusconi. La posizione è molto chiara, non c'è possibilità di dibattito con la Federazione Russa, la Russia ha invaso l'Ucraina, la condanna è netta, totale, non può essere cambiata la posizione. Noi stiamo dalla parte della Nato, dell'Occidente, dell'Unione Europea e degli Stati Uniti». Così Antonio Tajani, coordinatore nazionale e vicepresidente di Forza Italia, rispondendo a Napoli a una domanda sulle affermazioni di Silvio Berlusconi ieri a Porta a Porta, dove ha sostenuto che Putin sia stato spinto a invadere l'Ucraina per mettere «persone perbene» a Kiev. «La condanna è chiara, non ci sono dubbi - ribadisce Tajani - noi stiamo contro l'invasione dell'Ucraina, la condanniamo, abbiamo votato tutti i testi a sostegno dell'Ucraina compreso l'invio delle armi, quindi non ci sono dubbi sul posizionamento internazionale di Forza Italia. Questo è chiaro e lo ha ribadito anche questa mattina in una lunga intervista Berlusconi, quindi non c'è da strumentalizzare una frase detta nell'ambito di una lunga intervista».

10.48 – Gentiloni: “Mantenere unità ed evitare deviazioni in Italia e Ue”
«La nostra assistenza finanziaria e il nostro supporto militare stanno aiutando l'Ucraina a mantenere in piedi lo Stato mentre le sue forze armate ispiratrici invertono le sorti della guerra e mantenere questa unità nei prossimi mesi, evitando qualsiasi deviazione, è vitale per il nostro futuro. In Italia e nell'Ue». Così il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni intervenendo al seminario di alto livello “Una nuova Ue, un nuovo mondo?”, organizzato dal comitato Reinventing Bretton Woods. «Credo che non vi siano dubbi sul fatto che ci stiamo dirigendo verso una nuova Ue. Se Putin stava cercando di dividere l'Europa, ha ottenuto l'esatto opposto. L'Ue è più unita rispetto alla crisi precedente. Le nostre sanzioni stanno costantemente divorando l'economia russa e minando la sua macchina da guerra», ha sottolineato l'ex premier.

10.41 – Washington,  primi ministri baltici e Polonia insigniti premio Cepa
I primi ministri di Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia sono stati insigniti del prestigioso premio "Transatlantic Leadership Award" del Center for European Policy Analysis (Cepa). Lo comunica il sito Internet dell'organizzazione. Il premio, la cui cerimonia di consegna è in programma per il 27 settembre, è stato assegnato ai quattro politici per il loro «forte supporto all'Ucraina e il loro speciale contributo al rafforzamento della cooperazione transatlantica». Il Cepa è un think-tank con base a Washington impegnato nel rafforzamento e dei rapporti transatlantici e nella promozione dei valori e dei principi democratici.

10.39 – Rassicurazioni cinesi all’Ucraina: “Rispetto per l’integrità territoriale”
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha incontrato il capo della diplomazia cinese Wang Yi per discutere delle relazioni tra Ucraina e Cina. Lo ha annunciato lo stesso Kuleba su Twitter spiegando che'«il mio omologo ha riaffermato il rispetto della Cina per la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, nonché il suo rifiuto all'uso della forza come mezzo per risolvere le divergenze».

10.32 – Kiev: “Russi costringono con le armi le persone a votare al referendum”
I russi costringono, con gruppi armati, gli abitanti delle regioni ucraine occupate a votare nel referendum per l'annessione alla Russia. Lo ha detto il sindaco di Luhansk in esilio, Sergey Haidai. «Secondo le informazioni di cui disponiamo, gli occupanti stanno creando gruppi armati che vanno a bussare alle porte delle case per costringere la gente a partecipare al cosiddetto referendum», ha affermato Haidai in un post su Telegram sostenendo che alcune persone «saranno automaticamente licenziate» dal proprio datore di lavoro se non votano.

10.21 – Di Maio: “Tutti avevamo detto a Putin di non invadere l’Ucraina”
«Tutti avevano a che fare con Putin prima della guerra. Il problema è che tutti gli avevamo detto di non invadere l'Ucraina ma lo ha fatto e ha prodotto una crisi energetica». Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commenta a Rai Radio 1 le foto dei leader italiani con il presidente russo, pubblicate nei giorni scorsi dell'ambasciata di Mosca in Italia su Facebook. «Il discorso di Putin è preoccupante, ma è anche un discorso di debolezza», ha aggiunto.

