Coronavirus in Italia, il bollettino del 27 ottobre: i contagi salgono a 21.994 con 174mila tamponi. I decessi sono 221

Coronavirus: i contagi in Italia e quali sono le regioni da tenere sotto controllo

Nuovi record per contagi e vittime nelle ultime 24 ore in Italia. I positivi sono 21.994 a fronte di 174.398 tamponi. I morti sono 221, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri 17.012 contagi e 141 morti.

Duro attacco di Zangrillo contro Galli: "Ha un'antica militanza sessantottina di cui si fa vanto, gli do un consiglio, mi denunci e la chiudiamo qua"

Torna a correre, dopo il rallentamento di ieri, la curva dei contagi Covid in Veneto. Oggi il bollettino regionale riferisce di 1.526 contagi in 24 ore contro i 1.129 di ieri, per un dato complessivo di 46.992 infetti dall'inizio dell'epidemia, e 12 morti, che fanno salire il dato delle vittime a 2.344.

Scendono dal picco dei 2.171 casi d ieri ai 1.823 di oggi i nuovi positivi al coronavirus (1.515 identificati in corso di tracciamento e 308 da attività di screening) su un totale di 35.284 casi, registrati dall'inizio dell'epidemia. Oggi si registrano 15 nuovi decessi: sei uomini e nove donne con un'età media di 83,9 anni.

Cosa si prova fisicamente quando si è infetti da coronavirus: dal contagio alla guarigione


Sono invece 314, in risalita rispetto ai 263 di ieri i nuovi positivi al Covid emersi in Umbria nell'ultimo giorno, 7.872 totali, a fronte di 3.345 tamponi analizzati contro i soli 986 di ieri. Registrati altri due morti, che portano il totale delle vittime a 110. Cresce il numero di tamponi e aumentano in proporzione sempre maggiore i casi di positività al coronavirus nelle Marche: nelle ultime 24ore sono stati rilevati 380 contagi contro i 238 di ieri su 1.528 tamponi del percorso nuove diagnosi (circa 24,8%). Sale ancora la percentuale positivi/tamponi dopo il picco di 521 casi (2.392 tamponi; 21,7%) e i 238 di ieri su 1.026 campioni (23,2%).

Ecco perché una fetta di formaggio svizzero può evitare il contagio da coronavirus

Salgono da 8 a 95 i nuovi positivi al coronavirus su 1.459 tamponi analizzati in Basilicata contro i soli 134 test del giorno prima.

Salgono da 1.698 a 1.993 i casi nel Lazio, dei quali 1.007 a Roma. Si aggrava il bilancio delle vittime, con altri 23 decessi.

Nella classifica delle regioni più colpite dalla pandemia spicca la Valle d'Aosta, che ha la maggiore incidenza di contagiati rispetto alla popolazione. Secondo i dati elaborati da Paolo Spada, chirurgo vascolare all'Humanitas Research Hospital di Milano (fonte Ministero della Salute al 26 ottobre), sono 575,3 su 100.000 abitanti. Al secondo posto, con 348,5 casi positivi su 100.000 residenti, c'è la Provincia di Bolzano. La Valle d'Aosta ha anche altri tre «primati»: il rapporto tra i casi positivi e le persone testate negli ultimi sette giorni (50,14%, seconda la Liguria con il 32,2%), il numero dei ricoveri (59,7 su 100.000 abitanti, seconda la Liguria con 50,8) e il numero dei decessi in sette giorni (6,3 su 100.000 abitanti, seconda la Liguria con 4).
Sono 611 i casi di nuovi positivi al Covid-19 registrati oggi su 5147 test in Puglia contro i 424 di ieri. Ma ad appesantire il bilancio ci sono anche 13 decessi.

Coronavirus, ecco come un bar può trasformarsi in un focolaio

A fronte di questa situazione invoca i lockdown metropolitani Walter Ricciardi, Consulente del Minustro Speranza. «A Milano e Napoli uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l'autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no», afferma Ricciardi, che è anche ordinario di Igiene all'Università Cattolica. «Ci sono delle aree del Paese -aggiunge- dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio». Parole respinte dal Governatore lombardo Attilio Fontana, che esclude per la sua regione un lockdown per domare la crescita delle curva epidemica. Misura ritenuta invece necessaria oramai in tutta Italia del “suo” responsabile del coordinamento dei pronto soccorso Covid lombardi, Guido Bertolini, secondo il quale a questo punto «l'unica cosa da fare è chiudere tutto».

Coronavirus, il focolaio di Vercelli: come si diffonde il virus e come nasce un cluster

Aumentano i casi ma diminuiscono però quelli gravi. Mentre nelle prime settimane dell'epidemia da Covid «si riscontrava una maggior percentuale di casi severi, critici e di deceduti postivi diagnositicati mediante tamponi effettuati post-mortem), con il passare del tempo si evidenzia in percentuale un netto incremento dei casi asintomatici o paucisintomatici e una marcata riduzione dei casi severi e dei decessi». Lo evidenzia l'ultima rapporto dell'Istituto superiore di sanità sull'epidemia Covid aggiornato al 20 ottobre. I dati mostrano il cambiamento nel tempo del quadro clinico riportato al momento della diagnosi dei casi confermati di Covid-19.

Coronavirus, è possibile contagiarsi due volte?

Arrosto di maiale con funghi e castagne

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi