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Guerra Russia-Ucraina, Donetsk e Luhansk sotto attacco: civili giustiziati in strada. Kiev accusa Mosca:“Usa granate chimiche proibite”

(reuters)

Zaporizhzhia ancora bombardata. G7 e Australia approvano l’accordo Ue sul price cap al petrolio russo. Fuga da Kherson, colpito un centro oncologico

A CURA DELLA REDAZIONE
Aggiornato 2 minuti di lettura

Ancora una volta le bombe russe sono cadute sul distretto di Nikopol, nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Danneggiati gasdotti e reti elettriche. Nessun ferito ma decine di edifici colpiti tra abitazioni e fabbricati agricoli. E ancora una volta parte così, dal terreno, la lettura della strategia di Mosca in Ucraina: i russi stanno aspettando che arrivi il gelo per sferrare il colpo più duro al Paese, secondo il capo dell'ufficio presidenziale a Kiev Mykhailo Podolyak. «Mi sembra che ora le tattiche della Russia siano leggermente cambiate: stanno aspettando che la temperatura scenda a meno dieci gradi e solo allora vogliono sferrare il colpo più duro all'Ucraina. Vogliono farci congelare», ha affermato Podolyak. Mentre a Kherson l'incubo sembra infinito: la regione è stata bombardata 28 volte in 24 ore e sotto il fuoco russo è finito anche il centro oncologico.

Intanto, mentre il Cremlino annuncia la possibilità di una visita «a tempo debito» di Vladimir Putin, immagini satellitari rilanciate dalla Bbc, mostrano che Mosca sta consolidando la sua presenza militare, in particolare a Mariupol, la città portuale catturata nei mesi scorsi, dove sta costruendo una nuova grande base militare. Le foto mostrano un nuovo complesso a forma di U vicino al centro della città: sul tetto la stella rossa, bianca e blu dell'esercito russo con la scritta «dall'esercito russo al popolo di Mariupol». Le forze di Mosca hanno assediato la città per quasi tre mesi all'inizio della guerra e hanno lasciato la città in gran parte in rovina. Funzionari ucraini stimano che fino al 90% delle infrastrutture sia stato distrutto dai bombardamenti russi e le nuove immagini satellitari suggeriscono che Mosca abbia iniziato a demolire molti degli edifici residenziali rimasti inagibili e irreparabili.

La guerra della Russia in Ucraina si combatte anche sul tavolo della crisi energetica. Mosca ha fatto sapere che non accetterà un prezzo massimo per il petrolio russo, fornito via mare, a 60 dollari al barile, così come stabilito dai paesi dell'Ue. Anche i paesi del G7 e l'Australia si sono uniti all'Unione Europea per l'adozione del price cup sul petrolio russo. Un passo fondamentale dal momento in cui le sanzioni occidentali mirano a riordinare il mercato globale del petrolio per prevenire l'impennata dei prezzi e privare il presidente russo Vladimir Putin dei finanziamenti per la guerra in Ucraina. «Ora stiamo analizzando la situazione. Sono stati fatti alcuni preparativi per un tale massimale. Non accetteremo questo massimale e come sarà organizzato il lavoro. Dopo l'analisi, che sarà rapidamente effettuata, riferiremo», ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo anche che nel prossimo futuro Putin visiterà il Donbass perché «è una regione della Federazione Russa». Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è espresso sul price cap deciso da Ue e G7, esprimendo il suo disappunto: «È debole e poco serio».

IL CASO In Ucraina è scoppiata anche la guerra delle Chiese

Per Natale la Chiesa Artisti accoglierà a Roma una speciale natività dall’Ucraina E sarà restaurata la Madonna di Bucha frantumata dalle schegge delle bombe