10.15 – Messico, presentata all’Onu proposta di mediazione con un comitato di alto livello, tra cui papa Francesco e Modi
Il Messico ha ufficialmente presentato alle Nazioni Unite una proposta del presidente Andrés Manuel López Obrador di un processo di pace per cercare di mettere fine al conflitto fra Russia e Ucraina. A nome del capo dello Stato messicano, il ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard, ha illustrato ieri l'iniziativa prima al Consiglio di sicurezza e quindi all'Assemblea generale. «Sulla base della sua vocazione pacifista - ha sottolineato Ebrard - il Messico ritiene che la comunità internazionale debba ora incanalare i suoi migliori sforzi per raggiungere la pace e rafforzare gli sforzi del segretario generale, Antonio Guterres». Questo, ha aggiunto, «attraverso la formazione di un comitato per il dialogo e la pace in Ucraina, con la partecipazione di altri capi di Stato e di governo, tra cui, se possibile, il premier indiano Narendra Modi e Sua Santità Papa Francesco». In particolare davanti all'Assemblea generale, il ministro ha sottolineato che, di fronte all'impossibilità del Consiglio di sicurezza di fermare la guerra e promuovere un processo diplomatico, il Messico cerca con la sua proposta di «offrire un canale diplomatico complementare a quelli esistenti, di interagire con le parti in conflitto, nell'ottica di ridurre le tensioni e istradare correttamente la mediazione». Ebrard ha poi indicato che «la proposta è già stata presentata a Guterres, alle parti in conflitto, nonché ai rappresentanti dell'India e del Vaticano».

9.41 – Bombe russe su Kharkiv, un morto e due bimbi feriti
Bombardamenti russi nella regione orientale di Kharkiv sulle cittadine diacenti alla linea di contatto e al confine con la Federazione Russa: «Ci sono vittime e feriti, compresi bambini». Ha scritto su telegram il governatore Oleh Synyehubov. «Tre persone sono rimaste ferite a Kupyansk, tra cui due bambini di sette anni, mentre un uomo di 51 anni è stato ucciso. Altri due civili sono rimasti feriti nell'esplosione di mine», ha aggiunto.

8.53 – Sindaco di Mosca promette compenso aggiuntivo per i cittadini mobilitati 
I moscoviti che saranno mobilitati in Ucraina riceveranno un compenso aggiuntivo per il servizio militare. Lo ha promesso il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin annunciando un bonus mensile regionale di 50.000 rubli (808 dollari) oltre agli stipendi come militari. In caso di grave infortunio, ha aggiunto, verrà pagato un premio aggiuntivo di un milione di rubli, mentre se l'infortunio è lieve riceveranno 500mila rubli. Le autorità di Mosca pagheranno 3 milioni di rubli alle famiglie delle persone che perderanno la vita in Ucraina.

8.31 – Letta: “Incredibile Conte contro Zelensky”
«Putin ora è all'angolo. Per questo, come un animale ferito, è più pericoloso. La mobilitazione dei riservisti russi è un segnale di enorme debolezza. Bisogna tenere i nervi saldi e sostenere ogni iniziativa portata avanti dalle Nazioni Unite e dall'Europa. L'ultima cosa da fare è prendersela con Zelensky, come incredibilmente ha fatto Conte, o cercare attenuanti alla condotta criminale di Mosca», dichiara a Domani il segretario del Pd, Enrico Letta. «La pace - prosegue - non è resa incondizionata all'aggressore, non è inginocchiarsi davanti a un regime che ammazza e bombarda, imprigiona e uccide dissidenti e giornalisti, stupra donne e deporta bambini».

8.06 – Gruppi armati costringono persone a voto referendum. A Lugansk divieto di lasciare città tra 23-27 settembre

«Gli occupanti russi hanno organizzato gruppi armati per circondare le abitazioni e costringere le persone a partecipare al cosiddetto 'referendum'. I cittadini sono stati minacciati: «coloro che non parteciperanno alla votazione verranno automaticamente licenziati dal lavoro. Le autorità hanno vietato alla popolazione locale di lasciare la città tra il 23 e il 27 settembre (date in cui si tiene il referendum di annessione alla Russia)». Lo ha riferito il governatore ucraino in esilio di Lugansk Sergey Gaidai, riportato dal Guardian.

