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Guerra Russia-Ucraina, Mosca ammette: gli ucraini hanno sfondato le nostre linee di difesa a Kherson. Kadyrov manda al fronte i tre figli di 14, 15 e 16 anni. Kiev replica a Elon Musk

La bandiera blu-gialla su Mirolyubivka, nell'oblast di Kherson

 (ansa)

L’allarme della Svezia: la fuga di gas dal Nord Stream continua. Maxi rissa tra reclute e soldati in una base vicino a Mosca

DIRETTA A CURA DI SILVIA STELLACCI E MARINA PALUMBO
Aggiornato 24 minuti di lettura

Creato da

Mentre scende la sera sul 222° giorno di guerra in Ucraina, Mosca ammette: l'esercito di Kiev «con le sue soverchianti unità blindate» è riuscito a «penetrare le linee della nostra difesa» nella regione meridionale di Kherson, appena annessa da Mosca.
Il Cremlino, intanto, inventa “i confini mobili”.  Riferisce l'agenzia Afp –  che la Russia «si consulterà» con le popolazioni locali di due regioni ucraine che Mosca ha annesso la scorsa settimana, per determinare i confini esatti delle regioni da integrare nella Russia. «Continueremo a consultare le popolazioni di queste regioni», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
E ha fatto scalpore l’intenzione del leader ceceno Ramzan Kadyrov, alleato del Presidente Vladimir Putin, che ha dichiarato di voler inviare tre dei suoi figli adolescenti – di 14, 15 e 16 anni – sul fronte ucraino.

Ramzan Kadyrov leader ceceno e alleato di Putin manda a combattere in Ucraina i tre figli minorenni di 16, 15 e 14 anni

L’ambasciatore russo in Italia Sergei Razov è stato convocato oggi alla Farnesina, mentre l'ambasciatore russo in Germania Sergey Nechayev è stato convocato presso il Ministero degli Esteri tedesco. Oltre alla Germania e all'Italia, annunciano misure analoghe anche l'Austria, la Danimarca e la Finlandia. L'ambasciatore russo in Belgio era già stato convocato venerdì.
«Ho espresso all'ambasciatore Razov la ferma condanna dell'Italia per i referendum farsa» ha detto il segretario generale della Farnesina Ettore Sequi in una dichiarazione alla stampa dopo il suo incontro con l'ambasciatore Razov. «L'Italia non ne riconosce e non ne riconoscerà l'esito», ha aggiunto. Il Segretario Generale della Farnesina ha in seguito esortato le autorità russe a revocare tali atti illeciti e a ritirare immediatamente, completamente e senza condizioni le forze russe dal territorio ucraino. La minaccia di impiegare armi nucleari, le gravissime violazioni dei principi e delle regole della Carta delle Nazioni Unite minano gravemente la sicurezza globale.

Ucraina, Sequi a Razov: "Ferma condanna dell'Italia a referendum farsa"

L’analisi – Mosca alza la posta di fronte alla sconfitte, ma è sempre più sola
Il caso – La Farnesina all’ambasciatore russo: “Condanniamo i vostri referendum”
La storia – La Repubblica Ceca raccoglie 1.3 milioni di dollari per riparare un tank sovietico da spedire all’esercito ucraino
Retroscena – Putin e la guerra finale negli apparati russi
Scheda – Cosa sono le atomiche “tattiche”, le armi che Putin ha già a disposizione
Il ritratto – Gorbaciov, l’uomo sovietico

I Sukhoi russi bombardano dall'alto le posizioni ucraine: il sorvolo dei caccia è letale

In aggiornamento

22.00 – Zelensky ai reduci Azovstal: 'porteremo tutti a casa'
Abbracci, baci, volti felici e commossi di famiglie ritrovate: in un video postato questa sera dal presidente ucraino Volodymir Zelensky sul suo canale Telegram si vedono i reduci di Azovstal, liberati dalle prigioni russe ma bloccati in Turchia in base agli accordi per il loro rilascio, incontrare i loro cari e ricevere medaglie al valore. Il capo dell'ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak, è riuscito a organizzare un incontro nel pomeriggio dal forte contenuto emotivo, al quale ha presenziato anche Olena Zelenska, la moglie del presidente. «Un incontro molto atteso - commenta il presidente sul suo canale - . I comandanti di Azovstal hanno visto i loro parenti per la prima volta dopo il rilascio dalla prigionia russa. Non ci fermeremo finché non avremo riportato tutta la nostra gente a casa. Ognuno è assolutamente importante. Perché siamo ucraini. E una persona ha il massimo del valore per l'Ucraina», ha concluso.

21.10 – Kuleba: chi ci chiede di rinunciare a terre non parli di pace
«Coloro che propongono all'Ucraina di rinunciare alla sua gente e alla sua terra - presumibilmente per non ferire l'ego ferito di Putin o per salvare l'Ucraina dalla sofferenza - devono smettere di usare la parola 'pace' come un eufemismo per 'lasciare che i russi uccidano e stuprino migliaia di altri ucraini innocenti, e prendano altra terra'».

20.39 – Maxi rissa tra reclute e soldati in una base vicino a Mosca
Una maxi rissa tra nuove reclute e soldati è scoppiata in una base dell'esercito russo vicino Mosca. Secondo quanto riferito dal portale di notizie Baza, «i nuovi arrivati» non hanno ricevuto un caldo benvenuto, ma al contrario «i soldati che prestavano servizio» nella base gli «hanno ordinato di consegnargli i vestiti ed i telefoni cellulari». Le nuove reclute, chiamate alle armi nel quadro della mobilitazione parziale annunciata dal Cremlino per sopperire alle perdite in Ucraina, hanno respinto le richieste e ne sarebbe scaturita una rissa nella quale avrebbero avuto la meglio, tanto che circa 20 soldati si sarebbero rinchiusi in un edificio e avrebbero chiamato la polizia per chiedere aiuto. La zuffa è andata avanti fino all'arrivo delle forze dell'ordine. Entrambe le parti hanno deciso di non sporgere denuncia.