Dal 6 dicembre 2022 al 2 febbraio 2023, la Basilica di Santa Maria in Montesanto, la nota Chiesa "degli Artisti" della Capitale, accoglierà l'installazione dal titolo "Compassione - Natale 2022", ad opera degli artisti ucraini Oleksandr Klymenko e Sonia Atlantova. L'iniziativa, spiega una nota, si inserisce nell'antica tradizione della Chiesa degli Artisti, che in preparazione al Natale ogni anno propone ai fedeli e ai visitatori un dialogo con opere e artisti contemporanei sui grandi temi dell'uomo e dell'Assoluto. In questo Natale l'installazione "Compassione" proporrà un'icona della Natività realizzata dai coniugi Klymenko e Atlantova, scritta su legno proveniente dai bauli utilizzati per il trasporto di munizioni e abbandonati sul territorio ucraino. Con l'icona di Klymenko e Atlantova arriveranno a Roma dall'Ucraina anche un baule di legno e una statua della Madonna di Fatima custodita nel Seminario di Vorzel nella zona di Bucha, la città del massacro operato dall'esercito russo, frantumata nel volto dalle schegge dei bombardamenti sulla cittadina tra il pomeriggio del 25 e il 26 marzo scorsi. La statua sarà collocata all'interno della Cappella del Crocifisso nella Chiesa degli Artisti il prossimo 6 dicembre e dopo l'esposizione resterà in Italia per gli interventi di restauro, per poi essere restituita integra come segno di speranza alla comunità di Vorzel. «La compassione è l'antidoto all'indifferenza - spiega monsignor Walter Insero, Rettore della Chiesa degli Artisti -, e il rischio che corriamo è vivere questo Natale nella noncuranza: il monito costante di Papa Francesco ce lo ricorda. Rischiamo di dimenticare quanto sta accadendo in Ucraina e l'orrore della guerra che ancora la colpisce. Il Natale non può trovarci freddi e insensibili verso la sofferenza di questi fratelli e sorelle. "Compassione" è un invito ad aprire il cuore e a sentirli vicino, a soffrire e pregare con loro per la pace, senza cadere nella disperazione o nella rassegnazione al male».

Media Gb, a Onu bozza risoluzione per tribunale stile Norimberga

Sta circolando alle Nazioni Unite una bozza di risoluzione per un tribunale in stile Norimberga che ritenga la leadership russa responsabile dei crimini di aggressione in Ucraina. Lo scrive il Guardian, riferendo che ci sono segnali che l'opposizione degli Stati Uniti alla proposta potrebbe attenuarsi di fronte alle pressioni del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Beth Van Schaack, ambasciatrice statunitense per la giustizia penale globale, ha dichiarato questa settimana: «È qualcosa a cui il presidente Zelensky tiene molto. Questo è qualcosa che l'Ucraina vuole e penso che avrà molto peso. La domanda è: avranno i voti all'assemblea generale? Finora, tutte le risoluzioni dell'assemblea generale sull'Ucraina hanno prevalso. I numeri sono stati piuttosto forti».

Meloni: “Salvata Lukoil, non scaricare i costi della guerra sugli italiani”

«Abbiamo messo in sicurezza con un provvedimento che difende le aziende strategiche italiane perché un provvedimento che nello specifico ci ha consentito di garantire la sopravvivenza, la continuità produttiva della raffineria di Priolo, un'azienda che con l'indotto coinvolge circa 10mila lavoratori in una terra come la Sicilia, l'abbiamo messa in sicurezza. La Lukoil continuerà a produrre grazie ai provvedimenti del governo: queste 10 mila persone continueranno a lavorare. Una materia strategica come quella che riguarda il petrolio che rischiava di finire nel calderone delle sanzioni contro la Russia». Cosi' Giorgia Meloni nella rubrica “Gli appunti di Giorgia”. «Noi abbiamo difeso e continueremo a difendere l'Ucraina - ha assicurato - ma non scaricheremo sui cittadini italiani i costi delle nostre scelte a livello internazionale. Credevamo che fosse necessario mettere in sicurezza questa azienda».

Attacchi russi nel Dnipro, ucciso un civile

Un civile è morto a seguito di bombardamenti nel distretto di Nikopol, nella regione di Dnipro da parte delle truppe russe. Lo ha riferito il capo del consiglio regionale di Dnipro, Mykola Lukashuk, come riporta Ukrinform. «I russi hanno ucciso un'altra persona pacifica. A seguito del bombardamento nemico della comunità Pokrovsk nel distretto di Nikopol, avvenuto nel pomeriggio, un uomo è morto», ha scritto Lukashuk

Mosca: “Uccisi oltre 200 militari ucraini nelle ultime ore”

Il ministero della Difesa russo ha annunciato che più di 200 unità ucraine sono state uccise durante una serie di offensive sferrate nelle ultime ore dalle forze russe nella parte orientale del paese. Almeno 50 soldati ucraini sono morti in un'operazione nella città di Artemovsk, nel Donetsk, che ha provocato anche la distruzione di sei veicoli corazzati da combattimento delle forze armate ucraine, è stato annunciato. Altri 40 soldati ucraini sono morti in un contrattacco russo nella cittadina di Shevchenko, sempre nella stessa zona, ha spiegato il portavoce militare russo, generale Igor Konashenkov, in una conferenza stampa di cui ha riferito Interfax. A Kharkiv, stando al generale russo, 60 soldati ucraini sono stati uccisi in un altro contrattacco russo all'insediamento di Yagodnoye, in cui sono stati distrutti anche due camion e due auto. Tre gruppi di sabotaggio e ricognizione delle forze armate ucraine sono stati distrutti nell'area dell'insediamento di Chervonaya Dibrova, sempre a Luhansk, secondo la stessa fonte. «Le perdite nemiche ammontano a più di 80 militari ucraini uccisi e feriti, un carro armato, un veicolo da combattimento di fanteria e un veicolo blindato distrutti», ha affermato.

