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Will Hill, espulso dalla Danimarca per le regole post-Brexit: deve tornare a Londra. “Il mio matrimonio è a rischio”

Il 37enne, cittadino britannico, afferma di non essere stato informato della scadenza del 31 dicembre 2021 per presentare la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno: ora le sue nozze sono in dubbio

CATERINA STAMIN
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Creato da

Foto di Will Hill assieme alla sua fidanzata

 

Espulso dalla Danimarca perché non sapeva di dover rinnovare la domanda per rimanere nel Paese dopo la Brexit. È la storia di Will Hill, 37 anni, con una vita nel Paese scandinavo e in programma il matrimonio a gennaio dell’anno prossimo. Ma le nozze ora dovranno attendere, così come la vita insieme alla sua fidanzata: al giovane è stato ordinato di lasciare il Pese entro domenica. La sua domanda di soggiorno, presentata con tre settimane di ritardo, è stata respinta così come il ricorso alle autorità per l'immigrazione.

Hill è uno dei circa 300 cittadini britannici che hanno richiesto un permesso di soggiorno in Danimarca dopo la scadenza del 31 dicembre 2021: non era a conoscenza del fatto che avrebbe dovuto richiedere nuovamente un permesso di soggiorno dopo la Brexit, quindi ha presentato la sua domanda in ritardo. E ora non c’è niente che possa fare: deve tornare a Londra, lasciandosi a migliaia di chilometri la sua carriera nella sicurezza informatica e soprattutto la compagna Ida Bøgelund Larsen, «preoccupata, confusa e nervosa».

Il giovane ha raccontato che gli è stato chiesto di fornire «informazioni sul mio lavoro, la mia vita personale, il mio rapporto con la mia compagna, tutto. Mi hanno anche chiesto fotografie di me e Ida». Ma alla fine «mi hanno rifiutato il visto di soggiorno perché ho mancato una scadenza. Non erano affatto interessati al fatto che mi sono integrato nel Paese, che lavoro a tempo pieno, che pago le tasse. Tutto questo non sarebbe successo se non fosse stato per la Brexit, perché sarei stato trattato come un cittadino dell'UE».

Nonostante lo sconforto, non ha altra scelta che tornare a casa dai suoi genitori nel Surrey, contea dell'Inghilterra sud-orientale. Ma spera di tornare presto a casa, ottenendo un visto in base alle regole del ricongiungimento familiare, e di potersi sposare in Danimarca a fine di gennaio. Il Paese scandinavo, ha denunciato Hill, «sta usando l'incompetenza dei propri servizi di immigrazione come scusa per deportare i cittadini del Regno Unito».

Il giovane non è il solo a dover cambiare vita non per sua scelta. Due settimane fa anche un altro cittadino britannico, Philip Russell, ha raccontato la stessa storia. Come Hill, non sapeva di dover presentare domanda per rimanere in Danimarca e, così, passata la scadenza per chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno, gli è stato ordinato di andarsene entro il 6 dicembre perché la sua domanda era in ritardo di quattro giorni. 

«Devi lasciare la Danimarca entro e non oltre un mese dalla data odierna, il che significa entro e non oltre il 6 dicembre 2022 – recitava l’avviso che ha ricevuto –. In conseguenza della nostra decisione, inoltre, non hai più il diritto di lavorare in Danimarca senza un permesso di lavoro. Pertanto, informeremo il tuo datore della nostra decisione». Questo significa, sono state le parole di Russell, «che perderò il mio lavoro, la mia casa, la mia fidanzata, verrò scaricato di nuovo a Londra». «Sono devastato».

La fidanzata di Russell ha dichiarato di provare «vergogna» per le decisioni del suo Paese. «Sento che stiamo combattendo contro un sistema che semplicemente non ci vuole aiutare. Hanno stabilito delle regole così dure. Voglio dire, espellere qualcuno per quattro giorni di ritardo per una domanda che non ci hanno mai detto che dovevamo fare? Devo ammettere che mi vergogno molto del mio Paese, di tutti gli Stati membri dell'UE, che stanno trattando i cittadini in questo modo».

Mads Fuglede, portavoce del partito liberale, ha invitato il dipartimento danese per l'immigrazione (Siri) a riesaminare i casi dei circa 290 britannici che hanno presentato domanda di permesso di soggiorno in ritardo. La comunicazione ai cittadini britannici, sulla necessità di richiedere nuovamente i diritti di residenza post-Brexit, «è stata insoddisfacente e non ha funzionato», ha spiegato Fuglede al quotidiano Politiken.

Un portavoce della Siri ha dichiarato che il dipartimento ha fatto «ogni sforzo» per garantire che il processo di richiesta fosse il più semplice possibile e ha spiegato che il governo ha lanciato «campagne informative con ampie informazioni sulle conseguenze della Brexit e con indicazioni su come presentare domanda». «Le autorità danesi – ha aggiunto – accetteranno le domande tardive, se ci sono ragionevoli motivi per non rispettare la scadenza».

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