8.03 – Le disposizioni per la consultazione referendaria nelle zone occupate dai russi
Per «motivi di sicurezza», nei primi quattro giorni di referendum la popolazione delle quattro regioni sarà invitata a votare vicino alle proprie abitazioni, piuttosto che ai seggi elettorali, oppure saranno effettuati dei giri presso le abitazioni dei cittadini, spiega l'agenzia di stampa statale russa Tass. Oggi sono stati aperti i seggi elettorali per i rifugiati in diverse città russe. La Commissione elettorale centrale della regione di Kherson prevede che circa 750.000 persone parteciperanno alle votazioni, con mezzo milione di persone registrate come elettori nella regione di Zaporozhzhia. Le schede elettorali per il referendum sono state stampate per 1,5 milioni di elettori della dell'autoproclamata Repubblica del Donetsk (Rpd). Per i residenti della Rpd sono disponibili 450 seggi elettorali nella Repubblica e più di 200 in Russia. La Commissione elettorale centrale della Rpd ha aperto 461 seggi elettorali nella Repubblica e 201 in Russia. Secondo la Regione di Zaporozhzhia, sono stati istituiti 394 seggi elettorali nella regione e altri 102 in Russia., I cittadini della Regione di Kherson possono esprimere il proprio voto in una qualsiasi delle otto commissioni elettorali territoriali o 198 locali, oppure possono farlo in Crimea, a Mosca o in altre città russe.

7.41 – Guardia di frontiera finlandese: “Traffico di russi resta intenso”
Continua a essere intenso il traffico alla frontiera tra la Finlandia e la Russia dopo l'annuncio del presidente Vladimir Putin di voler richiamare 300mila riservisti da inviare a combattere in Ucraina. Lo hanno detto le guardie di frontiera finlandesi riferendosi al confine sudorientale con la Russia. Ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva definito «esagerato» parlare di esodo di russi. Da lunedì i cittadini russi possono entrare nell'Unione Europea solo attraverso il confine di 1.340 chilometri con la Finlandia. A differenza delle nazioni baltiche e della Polonia, la Finlandia non ha limitato completamente l'ingresso dei turisti russi con visto Schengen.

7.13 – Al via referendum per annettere le regioni occupate da forze russe
Tra le vittorie militari delle forze armate ucraine, le autorità filo-russe nelle quattro regioni occupate dell'Ucraina - Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia - hanno dichiarato la loro intenzione di tenere referendum sull'adesione alla Federazione Russa il 23-27 settembre. I sostenitori del Cremlino in questi territori hanno già annunciato la loro disponibilità a organizzare un "voto" questa settimana.

00.15 – Cnn: Putin dà direttamente ordini ai generali sul campo. Fonti: registrate liti
Secondo la Cnn, che cita due fonti anonime legate alle intelligence occidentali, il presidente russo Vladimir Putin sta impartendo ordini tattici direttamente ai generali sul campo in Ucraina, «una strategia inusuale» per forze armate moderne, che potrebbe indicare «una struttura di comando disfunzionale». Intercettazioni dei servizi occidentali hanno ascoltato ufficiali russi litigare tra di loro o che si lamentavano con amici e parenti degli ordini che arrivavano da Mosca, ha detto una delle fonti alla Cnn. I comandi russi, aggiunge, sarebbero divisi sulla strategia da adottare per affrontare la controffensiva ucraina.

00.01 – Zelensky a russi, protestate contro la mobilitazione
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato i russi a protestare contro la mobilitazione parziale decisa ieri da Mosca. «Per gli uomini in Russia, è una scelta: morire o vivere, diventare uno storpio o preservare la salute. Per le donne in Russia, la scelta è quella di perdere per sempre mariti, figli, nipoti, o comunque cercare di proteggerli dalla morte, dalla guerra», ha dichiarato. «55.000 soldati russi sono morti in questa guerra in sei mesi. Decine di migliaia di feriti, mutilati. Ne volete di più? No? Quindi protestate, combattete, fuggite! O arrendetevi alla prigionia ucraina», ha aggiunto. «Queste sono le opzioni per sopravvivere».

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