Blinken: “Dalle sanzioni effetti devastanti sull’economia russa”

«Vediamo effetti devastanti sull'economia russa dalle sanzioni imposte» per la guerra in Ucraina. Lo afferma il segretario di Stato americano Antony Blinken in un'intervista a Cnn.

Crosetto: “Governo guerrafondaio? Applichiamo gli atti del precedente esecutivo”

«Il governo non ha approvato l'invio di armi all'Ucraina ma la cornice giuridica per poter inviare armi se lo deciderà, ma questo governo non ha ancora deciso nulla. Per questo mi dà molto fastidio il termine “guerrafondaio” che usa l'onorevole Conte, perché tutto quello che sta facendo adesso il governo è riferito ad atti del governo precedente, di cui il quello di Conte era il maggior partito». Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a “Mezz'ora in più” su Raitre.

Bonino, per giudicare Putin già L'Aja, no ad altra Corte

«Il costo in termini di vite umane per le vittime dell'aggressione russa e dei conseguenti crimini di guerra e contro l'umanità, che continuano quotidianamente, è enorme. Il primo rimedio a queste perdite è fare giustizia, sancendo le responsabilità di Putin e dei principali leader militari e civili russi. Questo è il prerequisito per le vittime in Ucraina - e per le vittime di violazioni in tutto il mondo, dalla Palestina allo Yemen, la Repubblica democratica del Congo e non solo. Anche alla luce della storia delle violazioni russe contro l'Ucraina e gli altri paesi, si dimostra che senza giustizia non c'è alcun risarcimento per le vittime e le prospettive di una pace duratura e sostenibile nella regione». Lo scrive la leader di Più Europa Emma Bonino, in un post sui suoi canali social. «Con serietà l'Ucraina cerca la responsabilità di indagare e perseguire i crimini commessi sul proprio territorio. E la cosa giusta da fare, rispetto a questi crimini non è creare un nuovo tribunale. Tale tentativo -sottolinea Bonino- impegnerebbe troppo tempo e risorse. Oltre che è improbabile che venga avvallato facilmente nell'ambito del sistema dell'ONU. Invece, la via corretta è lasciare che quegli attori che già lavorano per accertare le responsabilità, in particolare Ucraina e CPI, continuino il loro lavoro, sostenendoli in questo sforzo, affinché possano compierlo nel modo giusto, con le risorse, i mezzi e - conclude - le competenze che assicurino che sia fatta giustizia».

Russi usano granate chimiche proibite contro gli ucraini

Le forze navali ucraine hanno riferito che le truppe russe hanno usato granate lacrimogene alla clorpicrina K-51 di fabbricazione sovietica contro i soldati ucraini che combattevano nell'est del Paese. Come riporta Kiev Independent questo tipo di granate appartengono alle armi chimiche e biologiche il cui uso è proibito dal Protocollo di Ginevra, Secondo la marina di Kiev, le truppe russe hanno lanciato le granate K-51 sui soldati ucraini tramite i droni. «Per proteggersi dal forte effetto irritante delle munizioni proibite, i marines hanno mantenuto le loro posizioni indossando indumenti di protezione chimica», hanno spiegato i militari.

Kiev chiede agli ospedali lo stop dei ricoveri programmati. “Necessità per aggressione russa e emergenza elettricità”

Il ministero della Salute ucraino ha chiesto agli ospedali del Paese di sospendere temporaneamente i ricoveri programmati a causa delle necessità causate dall'aggressione russa e da possibili interruzioni di emergenza dell'elettricità, del riscaldamento e dell'approvvigionamento idrico. Lo ha riferito il capo del servizio stampa del Dipartimento della salute del ministero Nataliya Vishnevska. Secondo la lettera del Ministero della Salute, «è importante notare che la decisione sul ricovero programmato viene presa dal medico. Allo stesso tempo, ci sono determinate condizioni, non si applica quando ad esempio ritardare il trattamento pianificato può complicare una certa patologia».

