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De Guindos (Bce): “Avanti coi rialzi dei tassi, a dicembre i dettagli del Quantitative Tightening. Il picco dell'inflazione è vicino”

Il vicepresidente dell'Eurotower pone l'attenzione sui rischi per la stabilità finanziaria dell'area euro. Ma sull'Italia dice: «Posizione solida, i conti pubblici sono in ordine»

Fabrizio Goria
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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La Banca centrale europea è pronta ad alzare ancora i tassi e annunciare a dicembre i dettagli del Quantitative tightening, la restrizione di bilancio. Ignorare una recessione lieve è possibile, poi si vedrà. Luis de Guindos, vicepresidente della Bce, non è preoccupato dal fronte del Nord che chiede più aggressività contro l’inflazione. «Abbiamo imparato dai nostri errori», ha ammesso durante il forum a porte chiuse organizzato dalla Analysis di Carlo Maria Pinardi a Milano. Il contesto, dice De Guindos, resta «difficile» e «in peggioramento», specie sul versante della stabilità finanziaria. Nuove turbolenze dovute al mercato dell’energia «non si possono escludere». Ma, nel caso dell’Italia, la situazione è «solida» e c’è «assoluto ottimismo» sulla tenuta del Paese in caso di stress.

A metà dicembre la Bce vivrà una situazione complicata. Da un lato i Baltici, così come Germania, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Slovenia e Slovacchia. Dall’altro i Paesi del Sud. I primi chiedono un nuovo rialzo da 75 punti base, il terzo consecutivo. I secondi chiedono gradualità perché sanno che la recessione potrebbe sfiorare il segmento dei servizi, e quindi trasferirsi dall’industria all’economia reale. «Abbiamo sbagliato molto all’inizio della pandemia – ha concesso De Guindos –. Pensavamo ci sarebbe stata una sequela di fallimenti imprenditoriali, ma non c’è stata». Ora, però, «la situazione è cambiata». Le imprese, fa notare alla platea di imprenditori e banchieri, «stanno cominciando ad andare in sofferenza, così come le famiglie più povere». Ed è per questo che «la politica fiscale (quindi dei governi, ndr) dovrebbe essere più attenta, più mirata e selettiva nel fornire sostegni ai più vulnerabili».

La preoccupazione di Francoforte riguarda un fronte multiplo. «C’è un chiaro deterioramento della stabilità finanziaria nell’eurozona», ha rimarcato De Guindos. Ma le fiammate dei prezzi sono un pericolo maggiore che una lieve recessione. Le decisioni del Board non sono scontate e saranno prese «riunione per riunione». Anzi, «match by match», partita per partita, ha sottolineato sorridendo De Guindos parlando della sua squadra del cuore, l’Atletico Madrid. Che non sta vivendo, spiega con rammarico, un momento favorevole nel campionato iberico. Ma anche ha le carte in regola per riprendersi. E poi l’inflazione. Resterà a doppia cifra per parte del prossimo anno. Solo nella seconda metà inizierà a calare. Il picco, tuttavia, potrebbe essere vicino.

Anche per questa ragione occorrerà avere un approccio pragmatico verso la normalizzazione della politica monetaria. A dicembre ci si attende un primo annuncio del Qt passivo sull’Asset purchase programme (App). Data d’inizio del restringimento? Non oltre il secondo trimestre del 2023. Anche qui, spiega De Guindos, i dati saranno la base di partenza della discussione. Per esempio, se la recessione sarà più severa del previsto, allora il ritmo sarà ricalibrato.

Non è mancato un riferimento all’Italia. Secondo il numero due dell’istituzione di Francoforte, «politiche pubbliche molto prudenti e caute negli ultimi anni hanno fatto bene al Paese, che è l’unico con la Germania che ha registrato un surplus di bilancio». Il problema dell’Italia, e De Guindos lo ribadisce più volte, non sono le finanze pubbliche, bensì la crescita economica. «Le banche sono solide, hanno conti in ordine», dice. E non è preoccupato da eventuali situazioni di fermento sui mercati: «L’Italia può gestire bene le future turbolenze. Deve focalizzarsi sull’espansione economica».

Esplicita citazione anche per le criptovalute, dopo il pirotecnico collasso di FTX, con un contagio che si sta propagando anche ad altre realtà, come Genesis, Solana e Binance. Secondo il vice di Christine Lagarde le criptomonete sono rischiose, e le persone finora non hanno capito bene come maneggiare questo asset. Le piattaforme come FTX hanno una governance inesistente, ha fatto notare alla platea. Per questo, dice, bisogna continuare a monitorare, aumentare regolamentazione e sorveglianza, senza dimenticare la protezione dei consumatori. Inoltre, ha affermato, ci sono conseguenze anche dai rialzi dei tassi: «La nostra normalizzazione ovviamente sta avendo un impatto anche sulle cripto». E poi il monito. «Non sarei sorpreso che ci fosse un’altra FTX», ha detto De Guindos. Occhi puntati al rischio contagio.

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