Expo Dubai approda a Roma: pronta la sfida al post pandemia

Collegare le menti, creare il futuro: sulla scia di quesito slogan il padiglione Italia si prepara all’evento di ottobre

«Connecting minds, creating the future» è questo il claim scelto dagli organizzatori della prossima Esposizione Universale al via il 1° ottobre a Dubai. E «collegare le menti, creare il futuro» è l’essenza di questa manifestazione che, in epoca di pandemia, si propone come catalizzatore per le sfide condivise a partire proprio dalla salute e dalla sicurezza delle persone.

A poco più di sei mesi da quel che si annuncia come il più grande evento globale post pandemia, le suggestioni di EXPO 2020 DUBAI approderanno oggi a Roma, grazie all’iniziativa promossa dall’ Ordine degli Architetti di Roma e provincia, che vedrà a confronto – rigorosamente online - i tre progettisti dei padiglioni Italia, Svizzera e Finlandia: Carlo Ratti, Teemu Kurkela, Christoph Kellenberger.  «Sono passati cinque anni dall’Expo di Milano e il mondo nel frattempo è cambiato: nuovi materiali, nuove soluzioni, nuove tecnologie costruttive» afferma Flavio Mangione, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia. «Facendo tesoro del titolo dell’Expo di Dubai, “Connecting Mind, Creating the Future, l’evento di oggi vuole essere il contributo concreto dell’Ordine per ragionare e raccontare di come il mondo degli architetti possa dare il suo contributo per creare un futuro diverso, più sostenibile».

«La Bellezza unisce le Persone» è il claim scelto per la partecipazione dell'Italia a Expo Dubai.  A partire dall’architettura e dalla scelta dei materiali con i quali è rivestito e allestito il Padiglione Italia, frutto di creatività, ricerca avanzata e sostenibilità made in Italy: un Innovation Hub, sito dalla struttura innovativa, ispirato ai più avanzati elementi di sostenibilità e di economia circolare. È realizzato con il contributo di aziende partner - grandi, medie e piccole - chiamate a fornire le migliori componenti costruttive, impiantistiche, tecnologiche e scenografiche, capaci di dimostrare le competenze più innovative impegnate oggi nella sostenibilità, nell’economia circolare, nell’architettura digitale.

«Il Padiglione italiano a Expo 2020 Dubai - dichiara il Commissario per la Partecipazione italiana Paolo Glisenti - costituirà un modello di riferimento per l'architettura narrativa, evocando la nostra - eterna, mai conclusa - navigazione verso le terre nuove della conoscenza e della bellezza. E sarà il pilota di un habitat di riferimento per i progetti di rigenerazione urbana nel post-pandemia. Offrirà un'esperienza unica di percorso immersivo tra memoria e futuro, tra tradizione storica e innovazione. Il merito agli architetti che ne hanno progettato la struttura e le scenografie interne».

Il Padiglione Italia si caratterizza come il più sostenibile e il più rappresentativo di innovazione che l’Italia abbia mai portato ad una Esposizione Universale. I progettisti - Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office, con Matteo Gatto & Associati e F&M Ingegneria - hanno esplorato soluzioni legate alla riconfigurabilità degli spazi, al riuso dei materiali costruttivi e alle nuove tecnologie per il controllo della temperatura. Negli oltre 3.500 metri quadri di spazio espositivo e di accoglienza, il Padiglione adotta pratiche di costruzione sostenibili, integrando non soltanto materiali locali, ma anche sostanze di scarto che integrano la logica dell’economia circolare.

«L’intera esperienza del Padiglione Italia - dichiara Carlo Ratti, progettista Padiglione Italia - rappresenta un’occasione ideale per raccontare il futuro degli spazi espositivi. Seguendo il principio dell’economia circolare, il progetto usa materiali organici o riciclati nella costruzione. Un approccio “circolare” che credo debba essere alla base di ogni nuovo progetto nell’era post-Covid-19».

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