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“Tra poco servirà un Etero Pride”: Pillon contro le critiche per la sua partecipazione al Festival della Parola di Chiavari

L’intervento dell’esponente politico è in programma domenica 4 giugno. Gli organizzatori: «Non sarà un comizio ma un confronto»

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(lapresse)

CHIAVARI. È scoppiato un caso politico intorno alla presenza dell’ex senatore Simone Pillon al Festival della Parola di Chiavari, alla vigilia della sua decima edizione. L’intervento dell’esponente politico è in programma domenica 4 giugno alle 19 sotto la tensostruttura di piazza Nostra Signora Dell’Orto, in un confronto con Ivan Cattaneo moderato dal critico musicale e direttore artistico del festival Massimo Poggini.

«Tra poco dovremo celebrare l'etero pride, perché le vere discriminate ormai sono le famiglie naturali» afferma all'Adnkronos Pillon. «Vorrei ricordare loro che Vladimiro Guadagno (Vladimir Luxuria, ndr) due settimane fa ha tenuto una lezione senza contraddittorio agli studenti di Torino, dicendo che io dovrei andare dallo psicologo», sottolinea l’ex senatore, secondo il quale «le lobby “gaie” hanno televisioni, social, fiction, serie tv, film che propinano propaganda Lgbt a reti unificate, ma se uno osa parlare di famiglia, subito agitano le peggiori proteste».

Ad alzare la voce i comitati liguri di Possibile che protestano con gli organizzatori per la presenza dell'ex senatore leghista Simone Pillon a un dibattito sul tema Lgbtqia+: «È con grande preoccupazione che apprendiamo della presenza di Simone Pillon come relatore in un dibattito riguardante la comunità Lgbtqia+ - scrivono i rappresentanti liguri di Possibile - Pillon è noto per le sue posizioni discriminatorie e ostili nei confronti delle persone Lgbtqia+, oltre ad essere un fermo sostenitore di ideologie antifemministe e contrario al diritto all'aborto. La sua partecipazione a un evento di questo tipo solleva gravi interrogativi sulla volontà di promuovere un ambiente sicuro e inclusivo».

«Assistiamo con sconcerto a un altro esponente delle posizioni omofobe del governo invitato a un festival culturale: Simone Pillon, alfiere dell'odio e della propaganda omolesbobitransfobica, è stato invitato domenica 4 giugno al Festival della Parola di Chiavari, con il patrocinio di Comune e Regione», denuncia Liguria Pride, il coordinamento delle associazioni liguri Lgbtq+. Titolo dell'appuntamento: Un confronto sul tema Lgbtqia+». Ma, denuncia la comunità arcobaleno, «di che confronto si tratta se al tavolo con Simone Pillon non sono state invitate le associazioni Lgbtqia+ sul territorio a fare da contraddittorio, bensì Ivan Cattaneo, autore di dichiarazioni shock come Rifiutare una donna è peggio che violentarla. Se la violenti almeno lei si sente oggetto di desiderio?».

Liguria Pride, dunque, invita l'organizzazione del Festival della Parola «a cancellare un evento che lede i diritti nostri e di tutte le persone discriminate. Se poi ci sarà contestazione, che cosa farete? Le vittime del fascismo degli antifascisti? Questa è la malafede di chi gode di privilegio e potere. Se volete un vero confronto, invitate noi associazioni. Schieriamoci contro la deriva autoritaria del governo e combattiamo la paura insieme, in difesa dei nostri diritti».

Una protesta appoggiata anche dal Partito democratico. «Ancora una volta, la destra che amministra la nostra regione e le nostre città conferma il proprio indirizzo reazionario e oscurantista – attaccano i dem – decidendo di invitare, senza nessuna possibilità di reale contraddittorio, chi da anni ha fatto del disseminare odio nei confronti della comunità Lgbtq+ la propria priorità politica. È come invitare un produttore di armi a una conferenza sulla pace: assurdo e violento». Per questo, «il Partito democratico di Genova condanna la forte deriva omotransfobica che la destra di questo Paese esprime a ogni livello e invita gli organizzatori del festival a ripensare l'evento, coinvolgendo le associazioni che sul territorio si occupano realmente di diritti».

La risposta arriva dal direttore artistico del Festival della Parola, il giornalista musicale Massimo Poggini: «Non si tratta né di un comizio né di un monologo, ma di un confronto; tra l'altro con un artista come Ivan Cattaneo che da sempre subisce sulla propria pelle discriminazioni d'ogni genere. Io, pur essendo distante anni luce dalle idee dell'avvocato Pillon, rivendico il fatto che ognuno abbia il diritto di esprimere in modo democratico e con un contraddittorio le proprie idee, in modo che ognuno possa maturare una sua visione». Il tema del Festival della Parola di Chiavari, in programma dal 1 al 4 giugno, è Ri(E)voluzione: «Una rivoluzione dei diritti, delle emozioni, delle opportunità green può essere pura Evoluzione?».

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