Esteso e massiccio attacco russo in Donbass

Emergenza blackout a Kiev e nell'intera regione sono stati annunciati oggi dalla società elettrica Dtek che specifica di non poter seguire le interruzioni di corrente già pianificate e che i tecnici «stanno facendo tutto il possibile per stabilizzare la situazione», come riporta Ukrinform. Oggi il meteo indica nella capitale ucraina una temperatura di meno cinque gradi e gelate. Il direttore di Dtek Dmytro Sakharuk ha dichiarato che sarà possibile tornare alle interruzioni di corrente di stabilizzazione solo dopo l'aumento delle capacità del sistema. L'esercito russo ha lanciato decine di attacchi nelle ultime 24 nel Donbass: lo rende noto lo Stato maggiore delle forze armate ucraine nel report della mattina, come riporta Unian. «Oltre 30 attacchi con sistemi missilistici, 16 attacchi aerei sono stati lanciati sulle posizioni delle truppe e degli insediamenti ucraini lungo la linea di contatto. Colpite infrastrutture civili nelle regioni di Kharkiv, Kramatorsk e Donetsk», riferiscono le Forze armate di Kiev, aggiungendo di aver «respinto gli assalti delle unità militari della Federazione in 17 località».

Kiev: “13 mila soldati ucraini uccisi”

Sono 13mila i soldati ucraini uccisi dall'inizio dell'invasione russa a febbraio. Un numero di gran lunga inferiore alle stime formulate dai leader occidentali, secondo Mykhailo Podolyak, alto consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Abbiamo i dati ufficiali dello stato maggiore, i dati del comando centrale, e ammontano a 13000 persone uccise», ha affermato, aggiungendo che il numero delle vittime civili è «significativo».

Energia, Starace (Enel): “Anni per riportare i prezzi a prima della guerra. Fonti di energia rinnovabile fondamentali per ridurre i prezzi”

«Ci vorranno anni" per riportare i prezzi dell'energia ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina», ha dichiarato alla Bbc Francesco Starace. L’amministratore delegato e direttore generale dell' Enel ha anche ricordato che quest'anno l'Enel ha cercato di proteggere i suoi 20 milioni di clienti europei dalla volatilità del mercato energetico, facendo tutto il possibile per attenersi ai contratti a prezzo fisso che aveva concordato. La rottura della fiducia dei clienti, ha aggiunto, avrebbe inflitto all'azienda un danno maggiore del contraccolpo ai risultati di un anno. Per l'ad, le nuove forniture di energia rinnovabile sono fondamentali per ridurre i prezzi. La crisi energetica globale innescata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia «ha mostrato molto chiaramente come la dipendenza da un'unica fonte di energia sia pericolosa per l'Europa". Il futuro sarà "estremamente decarbonizzato» e dipenderà dal nucleare e dalle energie rinnovabili. Tuttavia, il passaggio alle energie rinnovabili comporta anche dei rischi. A luglio, l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha dichiarato che il dominio della Cina nella produzione di turbine solari ed eoliche crea potenziali sfide che i governi devono affrontare. Secondo Starace l'Occidente ha fatto eccessivo affidamento sulla Cina per le energie rinnovabili e altri beni: «È necessario - ha sottolineato - un certo riequilibrio, perché è salutare».

Papa: “Preghiera per la pace affidata all’intercessione dell’Immacolata”

«Giovedì prossimo celebreremo l'Immacolata, alla sua intercessione affidiamo la preghiera per la pace soprattutto per il martoriato popolo ucraino«, ha detto Papa Francesco, al termine dell'Angelus in piazza San Pietro.

Stati Uniti: “La Russia consuma più munizioni di quante ne produca”

Il capo dell'intelligence statunitense, Avril Haynes, ritiene che l'esercito russo stia utilizzando munizioni in Ucraina a un ritmo più veloce di quanto l'industria della difesa russa le stia producendo. «Non sono in grado di dare numeri esatti. Ma la Russia è piuttosto veloce, ed è un fatto davvero insolito. Crediamo che non siano in grado di produrre autonomamente quanto spendono in questa fase», ha detto parlando a un simposio sulla difesa, in California. L'intelligence statunitense ritiene che un tale tasso di consumo di munizioni stia costringendo le autorità russe a cercare assistenza militare da altri Paesi, tra cui la Corea del Nord e l'Iran. Secondo i dati diffusi a novembre dal Pentagono, le truppe russe hanno sparato fino a 20 mila colpi di artiglieria al giorno durante la guerra in Ucraina. Avril Haynes, ex vicedirettrice Cia e prima donna a guidare le agenzie di intelligence statunitensi, è anche convinta che il ritmo delle ostilità in Ucraina rallenterà nei prossimi mesi.

