Naufragio “Nuova Iside”, la madre del comandante: “Ditemi se il cadavere trovato 6 mesi fa sulla spiaggia è mio figlio”

Appello ai pm calabresi: il corpo di Vito Lo Iacono è l’unico dei tre pescatori mai trovato e identificato

DAL CORRISPONDENTE DA CATANIA. Nel giallo del «Nuova Iside», il peschereccio misteriosamente affondato lo scorso maggio al largo di Palermo con il suo equipaggio di tre persone, tutte imparentate tra loro, tornano a farsi sentire i familiari delle vittime. Oggi hanno lanciato l’ennesimo appello e si sono rivolti alla procura di Palmi, in Calabria. «Voglio sapere se il corpo ritrovato nella spiaggia di San Ferdinando in Calabria lo scorso 20 giugno è quello di mio figlio Vito», ha scritto ai pm calabresi Rosalba Cracchiolo, madre del comandante Vito Lo Iacono, l’unico dei tre pescatori il cui corpo non è mai stato trovato. I corpi degli altri due, Giuseppe e Matteo Lo Iacono, furono recuperati all’epoca; quello di Vito, 27 anni, il comandante del peschereccio della marineria di Terrasini, figlio di Matteo e cugino di Giuseppe, è ufficialmente ancora disperso, o trascinato dalle correnti o rimasto incastrato nel relitto. Sulla vicenda indaga la procura di Palermo.

Rosalba Cracchiolo e Rossana Lo Iacono, sorella di Vito, hanno chiesto all’avvocato che li sta seguendo, Aldo Ruffino, di depositare un’istanza ai pm calabresi per conoscere gli esiti della comparazione del Dna di quel corpo con quelli loro: «Alla fine del mese di settembre, i parenti dello scomparso Vito Lo Iacono, la mamma e la sorella - spiega l’avvocato Ruffino - sono stati invitati al prelievo di campione biologico al fine di comparare il loro Dna con quello del corpo ritrovato. Sono andate a Messina per eseguire i prelievi dei campioni da analizzare ma non hanno ancora avuto notizie sull'esito dell'esame». Lo stesso esame del Dna era stato richiesto, e poi sollecitato, alla procura di Palmi da parte dei familiari di Francesco Vangeli, un giovane calabrese scomparso nello stesso periodo; ma, ha fatto sapere oggi l’avvocato Francesca Comito che rappresenta la famiglia Vangeli, è stato loro risposto che si potrà «vagliare l’ipotesi» di disporlo solo dopo che sarà stato acquisito l’esito dell’esame per Lo Iacono.

Il relitto del Nuova Iside si trova a 1400 metri di profondità, tra San Vito Lo Capo e Ustica, individuato da un robot dalla Marina militare, ma non è stato mai recuperato nonostante i ripetuti appelli dei familiari, fatti perfino in una conferenza stampa a Montecitorio.
Domani, nell’ufficio del gip di Palermo, si svolgerà un incidente probatorio sull'affondamento del peschereccio. Al centro dell’inchiesta c’è la petroliera Vulcanello, unica imbarcazione che risulta si trovasse nei pressi del peschereccio la notte in cui affondò, e che è ancora sotto sequestro. Il sospetto è che il grande mercantile abbia speronato il peschereccio oppure che con una manovra abbia provocato una enorme onda che ha travolto la piccola imbarcazione. 

L’altro giorno il perito nominato della procura ha depositato la sua relazione sulla Vulcanello: «La perizia non ha risolto il mistero - dice l’avvocato Ruffino - perchè non sarebbe stata trovata nessuna traccia chiara di collisione». Per naufragio, omicidio colposo e omissione di soccorso sono indagati il rappresentante della società armatrice della nave Vulcanello, la «Augusta Due srl», Raffaele Brullo, il comandante della petroliera, il napoletano Gioacchino Costagliola, il timoniere romeno, Mihai Jorascu, e il terzo sottufficiale di coperta, Giuseppe Caratozzolo, di Palmi.

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