19.40 – Kiev replica a Musk: c'è un piano migliore, l’Ucraina libera i suoi territori
Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, replica su Twitter alle condizioni di pace tra Russia e Ucraina proposte da Elon Musk, sempre in un tweet. «Elon Musk, esiste un piano di pace migliore: 1. l'Ucraina libera i suoi territori. Compresa l'annessa Crimea. 2. La Russia subisce la smilitarizzazione e la denuclearizzazione obbligatoria in modo da non poter più minacciare gli altri. 3. I criminali di guerra affrontano un tribunale internazionale», scrive il braccio destro di Zelensky.

19.25 – Mosca ammette, Kiev oltre le nostre linee di difesa a Kherson
L'esercito ucraino «con le sue soverchianti unità blindate» è riuscito a «penetrare in profondità le linee della nostra difesa» nell'area dei villaggi di Zolota Balka e Oleksandrivka nella regione meridionale di Kherson, appena annessa da Mosca. Lo ha ammesso il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, citato dalla Tass, dopo che Kiev aveva rivendicato ulteriori avanzate nel sud. «Le truppe russe hanno preso il controllo di una frontiera difensiva preparata in anticipo e continuano a infliggere pesanti danni al nemico con la loro potenza di fuoco», ha aggiunto il portavoce di Mosca.

Kherson, i militari ucraini issano la bandiera sul villaggio liberato di Myrolyubivka

19.01 – Zelensky: raid russo su un ospedale a Kupiansk, ucciso un medico
L'esercito russo ha bombardato una struttura medica a Kupiansk, nella regione orientale ucraina di Kharkiv, uccidendo un medico e ferendo un'infermiera. Lo ha affermato su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Il nemico continua a terrorizzare senza pietà la popolazione civile», ha scritto Zelensky.

18.51 – Musk suggerisce condizioni pace Ucraina-Russia
Elon Musk suggerisce su Twitter le condizioni per la pace Ucraina-Russia: «rifare le elezioni nelle regioni annesse sotto la supervisione Onu», con la Russia «che lascia se questa è la volontà del popolo»; «la Crimea formalmente parte della Russia, come è stato dal 1738 (fino all'errore di Krusciov)»; «forniture d'acqua assicurate alle Crimea»; «l'Ucraina resta neutrale». Condizioni che a molti osservatori sembrano ragionevoli per aprire un tavolo di negoziati.

17.28 – Gazprom: possibile fornire gas con seconda linea Nord Stream 2
«Gazprom sta lavorando a depressurizzare la linea B del gasdotto Nord Stream 2. Per fare ciò, la compagnia sta pompando gas naturale nella conduttura. Questo permetterà di ispezionare in sicurezza la linea B, oltre che ridurre potenziali rischi ambientali in caso di possibili fughe di gas. Se venisse presa la decisione di avviare le forniture attraverso la linea B del Nord Stream 2, il gas naturale sarà pompato nel gasdotto, dopo il controllo dell'integrità del sistema e la conferma di questa possibilità da parte delle autorità di supervisione». Lo afferma Gazprom in una nota, citata dalla Tass.

17.25 – L’Estonia invierà in Ucraina il materiale per la bonifica di aree minate
L'Estonia invierà all'Ucraina attrezzature per lo smaltimento di ordigni esplosivi per un valore complessivo superiore ai 330.000 euro. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri estone Urmas Reinsalu. Il materiale verrà impiegato in particolar modo per i lavori di bonifica delle aree minate e la rimozione di ordigni inesplosi.

16.44 – Rilasciato il direttore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia
Il direttore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia Ihor Murashov è stato rilasciato dalle forze russe che lo avevano rapito nei giorni scorsi, ha reso noto il direttore dell'Aiea, Mariano Grossi. «Ho ricevuto la conferma che Murashov è tornato senza rischi alla sua famiglia», ha scritto Grossi in un tweet.

16.25 – Guardia costiera svedese: la falla di Nord Stream 2 si è allargata
Una delle falle nel gasdotto Nord Stream 2 si è allargata e ora ha raggiunto i 30 metri di diametro. È quanto afferma la Guardia costiera svedese, citata dalla Cnn. In seguito ad un sorvolo dell'area, la guardia costiera svedese ha rilevato che la fuoriuscita di gas dal Nord Stream 1 non più è visibile e potrebbe essere cessata. Invece «la falla più piccola, quella sul Nord Stream 2 è leggermente più grande di ieri» e misura 30 metri di diametro, si legge in un comunicato. Di conseguenza la Guardia costiera manterrà «misure di emergenza» per un periodo più lungo rispetto al previsto. In precedenza, la compagnia di stato russa fornitrice di gas Gazprom aveva annunciato che le fuoriuscite erano cessate in entrambi i gasdotti, ma che stava lavorando per «ridurre la pressione nella linea B del gasdotto nord Stream 2». Non è chiaro se l'allargamento della falla sia dovuto alla pressione nella linea B.

Lyman, le munizioni abbandonate dai soldati russi in fuga

16.18 – Scoperta nuova camera delle torture nella regione di Kharkiv
Una nuova camera della tortura usata dalle forze russe è stata scoperta in una cantina nel villaggio di Pisky-Radkivski, nella regione ucraina di Kharkiv, recentemente ripreso dall'esercito di Kiev. Lo ha reso noto la polizia ucraina in un messaggio su Telegram, citato da Ukrinform. «Un'altra camera di tortura degli occupanti russi. Dopo la liberazione, i nostri agenti di polizia documentano qui i crimini di guerra dell'esercito dei 'liberatori'. Quando i militari russi sono entrati nel villaggio, hanno cacciato la gente del posto dalle loro case e si sono stabiliti lì», si legge nel post. Nella camera di tortura, secondo la polizia di Kiev, gli invasori hanno tenuto i residenti locali in condizioni disumane. Le persone sono state intimidite, picchiate e maltrattate. «Gli occupanti russi hanno lasciato case saccheggiate, sporcizia e sudiciume: un marchio di fabbrica della 'pace russa'», aggiunge il messaggio.