Domani scatta l’embargo Ue al petrolio russo. I trucchi di Mosca per aggirare l’embargo

Domani scatterà ufficialmente l'embargo europeo al petrolio russo ma Mosca, da quanto sembra, si è già attrezzata per aggirarlo. Il motto sembra quello molto in voga in Italia: fatta la legge, trovato l'inganno. La Russia starebbe già studiando sistemi per aggirare il blocco attraverso “navi fantasma” che disconnettono i sistemi di localizzazione e registrano le petroliere in paradisi fiscali dove vengono offerte bandiere di copertura. Altro escamotage, scrive il Wall Street Journal, è il trasbordo del greggio in navi più grandi mischiandolo con un olio dalle caratteristiche simili. La legge prevede infatti che per essere considerato russo, il petrolio deve provenire almeno per il 51% da aziende del paese. Secondo l'International Energy Forum l'embargo porterà ad avere almeno 3 milioni di barili in meno ogni giorno per i Paesi dell'Unione europea che unito ai tagli Opec (2 milioni di barili decisi a ottobre), se la situazione in Cina si stabilizzerà, potrebbe portare a una nuova impennata delle quotazioni con pesanti ricadute per l'inflazione. L'embargo europeo infatti si aggiunge a quello deciso a primavera da Usa, Canada, Gran Bretagna e Australia.

Intelligence Usa: “Conflitto a ritmo ridotto anche nei prossimi mesi”

I combattimenti in Ucraina stanno rallentando, secondo una tendenza che probabilmente continuerà nei prossimi mesi invernali. Questa l'evoluzione del conflitto secondo i servizi americani, stando a quanto esposto dalla direttrice dell'intelligence nazionale, Avril Haines, intervenuta ad un forum sulla Difesa che si è svolto in California. Non ci sono tuttavia prove di un calo della resistenza da parte delle forze ucraine, ha tenuto a sottolineare. Secondo Haines i contendenti cercheranno in questa fase di lavorare per «riparare, rifornire e ricostituire» le forze in vista di una controffensiva in primavera. I combattimenti - ha proseguito - si svolgono essenzialmente ora intorno alla regione di Bakhmut e Donetsk, nell'Ucraina orientale. Gli scontri sono diminuiti dopo il ritiro delle truppe russe dalla parte occidentale della regione di Kherson il mese scorso. «Stiamo già assistendo a una sorta di riduzione del ritmo del conflitto... e prevediamo che sarà probabilmente quello che vedremo ancora nei prossimi mesi», ha detto. Gli eserciti ucraino e russo cercheranno di prepararsi ad una controffensiva dopo l'inverno. «Ma in realtà abbiamo una buona dose di scetticismo sul fatto che i russi saranno, in effetti, preparati a farlo», ha detto.

Macron: "L’Occidente sia pronto a dare garanzie di sicurezza a Mosca"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che l'Occidente dovrebbe prendere in considerazione la richiesta di garanzie di sicurezza da parte russa e le preoccupazioni del Cremlino riguardo all'allargamento a Est della Nato. «Se il presidente Vladimir Putin accetta i negoziati per porre fine alla guerra in ucraina, l'Occidente dovrebbe considerare come affrontare il bisogno di garanzie di sicurezza», ha detto Macron, intervistato dall'emittente francese Tf1. Secondo il capo dell'Eliseo, la ««futura architettura di sicurezza» da concordare dovrebbe implicare « l’ affrontare uno dei punti essenziali, come ha sempre detto il presidente Putin». Quel punto è «la paura russa che la Nato arrivi direttamente alle loro porte e che il dispiegamento di armi (Nato) possa minacciare la Russia». «Quel tema farà parte dei temi per la pace, quindi dobbiamo preparare ciò che siamo pronti a fare, come proteggere i nostri alleati e gli Stati membri e come dare garanzie alla Russia il giorno in cui tornerà al tavolo dei negoziati».

Wsj, il banchiere di Putin principale sostenitore della guerra. L'oligarca Kovalchuk possiede i media della propaganda russa

Una delle voci più influenti a sostegno della decisione di Vladimir Putin di invadere l'Ucraina è quella dell'oligarca Yuri Kovalchuk, 71 anni, secondo il quale la guerra può dimostrare la forza della Russia. Lo rivelano fonti di intelligence che hanno parlato con il Wall Street Journal. Il miliardario e Putin si sono incontrati spesso dall'inizio della guerra a febbraio e si parlano anche per telefono o in video, secondo un amico della famiglia Kovalchuk e un ex funzionario dell'intelligence russa. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha definito Kovalchuk "banchiere personale" di Putin. Il tycoon russo controlla la Banca Rossiya, che a sua volta ha costruito una rete di società offshore di cui hanno beneficiato Putin e i suoi amici e investe in progetti importanti per lo Stato, secondo quanto emerso da interviste con ex funzionari statunitensi e analisti del Cremlino, nonché da documenti pubblici e informazioni rivelate dai Panama Papers. Il National Media Group di Kovalchuk possiede o detiene inoltre quote importanti in decine di società russe di televisione, produzione cinematografica e pubblicità, tra cui Channel One, gestito dallo Stato. Quattro dei canali affiliati al National Media Group sono tra i 10 più seguiti del Paese. Kovalchuk «svolge due dei lavori più importanti per Putin», ha dichiarato Anders Aslund, economista e senior fellow presso il think tank del Free World Forum di Stoccolma, che è stato consulente del governo russo dal 1991 al 1994: «È l'uomo dei soldi e dei media». Sono stati proprio i canali televisivi del National Media Group a mandare in onda le accuse di funzionari russi secondo cui l'Ucraina starebbe progettando di far esplodere una "bomba sporca" sul proprio territorio

Kiev, battaglia a Zaporizhzhia, 300 russi morti o feriti. “Cruenti scontri nella notte”, riferisce il governatore

Cruenta battaglia nella notte in Ucraina nella regione sud-orientale di Zaporizhzhia, dove l'esercito russo ha attaccato un villaggio innescando la risposta delle unità ucraine: «Trecento militari della Federazione (russa) sono rimasti uccisi o feriti», ha riferito il capo dell'amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh.

Civili giustiziati dai russi nel Lugansk

Cadaveri di civili esposti nel Lugansk, giustiziati pubblicamente, appesi, incappucciati e recanti cartelli con scritte. Lo ha denunciato l'attivista e avvocato ucraino Sergiy Sternenko su Telegram, come riportato anche da Ukrinform. «Come previsto - ha scritto Sternenko su Telegram pubblicando gli screenshot delle foto dei cadaveri dei civili suoi connazionali - i russi hanno già iniziato a scusarsi e mentire, che sembra che abbiamo inventato tutto da soli, che i cadaveri siano stati piantati. L'avevo predetto, pertanto, ora sto pubblicando uno screenshot della fonte. I russi sono stati i primi a diffondere queste foto. Perché i russi hanno ucciso civili e poi hanno deciso di metterli in mostra. Non potrete mentire, animali».

Petrolio: Opec+ verso la conferma dei livelli di produzione

Nella riunione di oggi l'Opec+ dovrebbe confermare i livelli di produzione del greggio. La decisione «conservativa» verrà presa a causa della forte incertezza che c'è sul mercato condizionato dalla guerra della Russia all'Ucraina, dai timori di una recessione globale, dall'incertezza proveniente dalla Cina a causa della politica “zero Covid”, dal tetto al petrolio russo del G7 e dall' embargo europeo che scatterà lunedì. Il 6 ottobre scorso il gruppo di paesi con a capo Arabia Saudita e Russia hanno deciso di tagliare l'offerta di 2 milioni di barili al giorno, circa il 2% della domanda mondiale, da novembre fino alla fine del 2023. La decisione non è piaciuta agli Stati Uniti che hanno accusato, in particolare, l'Arabia Saudita di schierarsi con la Russia nonostante l'invasione dell'Ucraina decisa da Putin. L'Opec+ si è difesa negando qualsiasi motivazione “politica” e sostenendo che la decisione sia stata presa per le prospettive di un rallentamento economico e per i prezzi in calo a causa della frenata dell'economia cinese e dell'aumento dei tassi di interesse nelle grandi economie occidentali.

