Roma, occupata l’ambasciata della Guinea

I cittadini dello stato africano accusando di brogli nel loro Paese il presidente uscente Alpha Condé

Le proteste in Guinea per l’elezione del presidente uscente Alpha Condé lo scorso 18 ottobre arrivano anche in una tranquilla strada romana, ai Parioli, dove l’ambasciata africana è stata occupata da tanti cittadini della Guinea che manifestano la loro indignazione per quelle che considerano elezioni truccate, come anche denuncia il leader dell’opposizione Cellou Dalein Diallo.  Condé, 82 anni, avrebbe ottenuto il 59,5 per cento dei voti, via libera al suo terzo mandato reso possibile da una riforma costituzionale voluta da lui che mantiene un potere assoluto da 10 anni.   «La Ceni  (commissione elettorale nazionale indipendente) ha convalidato frodi massicce organizzate dopo il voto, in particolare durante la centralizzazione dei dati», ha denunciato Cellou Dalein Diallo che si considera il vero vincitore con il 53,4 per cento dei voti». Chiuso in casa sotto stretta sorveglianza delle forze armate Diallo (aveva convocato una conferenza stampa alla quale nessun giornalista ha potuto accedere) ha chiesto alla popolazione di mobilitarsi e di non cedere alla trappola dell’etnicizzazione del conflitto politico, voluta da Condé. A Conakry, la capitale del paese, il governo ha fatto  intervenire l’esercito per frenare i manifestanti sostenitori di  Diallo. La rabbia che monta nel paese e anche oltre confine tra i guineani è antica e oggi si alimenta anche dall’interruzione delle  comunicazioni con interruzione delle linee telefoniche e internet.   

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