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Terremoto, oltre 50mila morti in Turchia e Siria. L’allarme dell’Unicef: “Migliaia di bambini in condizioni disperate”

Dal 6 febbraio ci sono state 9mila scosse di assestamento

PASQUALE QUARANTA
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Foto Unicef / UN0777983/al Sayed/AFP

 

Ha superato i 50mila morti il bilancio del devastante sisma che il 6 febbraio scorso ha colpito una regione a cavallo tra Turchia e Siria. È quanto emerge dai dati forniti dalle autorità dei due paesi: 44.218 i morti accertati in Turchia, stando all'agenzia di stampa Anadolu, che cita l'Agenzia turca responsabile per la gestione delle calamità (Afad) e 5.900 morti accertati al momento in Siria. Dal 6 febbraio ci sono state 9mila scosse di assestamento, stando al canale statale turco Trt. Solo in Turchia, le persone evacuate dall'area del disastro sono state 530mila.

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L’allarme dell’Unicef
«Mentre le famiglie affrontano la misera e straziante realtà che l'attenzione in Turchia e in Siria si sta spostando verso il recupero più che verso il salvataggio, l'Unicef teme che molte migliaia di bambini siano rimasti uccisi. Anche senza numeri verificati, è tragicamente chiaro che il numero continuerà a crescere». Lo denuncia in una nota il portavoce dell'Unicef, James Elder, ricordando in Turchia il numero totale dei bambini che vivono nelle 10 province colpite dai due terremoti era di 4,6 milioni.

La situazione in Siria
In Siria sono 2,5 milioni i bambini colpiti. «I bambini e le famiglie hanno disperato bisogno di ulteriore supporto. Molti membri del personale delle nostre organizzazioni partner locali e i primi soccorritori sono stati uccisi, feriti, sfollati e i loro uffici e attrezzature sono stati distrutti. Tutti, ovunque, hanno bisogno di maggiore sostegno. Più acqua sicura. Più calore. Più ripari. Più medicine. Più fondi - dice - Le famiglie e i bambini dormono per strada, in centri commerciali, scuole, moschee, stazioni degli autobus e sotto i ponti, stanno con i bambini in spazi aperti per paura di tornare a casa e senza poter valutare i danni strutturali e il potenziale impatto di probabili scosse di assestamento. Ciò significa che decine di migliaia di famiglie sono esposte alle intemperie in un periodo dell'anno in cui le temperature sono molto rigide e la neve e la pioggia gelata sono frequenti. Ogni giorno aumentano le notizie sul numero di bambini che soffrono di ipotermia e infezioni respiratorie».

Gli aiuti umanitari
Secondo il portavoce dell'agenzia dell'Onu, in Siria, la risposta salvavita immediata dell'Unicef comprende la fornitura di acqua sicura da bere, abiti invernali caldi, aiuti medici e nutrizionali; in Turchia, invio di vestiti invernali per bambini, kit igienici per famiglie, neonati e madri, kit igienici per famiglie in viaggio e coperte. L'Unicef sta inoltre procurando sacchi a pelo, caricabatterie e sedie reclinabili nelle 10 province colpite. «Visto il catastrofico numero di morti - sempre in aumento - è chiaro che moltissimi bambini hanno perso i genitori in questi devastanti terremoti - continua Elder - In Turchia, l'Unicef, in coordinamento con il ministero della Famiglia e dei Servizi sociali, ha impiegato operatori sociali negli ospedali per aiutare a identificare i bambini non accompagnati e separati e assicurare una risposta ai loro bisogni di base. Inoltre, insieme con il Ministero della Famiglie e dei Servizi sociali, l'Unicef ha lanciato 10 nuove linee telefoniche nelle province colpite per i bambini non accompagnati e separati».

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