Intelligence britannica: “Sempre meno russi favorevoli alla guerra. 55% vuole colloqui di pace con l’Ucraina”

Recenti sondaggi indicano che il sostegno dell'opinione pubblica russa alla cosiddetta operazione militare speciale sta diminuendo in modo significativo. Secondo dati raccolti dal Servizio di protezione federale russo per uso interno - dati cui un media russo indipendente ha dichiarato di aver avuto accesso - il 55% del campione interpellato è favorevole ai colloqui di pace con l'Ucraina, e solo il 25% dice di sostenere il proseguimento del conflitto. Lo scrive l'intelligence britannica, nell'ultimo rapporto divulgato dal ministero della Difesa di Londra. Questi risultati - si legge ancora - sono coerenti con un sondaggio separato dell'ottobre scorso in cui il 57% degli intervistati si dichiarava favorevole ai colloqui. Nell'aprile 2022, circa ancora l'80% dei russi diceva di sostenere l'operazione. Ma nonostante gli sforzi delle autorità per imporre un controllo pervasivo sull'informazione, per molti russi il conflitto è diventato sempre più tangibile dalla «mobilitazione parziale» del settembre 2022. E con le difficoltà che nei prossimi mesi Mosca incontrerà nello sforzo di ottenere grandi successi sul campo di battaglia, è probabile che mantenere un'approvazione tacita alla guerra tra la popolazione sarà sempre più difficile per il Cremlino.

Tajani: “Positivi i tentativi di aprire un dialogo. Risposta russa finora negativa”

«I tentativi di aprire un dialogo sono positivi e mi sembra che Joe Biden abbia mandato messaggi chiari. Ma finora la risposta russa è stata negativa: bombardare i civili, colpire le reti elettriche e puntare sull'inverno per fiaccare la popolazione non mi pare un modo di mostrare buona volontà. Senza indipendenza dell'Ucraina non ci può essere pace». A dichiararlo alla Stampa è il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «L'Italia - aggiunge il vicepremier - ha la sua posizione, siamo parte della Nato e gli Stati Uniti sono il principale alleato. Noi non vogliamo la guerra a oltranza».

I russi preparano l’evacuazione dei reperti dai musei della Crimea

La Federazione russa sta portando materiale da imballaggio in Crimea per «evacuare» i musei, ha riferito l'organizzazione non governativa Crimean Institute of Strategic Studies indicando che esiste una minaccia per le collezioni museali poiché «i russi possono rubare oggetti preziosi». Lo riporta Unian commentando che «gli occupanti si stanno preparando a ripetere lo stesso scenario di fuga dalla Crimea già visto quando hanno lasciato Kherson». «Il materiale di imballaggio per l'evacuazione delle collezioni è stato portato in alcuni musei della Crimea. Secondo informazioni esclusive, l'evacuazione può iniziare in caso di ritiro delle truppe d'invasione a Perekop. Per gli esperti dell'Istituto, la cosiddetta “evacuazione” può probabilmente iniziare prima, con il dispiegamento offensivo delle Forze armate ucraine sulla riva sinistra del Dnipro. Stiamo monitorando la situazione».

Gruppo di civili giustiziato dai russi nel Lugansk

Gli occupanti russi hanno giustiziato pubblicamente un gruppo di civili nella parte occupata della regione di Lugansk: lo ha riferito l'attivista e avvocato ucraino Sergiy Sternenko su Telegram, postando le relative immagini, come riporta Ukrinform. «Nella regione di Luhansk, i russi hanno giustiziato pubblicamente dei civili. È stata una mossa di facciata, in modo che tutti la vedessero. E il mondo deve vederlo. Una vera e propria vile faccia russa di disumani che ostentano le loro atrocità», ha scritto Sternenko.

Incontro a Teheran tra emissari militari Iran e Russia

Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Mohammed Hossein Bagheri, ha incontrato sabato a Teheran il viceministro della Difesa russo Alexander Fomin. Lo riferisce lo statunitense Institute for the Study of War. Citando media locali iraniani, l'istituto di studi strategici sostiene che i due hanno discusso di cooperazione militare e potrebbero anche aver negoziato la vendita di nuovi missili e droni kamikaze, del tipo di quelli che le truppe russe già utilizzano in Ucraina.

Emergenza blackout oggi a Kiev

Un’emergenza blackout a Kiev e nell'intera regione è stata annunciata oggi dalla società elettrica Dtek che specifica di non poter seguire le interruzioni di corrente già pianificate e che i tecnici «stanno facendo tutto il possibile per stabilizzare la situazione», come riporta Ukrinform. Oggi il meteo indica nella capitale ucraina una temperatura di -5 gradi, con gelate. Il direttore di Dtek, Dmytro Sakharuk, ha dichiarato che sarà possibile tornare alle interruzioni di corrente di stabilizzazione solo dopo l'aumento delle capacità del sistema.

