Coronavirus in Italia, il bollettino del 25 novembre: 25.853 nuovi contagi e 722 morti

Risalgono leggermente da 23.232 a 25.853 i nuovi casi di coronavirus in Italia ma con ben 42mila tamponi in più. Ma anche se in calo rispetto a ieri resta altissimo il numero delle vittime: altre 722 che portano a 52mila decessi il bilancio da inizio epidemia.
Ma che la curva stia flettendo verso il basso lo dimostra il dato sui ricoveri. Se quelli intensiva crescono di 32 unità il saldo nei reparti di medicina è per la prima volta in passivo con 264 ricoverati in meno.

In leggera crescita i casi in Lombardia che si attestano a quota 5.173, mentre in Piemonte salgono da 2.070 a 2.878. «Stiamo uscendo dalla zona rossa, penso che saremo arancioni tra l'1 e il 3 di dicembre», annuncia il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ospite della trasmissione Un giorno da pecora ai microfoni di Rai Radio1. «L'Rt quando andammo in zona rossa era 2.16 e nell'ultimo report di venerdì era di 1.1 - aggiunge - Questo vuol dire che il `contachilometri´ del contagio ha rallentato e rallentato molto».

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Il Veneto sfonda oggi il tetto dei 130mila positivi dall'inizio della pandemia. Passano infatti da 2.194 a  2.660 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore il totale dei contagiati della regione sale a quota 130.076. Il bollettino emesso dalla Regione riporta 76 nuovi decessi, dato che porta a 3.353 le morti complessive.
Continua a crescere il numero delle vittime del Covid-19 in Alto Adige: nelle ultime 24 ore altre otto persone sono morte portando il totale all'inizio dell'emergenza sanitaria a 498, tra ospedali e case di riposo. In aumento anche i casi di contagio accertati dai laboratori dell'Azienda sanitaria provinciale nelle ultime 24 ore: sulla base di 2.734 tamponi, dei quali 611 sono nuovi test, sono stati rilevati 341 nuovi casi positivi contro i 160 di ieri.

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In Toscana sono stabili a quota 986 (appena 24 più di ieri) i nuovi casi Covid, età media 50 anni, a fronte di 14.843 tamponi, con un'incidenza dei positivi che scende al 6,6% rispetto all'8,1 di ieri ma fanno un balzo i decessi: più 67 nella rilevazione diffusa oggi dalla Regione che comunque precisa che alcune morti comunicate agli uffici nelle ultime 24 ore sono avvenute nelle settimane scorse.

In Puglia sono stati registrati 1.511 casi positivi su 9.988 test per l'infezione da Covid-19, numero simile a quello di ieri quando se ne sono contati 1.567. Si contano anche 30 decessi, con un calo rispetto al record delle 52 morti nel bollettino di ieri.
Nel Lazio su 29 mila tamponi (+1.229) si registrano 2.102 casi positivi (-407), 58 i decessi (-4) e +1.275 i guariti. Scende al 7% il rapporto tra i positivi e i tamponi, è record dei guariti, calano i casi positivi, i decessi e i ricoverati. «È il segnale atteso. le misure adottate stanno funzionando e bisogna continuare così. La rete ospedaliera sta tenendo, bene la rete dei soccorsi. Rivolgo un appello affinché siano evitati assembramenti in vista del prossimo black friday», dichiara l'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato.

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Continua a scendere in Campania la percentuale positivi - tamponi esaminati. Se ieri era del 12,8% oggi è del 12,1%. Secondo quanto rende noto l'Unità di crisi della regione Campania, nelle ultime 24 ore salgono da 1.764 a 2.815 i positivi - 2.391 asintomatici - su 23.130 tamponi esaminati. 47 sono i decessi.

In controtendenza rispetto a quasi tutte le altre regioni italiane, oggi la Basilicata fa registrare il suo nuovo record di positivi al coronavirus: 380 sui 2.585 tamponi analizzati, contro i 261 nuovi contagi di ieri ma su circo 800 tampini in meno. In tutta la regione (zona arancione dallo scorso 11 novembre), per disposizione del governatore Vito Bardi (centrodestra), la didattica a distanza è obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado dallo scorso 17 novembre e fino al prossimo 3 dicembre.

L'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, vede intanto arancione per la sua regione già per il prossimo fine settimana. «Lo sforzo dei lombardi ha dato risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti» dunque «è giusto che si possa iniziare con una riapertura lenta, graduale che però deve essere accompagnata da grande senso di responsabilità, perché non dobbiamo ricadere a breve in una situazione di criticità», ha detto a margine di una conferenza stampa in Regione, in merito al passaggio della Lombardia dalla zona rossa ad arancione. Su questo punto «ci stiamo confrontando con il Governo, non so se partiremo il lunedì o già il sabato» ha detto Gallera. Quanto agli indicatori della Lombardia, l'assessore ha poi ribadito quanto spiegato ieri sera durante una diretta Facebook: «C'è una riduzione quotidiana costante dei posti letto impegnati per Covid, sia in in pneumologia sia in terapia intensiva. La situazione sta migliorando, mentre l'elemento che stiamo notando è un incrementi dei no Covid nei pronto soccorso. L'Rt di Milano dato dall'Ats è 0,86, quindi ampiamente sotto l'1, ma dobbiamo procedere con gradualità».

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Mentre il Premier Conte fa capire che per chi va a sciare all’estero ci saranno controlli obblkigatori8 con i tamponi rapidi al rientro i, governatore veneto Zaia preme per la riapertura in patria dei campi da sci. «Davanti alle notizie che si rincorrono, la Svizzera che riapre, l'Austria pure, tutto questo ci fa fare figura della periferia, dei dimenticati», ha detto il presidente del Veneto a proposito delle prospettive per la stagione invernale. «Abbiamo chiesto - ha aggiunto - una convocazione con i ministri Speranza e Boccia, ho parlato con Bonaccini, Toti e Kompatscher per avere un confronto su Dpcm, siamo disponibili a tutte le ore, sul rinnovo del Dpcm e per discutere la partita della neve».

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