16.00 – Reporter che protestò al tg inserita nella lista ricercati
È stata inserita nella lista dei ricercati l'ex giornalista televisiva russa Maria Ovsyannikova che la scorsa primavera aveva fatto irruzione negli studi durante il tg per protestare contro l'invasione dell'Ucraina. La reporter era stata incriminata per la diffusione di false informazioni sulle forze armate russe e ad agosto era stata posta agli arresti domiciliari, dai quali due giorni fa e' fuggita, rendendosi irreperibile insieme alla figlia di 11 anni, come ha denunciato l'ex marito. In caso di condanna, Ovsyannikova rischia fino a 10 anni di carcere.

15.40 – Sondaggio: sostegno record per adesione alla Nato. “A favore 83% dei cittadini, mentre 86% appoggia ingresso in Ue”
Il sostegno degli ucraini all'ingresso del Paese nella Nato, ripetutamente sollecitato dal presidente di Volodymyr Zelensky, ha raggiunto livelli record. Lo indica un sondaggio dell'istituto Rating, citato dall'Ukrainska Pravda, secondo cui in caso di referendum l'83% dei cittadini si esprimerebbe a favore – il numero più alto dall'inizio delle rilevazioni al riguardo –, mentre il 4% voterebbe contro e il 9% si asterrebbe. Il dato non è tuttavia omogeneo nell'intero territorio ucraino: le regioni dell'est, i "sì" alla Nato si fermerebbero al 69%, comunque in aumento rispetto al 55% rilevato a giugno. Inoltre, in un'eventuale consultazione, l'86% della popolazione sosterrebbe l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, contro il 3% di contrari e il 7% di indecisi, ha stimato lo stesso istituto di ricerca.

15.38 – Ambasciata russa: “Respinte dichiarazioni italiane su referendum”
L'ambasciatore russo a Roma, Sergei Razov, convocato alla Farnesina dal segretario generale del ministero, Ettore Sequi, che condannato i referendum farsa nelle quattro regioni ucraine occupate, «ha respinto categoricamente le dichiarazioni della parte italiana». È quanto si legge in una nota dell'ambasciata russa, che dà conto dell'incontro alla Farnesina di questa mattina. «L'ambasciatore – si legge – è stato invitato al ministero degli Esteri della Repubblica Italiana, dove è stato ricevuto dal segretario generale della Farnesina, ambasciatore Ettore Francesco Sequi. Nel corso del colloquio, il diplomatico italiano ha annunciato le valutazioni ufficiali concordate a livello dell'Ue sui referendum terminati il ​​27 settembre nelle repubbliche popolari di Donetsk e di Luhansk, nelle regioni di Kherson e di Zaporozhzhia, a seguito dei quali sono entrati a far parte della Federazione Russa». «Da parte sua, l'ambasciatore di Russia ha respinto categoricamente le dichiarazioni della parte italiana e ha esposto le sue posizioni in merito alle questioni che sono state toccate nello spirito di quanto disposto dal discorso del presidente della Federazione russa Vladimir Putin nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino il 30 settembre», conclude la nota.

15.18 – “Kiev chiede a Usa lanciarazzi più potenti condividendo target”, secondo la Cnn, ma Casa Bianca non ha approvato finora nuove armi
Nel tentativo di superare le resistenze a fornire sistemi lanciarazzi a più lunga gittata, il governo ucraino sta offrendo ora agli Usa una continua e piena visibilità della lista dei suoi target. Lo riferisce la Cnn citando dirigenti a conoscenza del dossier. Tale trasparenza darebbe essenzialmente il potere di veto a Washington sugli obiettivi ucraini e mira a convincere la Casa Bianca che mandare armi più potenti non porterebbe ad attacchi nel territorio russo. Kiev spera così di ottenere gli Army Tactical Missile Systems, o Atacms, missili terra-terra che possono raggiungere i 300 km di distanza, ossia quattro volte quella degli Himars già forniti dagli Usa. Ma l'amministrazione Biden non ha ancora approvato questo tipo di armamenti, temendo di violare la linea rossa indicata da Mosca. Inoltre l'idea di assumere un ruolo più attivo nelle discussioni sui target ucraini aumenta i timori di essere essere visti dal Cremlino più coinvolti nel conflitto.

15.12 – Svezia: fuga di gas da Nord Stream 2 non si è fermata. “È invece cresciuta di dimensioni”
La Guardia Costiera svedese ha dichiarato che una perdita dal gasdotto Nord Stream 2 non si è fermata ma è invece cresciuta di dimensioni, secondo le autorità svedesi. Dopo un sorvolo sui punti di fuoriuscita effettuato stamattina la perdita dal Nord Stream 1 non era più visibile e quindi si poteva dire che si era fermata. Tuttavia, «quella più piccola proveniente da Nord Stream 2 è invece leggermente più grande di ieri» e misura circa 30 metri di diametro, ha dichiarato la guardia costiera, come riporta Cnn. L'annuncio della guardia costiera è arrivato dopo che Gazprom ha dichiarato che tutte le perdite erano state fermate.

14.55 – Capo dipartimento museo Hermitage lascia incarico e la Russia
Dmitry Ozerkov, capo del dipartimento di arte contemporanea del Museo Hermitage di San Pietroburgo, si è dimesso dal suo incarico e ha lasciato la Russia. Lo riporta il Moscow Times. «Lascio perché non intendo avere nulla a che fare con la Russia odierna», ha scritto su Telegram.

14.50 – Soldati ucraini issano la bandiera nazionale nel villaggio di Myrolyubivka, appena liberato
Un video mostra i soldati ucraini che issano la bandiera nazionale a Myrolyubivka dopo aver liberato il piccolo insediamento nella regione di Kherson. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, ha dichiarato che le forze di Kyiv hanno liberato Myrolyubivka e Arkhanhelske.

14.28 – Repubblica ceca esorta connazionali a lasciare Russia
La Repubblica ceca ha esortato i propri cittadini a lasciare la Russia di fronte al peggioramento delle condizioni di sicurezza alla luce dell'invasione dell'Ucraina. Il ministero degli Esteri di Praga ha emesso un allerta, esprimendosi «fortemente contro i viaggi nei territori della Federazione russa». Appelli analoghi sono stati lanciati di recente anche da altri Paesi europei, tra cui Polonia, Romania e Bulgaria.

13.50 – Duma approva ingresso delle quattro regioni ucraine Domani il voto al Senato
La Duma, la camera bassa del Parlamento russo, ha approvato oggi i trattati presentati dal presidente Vladimir Putin per l'ingresso nella Federazione russa delle quattro regioni in cui si sono svolti i referendum di adesione: Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia. Il voto del Consiglio della Federazione, il Senato russo, è atteso per domani.

13.25 – Kiev: forze guadagnano terreno in aree liberate Humeniuk, in fase organizzazione operazioni evacuazione civili
Le Forze Armate ucraine continuano a combattere nella regione di Kherson e guadagnano terreno all'interno delle aree liberate: nel frattempo, alcuni insediamenti situati lungo la linea del fronte vengono colpiti dal fuoco nemico. Lo ha reso noto la responsabile del centro stampa di coordinamento congiunto delle Forze di Difesa del Sud dell'Ucraina, Natalia Humeniuk, secondo quanto riporta Ukrinform. «Continuiamo a condurre battaglie e a prendere piede nelle aree già liberate e in quelle che stanno ancora mantenendo la difesa. Inoltre, continuiamo a lavorare con i residenti locali lungo la linea di contatto, lungo la linea del fronte, negli insediamenti che sono sotto il fuoco nemico. Circa 45 insediamenti sono stati bombardati ieri, e questo significa che l'intensificazione del fuoco potrebbe danneggiare in modo significativo la popolazione locale», ha detto Humeniuk, aggiungendo che sono in fase di organizzazione le operazioni di evacuazione dei civili. Secondo Humeniuk, nelle aree occupate i russi visitano le famiglie in cerca di uomini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per arruolarli e rifornire così le loro unità militari.

13.10 – Peskov: i confini a Kherson? Li decideremo consultando le popolazioni
Il Cremlino – riferisce Afp – afferma che la Russia «si consulterà» con le popolazioni locali di due regioni ucraine che Mosca ha annesso la scorsa settimana, per determinare i confini esatti delle regioni da integrare nella Russia. «Continueremo a consultare le popolazioni di queste regioni», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riferendosi alle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia, parzialmente controllate dall'esercito ucraino.
Intanto il leader ceceno Ramzan Kadyrov, alleato del Presidente Vladimir Putin, ha dichiarato di voler inviare tre dei suoi figli adolescenti - di 14, 15 e 16 anni - sul fronte ucraino.

13.00 – Lituania dichiara “persona non grata” incaricato d'affari russo
La Lituania ha dichiarato «persona non grata» l'incaricato d'affari russo Sergei Ryabokon, che dovrà quindi lasciare il Paese entro cinque giorni: lo riporta l'agenzia Interfax citando una dichiarazione del ministero degli Esteri lituano ripresa a sua volta dall'agenzia Bns. Secondo il ministero lituano, la decisione «è stata presa tenendo conto delle informazioni fornite dalle autorità competenti, che avvalorano il fatto che le recenti azioni e dichiarazioni di Ryabokon sono incompatibili con lo status di diplomatico» e «possono essere considerate un'ingerenza negli affari interni dello Stato ospitante».

12.53 – Russia: a casa 300 persone mobilitate per sbaglio in Jacuzia 
Circa 300 persone residenti nella repubblica russa della Jacuzia, in Siberia orientale, sono tornate a casa dopo essere state convocate «per sbaglio» nell'ambito della mobilitazione ordinata da Putin per la guerra in Ucraina: lo riferisce il capo della Camera civica regionale Nikolay Bugayev, ripreso dall'agenzia di stampa statale russa Tass. «Circa 300 uomini mobilitati per errore sono tornati a casa, tutti sono nella repubblica», ha detto Bugayev secondo la Tass.

12.30 – Colloquio Farnesina-Razov: la minaccia sul nucleare mina la sicurezza globale. La nota del ministero dopo l'incontro tra Sequi e Razov
Il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, ha convocato questa mattina al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale l'Ambasciatore russo Sergey Razov, nel contesto di un'azione coordinata con i partner dell'Unione Europea. L'Ambasciatore Sequi – si legge nella nota della Farnesina – ha innanzitutto espresso la più ferma condanna dell'Italia per i referendum farsa, illegalmente condotti dalla Federazione Russa per annettere i territori occupati nelle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhia. Il Segretario Generale della Farnesina ha in seguito esortato le autorità russe a revocare tali atti illeciti, il cui esito l'Italia non intende riconoscere, e a ritirare immediatamente, completamente e senza condizioni le forze russe dal territorio ucraino. La minaccia di impiegare armi nucleari, le gravissime violazioni dei principi e delle regole della Carta delle Nazioni Unite minano gravemente la sicurezza globale. L'Ambasciatore Sequi ha quindi confermato la determinazione italiana ed europea ad aumentare la pressione nei confronti della Federazione russa affinché cessi l'aggressione, ribadendo il sostegno dell'Italia alla piena sovranità, indipendenza ed integrità territoriale dell'Ucraina.

11.55 – Francia aumenta invio armi, cannoni e blindati. Contratti già conclusi, presto le forniture
La Francia accelera l'invio di armamenti all'Ucraina e, dopo l'annuncio di nuovi cannoni "Caesar", Parigi ha in programma di fornire a Kiev una ventina di blindati "Bastion". Secondo il quotidiano La Tribune, l'annuncio della fornitura di 6 cannoni si aggiunge ai 18 "Caesar" già inviati. Il contratto sarebbe quasi concluso, la consegna avverrà in tempi strettissimi. Il Bastion è un blindato di 12,5 tonnellate e 10 posti, L'aumento degli aiuti francesi all'Ucraina giunge dopo la pubblicazione di uno studio che mette in rilievo lo scarso invio di armi da parte della Francia. Secondo l'Istituto di studi strategici, la Francia sarebbe in 9/a posizione con l'1,4% delle forniture, rispetto al 49% degli Stati Uniti, al 22% della Polonia, al 9% della Germania.

11.52 – Cremlino: emotivo appello di Kadyrov su nucleare bassa intensità
Il Cremlino ha respinto come «emotivo» l'appello del leader ceceno Ramzan Kadyrov di utilizzare armi nucleari a basso rendimento in Ucraina, dopo che le truppe di Mosca sono state costrette a lasciare Lyman, a est, dalle forze ucraine. «Questo è un momento di grande emotività», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov durante un briefing quotidiano con i giornalisti, riferendosi alle dichiarazioni dell'alleato del presidente russo Vladimir Putin. «Nel nostro Paese, l'uso delle armi nucleari avviene solo sulla base di quanto affermato nella dottrina pertinente», ha affermato Peskov.

11.50 – Cremlino: monitoriamo da vicino la richiesta di Kiev alla Nato. “L'orientamento dell'Ucraina ha causato l'operazione speciale”
«Stiamo monitorando questa decisione molto da vicino. E ricordiamo che l'orientamento dell'Ucraina verso la Nato e la conferma della sua futura adesione alla Nato sono stati uno dei motivi dell'operazione militare speciale». Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ai giornalisti, come riportano le agenzie russe

11.46 – Russia blocca accesso a Soundcloud “diffonde fake news”
L'autorità di regolamentazione delle comunicazioni russa, il Roskomnadzor, ha bloccato l'accesso a Soundcloud, servizio di audio streaming, perché avrebbe veicolato «informazioni false» su quella che Mosca ha chiamato «operazione militare speciale» in Ucraina. L'accesso al servizio è stato bloccato su richiesta dell'Ufficio del Procuratore Generale della Federazione Russa. Le informazioni in questione riguardavano la forma e i metodi della cosiddetta operazione speciale. Il Roskomnadzor ha precisato che l'accesso al servizio è limitato a causa della mancata eliminazione di questi materiali sulla piattaforma. Se le informazioni verranno rimosse, la risorsa verrà sbloccata, si chiarisce. SoundCloud, servizio che viene utilizzato soprattutto da musicisti indipendenti e autori di podcast, è accusato in particolare di aver violato l'articolo 15.3 della legge sull'informazione. La norma disciplina le restrizioni di quei contenuti che riguardano inviti a rivolte di massa, alla partecipazione ad azioni non autorizzate, incitano all'estremismo e che veicolano notizie ritenute false.

11.42 – Nord Stream: Cremlino, impossibile dare tempi recupero
Il gasdotto Nord Stream può e deve essere riparato, ma i tempi non sono chiari. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Lunedì i giornalisti hanno chiesto a Peskov se ci fosse un lasso di tempo per iniziare le riparazioni dell'oleodotto. «No, non c'è ancora. Sappiamo solo che dovrebbero essere riparati», ha detto Peskov. «Quelle aree devono ancora essere esaminate per capire cosa sta succedendo lì e per valutare l'entità del disastro», ha detto. «Non è chiaro su quale cooperazione internazionale possiamo contare in questa situazione, considerando la posizione isterica e antagonista dell'Occidente sul nostro Paese», ha risposto Peskov.

11.40 – Finlandia convoca ambasciatore russo dopo referendum
Il ministero degli Esteri finlandese ha convocato l'ambasciatore russo a causa dei referendum tenuti da Mosca nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nonché nelle autoproclamate Repubbliche Popolari di Zaporizhzhia e Kherson. Lo ha reso noto il ministero su Twitter precisando che la decisione è stata presa «per esprimere la più ferma condanna» dei referendum nei territori in questione. Lo riporta la Tass. Nel messaggio il ministero ha definito i referendum «una vergogna», affermando che essi rappresentano «una palese violazione della sovranità dell'Ucraina, dell'integrità territoriale dell'Ucraina e della Carta delle Nazioni Unite».

11.35 – Cremlino, sul Nord Stream l'Occidente è isterico. “Non è chiaro con chi collaborare per ripristinare il flusso”
«Non è chiaro con chi collaborare per ripristinare il flusso di Nord Stream» perché l'Occidente «é isterico» sulla vicenda. Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov come riporta Ria Novosti.

11.33 – Mosca, uso nucleare possibile secondo la nostra dottrina. Il portavoce del Cremlino: “Ma solo in base a quella”
«L'uso delle armi nucleari da parte della Russia è possibile solo in accordo con la sua dottrina» sulla deterrenza. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov citato dalla Tass.

11.30 – Filorussi Kherson: “Kiev avanza, situazione tesa”
Negli ultimi giorni si è rafforzata l'offensiva delle truppe ucraine nell'Est e nel Sud del Paese; e dopo la liberazione di Lyman, nella provincia orientale di Donetsk, le autorità imposte dalla Russia nella provincia meridionale di Kherson ammettono che i soldati ucraini sono riusciti a sfondare le linee russe anche in altri punti. Vladimir Saldo, il leader imposto dalla Russia nella provincia di Kherson, ha ammesso che i soldati di Kiev sono avanzati in diversi punti della regione, prendendo il controllo di diverse città. «(La situazione) è tesa, mettiamola così», ha detto Saldo alla televisione pubblica russa.

11.25 – Cremlino: La Russia consulterà i residenti sui confini delle regioni ucraine annesse
Il Cremlino ha dichiarato lunedì che si consulterà con i residenti di due delle regioni ucraine che ha annesso la settimana scorsa – Kherson e Zaporizhzhia – su come definire i loro confini. «Continueremo a consultarci con le persone che vivono in queste aree», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. La scorsa settimana la Russia ha formalmente rivendicato l'annessione di quattro territori ucraini, ma nessuno è pienamente sotto il controllo delle forze di Mosca e l'Ucraina continua ad avanzare nel sud.

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11.10 – Kadyrov manda i figli minorenni a combattere
Il leader ceceno Ramzan Kadyrov manda i suoi tre figli minorennni a combattere in Ucraina: lo ha annunciato lui stesso. Secondo Kadyrov, i ragazzi «andranno sulla linea del fronte e saranno schierati nella sezione più difficile della linea di contatto». Gli adolescenti – Akhmat, Eli e Adam – hanno rispettivamente 16, 15 e 14 anni.

11.03 – Ambasciatore russo arrivato alla Farnesina
L'ambasciatore russo Serghey Razov è arrivato alla Farnesina per un colloquio con il segretario generale Ettore Sequi. Il diplomatico è stato convocato dal governo italiano nell'ambito di un'iniziativa coordinata della UE, per comunicare che non si riconoscono i referendum in Ucraina convocati da Mosca e le annessioni.

11.00 – Zelensky: guadagnato terreno in regioni Kherson e Donetsk
L'Ucraina «ha guadagnato terreno nelle regioni di Kherson e Donetsk». Lo ha detto nella sua dichiarazione notturna su telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, lo riportano i media locali. Secondo Zelensku i successi militari non si limitano alla liberazione della città di Lyman ma «sono stati liberati anche gli insediamenti di Arkhanhelske e Myrolyubivka nella regione di Kherson». «Ciò significa che la Russia non detiene l'intero territorio di nessuna delle aree dell'Ucraina occupata di cui ha annunciato l'annessione», ha fatto notare.

10.45 – Kiev: bombe russe su Chasiv Yar, colpito dormitorio scolastico
I russi hanno bombardato Chasiv Yar nella regione di Donetsk, colpito un dormitorio di un istituto scolastico. Lo ha scritto su telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. Lo riferisce Ukrinform.

10.33 –  Zelensky lancia la campagna “Per cosa ci battiamo”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato la popolazione ad aderire alla campagna mediatica 'What We Are Fighting For' ('Per cosa ci battiamo'), chiedendo ai cittadini di dire al mondo per cosa stanno combattendo. «Gli ucraini sanno bene per cosa stanno combattendo – ha scritto su Facebook il capo di Stato ucraino, secondo quanto riporta Ukrinform – . Per le persone che amiamo e per quelle che ci ispirano. Le città e i villaggi, veri luoghi di potere. I valori per cui vale la pena combattere contro il nemico. La possibilità di vivere a casa propria e di essere proprietari della propria terra. La possibilità di costruire il futuro che vogliamo. Per qualcosa che ci incoraggi a fare ciò che sembra impossibile. Unitevi all'azione '#WhatWeAreFightingFor' e dite al mondo che cosa è importante per voi». Zelensky ha inoltre invitato tutti a condividere le loro storie con foto e video dei luoghi preferiti in Ucraina sulle pagine dei social con il tag 'Ukraine.ua' e ad aggiungere l'hashtag '#WhatWeAreFightingFor' in modo che il maggior numero possibile di persone possa vederle.

10.31 – Intelligence Gb: Putin allude a errori mobilitazione e ne rivela le disfunzioni
Riconoscendo tempestivamente l'esistenza di problemi nella 'mobilitazione parziale' per l'Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ne ha di fatto rivelato il cattivo funzionamento. Lo scrive l'intelligence britannica, nell'ultimo rapporto sulla situazione divulgato dal ministero della Difesa di Londra. «Il 29 settembre 2022 – vi si legge – il presidente Putin si è rivolto al suo Consiglio di sicurezza nazionale in merito alla 'mobilitazione parziale' che aveva annunciato il 21 settembre. Putin ha dichiarato: 'Durante questa campagna di mobilitazione vengono sollevate molte domande e dobbiamo correggere prontamente i nostri errori e non ripeterli». «L'insolitamente rapido riconoscimento dell'esistenza di problemi da parte di Putin – si legge ancora – mette in evidenza le disfunzioni nella mobilitazione durante la sua prima settimana. È probabile che i funzionari locali non siano chiari sulla portata esatta e sulla logica della campagna. Quasi sicuramente hanno arruolato del personale che esula dalle caratteristiche indicate da Putin e dal ministero della Difesa. E mentre i riservisti arruolati continuano a radunarsi nei campi di transito, è probabile che i funzionari russi stiano compiendo ogni sforzo per assicurare un addestramento e trovare ufficiali per guidare le nuove unità»

10.26 – Mosca: “Regioni annesse sono nuovi confini Russia”
«I confini delle regioni autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk e delle regioni occupate di Kherson e Zaporizhzhia "sono il confine di stato della Federazione Russa». È quanto si legge nel testo degli accordi tra le quattro regioni e la Russia pubblicate nella sezione informazioni legali del sito internet del Cremlino. Lo riporta Ria Novosti

10.22 – In Turchia vertice tra Sullivan e consiglieri Zelensky e Erdogan
Il Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Joe Biden, Jake Sullivan ha incontrato ieri in Turchia Il capo dell'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriyi Yermak, e il portavoce del capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin . Lo ha fatto sapere Yermak in un messaggio su Twitter dove ha pubblicato una foto dell'incontro. «Abbiamo discusso della guerra in Ucraina, delle nostre relazioni bilaterali e di questioni regionali», ha scritto Kalin su Twitter pubblicando foto di incontri separati con Yermak e Sullivan. «In questo periodo difficile e critico, i nostri sforzi continueranno per porre fine alla guerra e stabilire la pace nell'intera regione», ha aggiunto il portavoce di Erdogan a proposito dell'incontro

10.15 – Forze armate Kiev, liberato villaggio Torske in Donetsk
Il portavoce del gruppo orientale delle forze armate ucraine, Serhiy Cherevaty, ha annunciato la liberazione del villaggio di Torske nella regione di Donetsk. Lo riporta Ukrinform

10.11 – Anche la Polonia convoca l’ambasciatore russo al Mae
Come la Germania e l'Italia, anche la Polonia ha convocato l'ambasciatore russo presso il ministero degli Esteri. Lo riferisce l'agenzia russa Tass precisando che l'ambasciatore, Sergey Andreev, e' stato convocato per la questione dell'annessione alla Russia di 4 regioni ucraine (Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson)

10.04 – Mosca pubblica i trattati di annessione delle 4 regioni
Sul portale delle informazioni legali del Cremlino sono stati sono stati pubblicati i trattati sull'annessione delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia e delle autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk. Lo riporta la Tass. I documenti sono stati firmati da Vladimir Putin e dai leader regionali al Cremlino il 30 settembre

10.02 – Sindaco Melitopol: “Iniziata la mobilitazione forzata”
Le forze russe hanno iniziato la mobilitazione forzata della popolazione locale nel distretto occupato di Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia (sud), appena annessa alla Russia dopo i referendum farsa: lo ha reso noto oggi il sindaco della città, Ivan Fedorov, secondo quanto riporta Unian. «Gli uomini hanno appena iniziato a essere presi per le strade. Abbiamo avuto un gran numero di casi durante il fine settimana in cui (i russi, ndr) si avvicinano semplicemente a uomini di età diverse, con diversa forma fisica e chiedono loro di andare all'ufficio del comandante per essere registrati»

09.46 – Fukuyama: “A giorni crollo russo molto più grande”
«Un crollo russo molto più grande si verificherà nei prossimi giorni»: lo ha scritto su Twitter il politologo statunitense Francis Fukuyama commentando gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina.

09.30 –Kiev, 60.430 soldati russi uccisi da inizio guerra
Circa 60.430 soldati russi sono stati uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione, inclusi 320 nella giornata di ieri, secondo l'esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l'esercito ucraino indica che si registrano anche 265 caccia, 228 elicotteri e 1.026 droni abbattuti. Lo riporta Ukrinform. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 2.380 carri armati russi, 1.405 sistemi di artiglieria, 4.991 veicoli blindati per il trasporto delle truppe oltre a 15 navi e 246 missili da crociera

09.14 – Guerra spinge in Italia falso Made in Italy
Sale a 120 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. E' l'allarme lanciato da Coldiretti in occasione della Settimana dell'Anticontraffazione dal ministero dello Sviluppo economico (Mise). «Il risultato è che per colpa del cosiddetto 'italian sounding' nel mondo – stima la Coldiretti –  oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese». «In testa alla classifica dei prodotti più taroccati - ricorda l'associazione – ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano».

08.57 – Rimandati a casa metà dei mobilitati nella regione di Khabarovsk, rimosso il commissario militare
Circa la metà dei russi mobilitati nella regione di Khabarovsk sono stati rimandati a casa in quanto non soddisfacevano i requisiti richiesti per combattere in Ucraina. Lo ha spiegato il governatore della regione russa di Khabarovsk, Mikhail Degtyarev, che su Telegram ha affermato che «in 10 giorni diverse migliaia di nostri connazionali sono stati chiamati e sono arrivati negli uffici di registrazione per l'arruolamento militare». Ma «circa la metà di loro sono tornati a casa perché non soddisfacevano i criteri di selezione per entrare nel servizio militare», ha aggiunto. Degtyarev ha anche annunciato la rimozione commissario militare della regione russa di Khabarovsk, Yuri Laiko, come conseguenza della mobilitazione mal riuscita. Ma questo, ha aggiunto, non influirà sui piani annunciati dal presidente russo Vladimir Putin lo scorso 21 settembre.

08.55 – Cina: minaccia nucleare aggiunge solo benzina su fuoco
Sventolare la minaccia di una guerra nucleare «non aiuterà a disinnescare la situazione in Ucraina, ma aggiungerà solo benzina sul fuoco». È quanto dichiarato a Ria Novosti dal servizio stampa del Ministero degli Esteri cinese. «Pechino invita tutte le parti a mostrare moderazione e sostenere gli sforzi diplomatici per un accordo», si legge ancora.

08.39 – Kiev: 416 bambini uccisi dall'inizio dell'invasione Procuratore Generale, i feriti sono 784
Almeno 416 bambini sono stati uccisi dalle forze russe in Ucraina dall'inizio dell'invasione il 24 febbraio scorso: lo ha reso noto su Telegram l'ufficio del Procuratore Generale di Kiev, secondo quanto riporta Ukrinform. I bambini feriti sono almeno 784.

08.37 – Governatore Belgorod: Kiev attacca villaggio confine, un morto
Le forze armate di Kiev avrebbero colpito il villaggio russo di Golovchino al confine con le regioni ucraine di Sumy e Kharkiv. Lo ha reso noto il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov. Lo riporta Ria Novosti. Ci sarebbe una donna di 48 anni deceduta.

08.16 – Russi proseguono mobilitazione in territori occupati
Le forze armate russe stanno continuando la mobilitazione forzata nei territori occupati dell'Ucraina. Lo riporta il Kyiv Independent. Secondo il comando operativo meridionale delle forze militari di Kiev i russi stanno facendo «il giro delle case» compilando elenchi di uomini in età di leva.

08.10 – Bombe russe nella notte su Zaporizhzhia
Le forze russe hanno lanciato la notte scorsa un attacco missilistico contro la città di Zaporizhzhia, nell'Ucraina meridionale: alcune infrastrutture sono state distrutte e ci sono vittime. Lo hanno reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare dell'omonima regione, Oleksandr Starukh, e il portavoce del Consiglio comunale della città, Anatolii Kurtieve. Lo riporta la Ukrainska Pravda. «Il nemico ha lanciato un attacco missilistico sul centro dell'Oblast (la città di Zaporizhzhia, ndr). Si stanno raccogliendo informazioni sui danni e sulle vittime», ha scritto Starukh. Da parte sua, Kurtiev ha aggiunto che alcune infrastrutture della città sono state distrutte e ci sono vittime. Tra le strutture danneggiate anche un centro di riabilitazione per bambini con esigenze speciali, ha detto Starukh aggiungendo che una persona è stata ferita ed è ricoverata in ospedale.

08.00 – Kiev: riconquista Lyman “chiave” per progressi nel Lugansk, afferma il governatore della regione Serhiy Gaidai
Il controllo della città di Lyman da parte delle forze di Kiev potrebbe rivelarsi un «fattore chiave» per aiutare l'Ucraina a recuperare il territorio perduto nella vicina regione di Lugansk: lo ha detto il governatore del Lugansk, Serhiy Gaidai, secondo quanto riporta il Guardian. La riconquista di Lyman, ha sottolineato Gaidai, rappresenta la più grande perdita sul campo subita dalla Russia dopo la fulminea controffensiva ucraina nella regione nord-orientale di Kharkiv il mese scorso. Le forze russe, ha ricordato il governatore, avevano catturato Lyman a maggio e la usavano come centro logistico e di trasporto per le operazioni nel nord della regione di Donetsk. Secondo il ministero della Difesa britannico l'importanza strategica di Lyman è dovuta alla sua posizione di comando su un ponte stradale sul fiume Siverskyi Donets, dietro il quale la Russia sta cercando di consolidare le proprie difese.

07.25 – Kiev: oltre 35 villaggi colpiti da russi in 24 ore. Stato maggiore, lanciati 11 missili e 10 raid aerei
Le forze russe hanno lanciato 11 missili e 10 raid aerei contro oltre 35 insediamenti ucraini nelle ultime 24 ore: lo riferisce lo Stato maggiore delle forze armate ucraine sulla sua pagina Facebook, secondo quanto riporta Unian. «Nelle ultime 24 ore gli invasori hanno lanciato 11 missili e 10 attacchi aerei, hanno effettuato più di 65 bombardamenti con (sistemi a lancio multiplo, ndr) Mlrs – si legge in un comunicato –. Più di 35 insediamenti hanno subito attacchi nemici. Tra questi ci sono Redkodub, Slavyansk, Kramatorsk, Belogorovka, Bakhmut, Netaylove, Vodyanoye, Maryinka, Vremevka, Kryvyi Rih, Zaporizhzhia, Zaliznichnoe e Mykolaiv».

07.19 – Oggi alla Duma la ratifica delle annessioni delle 4 regioni ucraine
Il Parlamento russo, la Duma, è chiamato a ratificare oggi l'annessione delle quattro regioni dell'Ucraina nelle quali si è svolto quelli che la comunità internazionale ha definito referendum farsa. Lo ha annunciato il presidente della camera bassa del Parlamento russo Vyacheslav Volodin riferendosi alle regioni di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, il 18 per cento del totale del territorio ucraino.

06.11 – Austin: possibile Putin usi atomica ma nessun segno su decisione. “Decide solo lui, non ci sono controlli” sullo zar
«Per essere chiari, chi decide è uno. Non ci sono controlli su Putin. Come ha preso la decisione irresponsabile di invadere l'Ucraina, potrebbe prenderne un'altra. In questo momento però non vedo nulla ora che mi faccia credere che l'abbia già preso una decisione del genere»: lo ha detto il capo del Pentagono Lloyd Austin in una intervista alla Cnn commentando le minacce nucleari del presidente russo. Austin ha condannato le «annessioni illegali del territorio ucraino» e ha definito le minacce di Putin di usare «ogni mezzo disponibile» una «dichiarazione irresponsabile... questo tintinnio della sciabola nucleare non è il tipo di cosa che ci aspetteremmo di sentire dai leader di grandi paesi con capacità atomiche».

06.09 – Ambasciatore del Lugansk: liberare subito nuove regioni russe
Rodion Miroshnik, ambasciatore della Repubblica di Lugansk in Russia, ha affermato che la piena liberazione delle nuove regioni russe è una condizione necessaria affinché si raggiunga la pace nelle repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk e le regioni di Kherson e Zaporozhye. «La liberazione dei territori occupati e la smilitarizzazione del nemico è una condizione necessaria per l'instaurazione della pace e della sicurezza nei territori che sono diventati parte della Russia. L'Occidente ha dichiarato una guerra di annientamento, quindi per sopravvivere dobbiamo vincere», ha detto alla Tass. «È giunto il momento in cui la Russia si sta concentrando per contrattaccare, liberare e difendere i suoi territori. E le ostilità non potranno che intensificarsi ora».

06.05 – Governatore Sumy: colpite case e scuola da attacchi russi
Il governatore del territorio di Sumy, Dmytro Zhyvytskyi, ha riferito che le forze russe hanno colpito le comunità di Yunakivka e Khotin almeno 56 volte. Lo riferisce Kyiv Independent. A seguito dei bombardamenti, 10 case e la scuola locale sono state gravemente danneggiate, comprese le aule, la sala da pranzo e il cortile, nonché due auto parcheggiate. Le linee elettriche, un gasdotto, una torre dell'acqua e un trasformatore sono stati danneggiati. In un cortile, un capannone è stato raso al suolo. Non ci sono state vittime umane.

05.40 – Senatore Usa: Putin potrebbe colpire la Polonia
Il senatore americano Marco Rubio teme che la Russia possa colpire un centro di fornitura di armi in Polonia. In un'intervista alla Cnn, il repubblicano ha detto che se il presidente russo Vladimir Putin fosse convinto di poter perdere la guerra a causa delle forniture di armi occidentali all'Ucraina potrebbe colpire i centri logistici «dove stanno arrivando tali rifornimenti», inclusa la Polonia.

00-02 – Petraeus: se uso nucleare? Elimineremo forze russe in Ucraina
Gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, «eliminerebbero» le forze russe in Ucraina se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari in Ucraina. Ad affermarlo intervenendo ad Abc è il generale in pensione ed ex capo della Cia, David Petraeus. Per Petraeus le potenze occidentali devono prendere sul serio le minacce alle armi nucleari della Russia. «Solo per darvi un'ipotesi» nel caso «penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea e ogni nave nel Mar Nero», ha spiegato Petraeus. Un attacco nucleare «non potrebbe rimanere senza risposta. Ma non deve essere per forza una risposta maggiore: non è nucleare per il nucleare. Non si vuole, di nuovo, entrare in un'escalation nucleare ma devi dimostrare che questo non può essere accettato in alcun modo».

Le notizie e gli aggiornamenti di ieri, 2 ottobre

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