Kiev, pesanti attacchi russi a Donetsk e Luhansk

Pesanti attacchi missilistici da parte dei russi nelle regioni di Donetsk e Luhansk, nel Dobnbass. Lo Stato maggiore delle forze ucraine, nel rapporto citato da Ukrinform, fa sapere che sono stati respinti attacchi russi vicini a 17 diversi insediamenti. Secondo il rapporto, le forze ucraine hanno respinto gli attacchi degli invasori fuori dagli insediamenti di Ploshchanka e Bilohorivka nella regione di Luhansk e Berestove, Bilohorivka, Yakovlivka, Soledar, Bakhmutske, Bakhmut, Opytne, Klishchiivka, Andriivka, Kurdiumivka, Vodiane, Pervomaiske, Vesele, Marinka e Novomykhailivka nella regione di Donetsk. Inoltre, nelle ultime 24 ore, i russi hanno lanciato dieci attacchi missilistici, 16 attacchi aerei e più di 30 attacchi utilizzando sistemi di razzi a lancio multiplo sulle posizioni delle forze armate ucraine e sulle aree popolate lungo la linea di contatto. I missili russi hanno colpito le infrastrutture civili negli insediamenti di Shevchenkove nella regione di Kharkiv e Kramatorsk nella regione di Donetsk.

Gli Usa: nei prossimi mesi ritmo ridotto nei combattimenti

L'intelligence statunitense prevede che nei prossimi mesi i combattimenti in Ucraina continueranno a un ritmo ridotto; e tuttavia non avverte un calo di resistenza da parte delle forze ucraine. Lo ha detto il direttore delle agenzie statunitensi, Avril Haines. Haines, ex vicedirettrice della Cia e prima donna a guidare l'intelligence Usa, ritiene che nelle prossime settimane tanto Mosca che Kiev cercheranno di «riparare, rifornire e ricostituire» le truppe per la controffensiva di primavera. «Stiamo già vedendo una sorta di ritmo ridotto del conflitto... e prevediamo che sarà probabilmente quello che vedremo nei prossimi mesi». Haines ha parlato a un simposio sulla difesa in California e ha confermato che la maggior parte dei combattimenti è attualmente concentrata intorno alla regione di Bakhmut e Donetsk, in Ucraina orientale.

La prima nave col grano è arrivata in Etiopia

La prima nave con 25mila tonnellate di grano nell'ambito del programma alimentare umanitario Grain from Ukraine è arrivata in Etiopia, è arrivata in Etiopia. Lo ha reso noto su Telegram il capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak. Lo ha confermato lo stesso Zelensky, su Twitter: «Stiamo inviando cibo. Stiamo inviando speranza». Il governo di Kiev prevede di inviare, nell'ambito del programma umanitario, almeno 60 navi che salperanno dai porti entro la fine della prossima primavera, dunque una media di dieci al mese, dirette verso Paesi che sono a rischio carestia e siccità: Etiopia, Sudan, Sud Sudan, Somalia, Yemen, Congo, Kenya, Nigeria. Secondo Kiev, l'iniziativa umanitaria Grain From Ukraine insieme ai corridoi per il grano nel Mar Nero sono la risposta al tentativo della Russia di «usare il cibo come arma». Mosca invece replica che, dalle spedizioni della comunità internazionale, i Paesi più poveri hanno ricevuto solo il 3% di tutto il grano inviato dall'Ucraina. Secondo il governo di Ankara, sono stati oltre 12 milioni le tonnellate di grano esportate dal 1 agosto, quando è entrato in vigore l'accordo tra Kiev e Mosca per sbloccare i porti ucraini sul Mar Nero e creare un corridoio di cereali. L'accordo, il cui obiettivo è alleviare la crisi alimentare causata dall'invasione russa dell'Ucraina, durerà fino a metà marzo, perché Russia e Ucraina hanno concordato il 17 novembre, due giorni prima della scadenza prevista, di prorogare l'intesa di quattro mesi.

Bandiera ucraina sulla riva sinistra di Kherson

I combattenti dell'unità speciale Karlson hanno innalzato la bandiera ucraina sulla riva sinistra della regione di Kherson. Lo annunciano le forze armate ucraine, come riporta Ukrinform, dopo che il 15 novembre l'esercito di Kiev aveva liberato la città di Kherson sulla riva destra del Dnipro. La bandiera dell'Ucraina è stata appesa alla torre di una gru. Dopo la liberazione di Kherson, i russi hanno continuato a bombardare: la regione è stata bombardata 28 volte nelle ultime 24 ore e sotto il fuoco russo è finito anche il centro oncologico.

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