Coronavirus, il bollettino del 12 aprile: 9.789 nuovi casi, 358 morti

Tasso di positività sceso al 5,1%. Dopo tre settimane di continuo aumento diminuisce in generale l'occupazione delle terapie intensive (39%)

ROMA. Calano da 15.746 a 9.789 i contagi oggi in Italia, dove si contano altri 358 morti. Sono però 63 mila i tamponi in meno eseguiti nelle ultime 24 ore. Il tasso di positività è sceso a 5,1%. Sono invece 8 in più i ricoverati Covid in più nelle terapie intensive. Netto calo da 2.302 a 997 dei casi in Lombardia dove sono più che dimezzati però anche i tamponi eseguiti.

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Coronavirus: i contagi in Italia e quali sono le regioni da tenere sotto controllo

Più che dimezzati da 1.372 a 636 i contagi in Piemonte dove il tasso di positività scende però solo del 2% attestandosi al 12,8%. Il Veneto registra 587 nuovi contagi Covid nelle ultime 24 ore contro gli 871 di ieri, uno dei dati più bassi delle ultime settimane. Si tratta di un numero che però, come ogni lunedì, risente dei ritardi nel caricamento nel week end. I decessi sono 11. Lo riferisce il bollettino della Regione. L'incidenza dei positivi sui tamponi fatti è del 4,99%. Il dato negativo è che tornano a salire i ricoveri negli ospedali: complessivamente sono 2.122 (+26) i pazienti con Covid nei nosocomi del Veneto, «Siamo sempre sopra il massimo che era stato registrato a marzo, con 2.068 - ha commentato il governatore Luca Zaia - significa che noi ogni giorno abbiamo 70-80 persone che entrano in ospedale». I pazienti ricoverati nei reparti non critici sono 1.821 (+26), quelli nelle terapie intensive 301 (-1).

Contagi stabili in Emilia Romagna, dove oggi se ne contano 1.151 contro i 1.170 di ieri ma con un tasso di positività in crescita dal’l11,3 al 14%, mentre di decessi calano da 40 a 31. Casi in calo in Toscana nelle ultime 24 ore, con 715 nuovi positivi - età media 43 anni – contro i 1.222 di ieri, tenendo comunque conto del fatto che i tamponi effettuati sono la metà rispetto all'ultimo report: eseguiti 10.754 tamponi tra molecolari e tamponi antigenici a fronte dei 22.514 del giorno precedente. Il tasso di positività è pari al 6,6% e al 17,9 per le prime diagnosi, più alti comunque rispetto ai precedenti (ieri erano rispettivamente al 5,4 e al 15,1). Nessuna diminuzione invece per il numero di decessi: registrate altre 30 morti.

Nel Lazio casi in calo da 1.675 a 1.057 ma salgono da 19 a 37 i decessi. In Puglia scendono da 1.359 a 815 i contagi ma sale dal 12,9 al 13,1% il tasso di positività con i decessi che aumentano da 15 a 39.

Contagi in calo da 1.854 a 1.386 in Campania ma solo per effetto del dimezzato numero di tamponi, tanto che il tasso di positività sale dal21,4 al 28,4%. Morti in aumento da 27 a 43.

Dopo tre settimane di continuo aumento diminuisce, a livello nazionale, l'occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti Covid-19. La percentuale scende, infatti, al 39%, rispetto al 41% del 29 marzo, pur restando 9 punti oltre la soglia critica del 30%. A superare questo limite sono ancora 13 regioni. Scende anche, passando dal 44% al 41%, la percentuale di posti in reparto occupati da pazienti Covid, ma la soglia critica (fissata in questo caso al 40%) è superata da 8 regioni. È quanto emerge dai dati del monitoraggio quotidiano dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata dell'11 aprile.

Non a passi da gigante ma procede la campagna di vaccinazione tra gli anziani. «Nel quadro delle priorità indicate dall'Ordinanza numero 6 del Commissario straordinario, il numero di persone di età superiore agli 80 anni che ha ricevuto almeno una somministrazione ha intanto superato quota 3 milioni, con un incremento di 500 mila unità rispetto alla settimana precedente. È stato così raggiunto con almeno una dose il 70% della platea di oltre 4,5 milioni rilevata con il sistema informatico `Tessera sanitaria´ e verificata dalle Regioni/Province autonome», comunica in una nota la struttura Commissariale per l'Emergenza Covid del generale Francesco Figliuolo. Nella stessa nota si specifica che sono oltre 4,2 milioni i vaccini che verranno complessivamente consegnati tra il 15 e il 22 di aprile alle strutture sanitarie delle Regioni. In particolare è prevista la distribuzione di oltre tre milioni di Pfizer suddivisi in due mandate di 1,5 milioni, circa mezzo milione di Vaxzevria, oltre 400 mila di Moderna, e di più di 180 mila di Johnson & Johnson. Per la settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2.200 punti vaccinali in tutta Italia attivi.

«Maggio sarà il mese delle riaperture». Così ad Ancona la ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini a margine di un incontro con gli eletti di Forza Italia nella sede dell'Assemblea legislativa delle Marche ad Ancona al quale seguirà un incontro con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e con il commissario alla ricostruzione per le zone del terremoto del 2016 e 2017, Giovanni Legnini. «Ad aprile - ha spiegato Gelmini - abbiamo utilizzato il poco di agibilità guadagnata con tanta fatica e tanti sacrifici da parte degli italiani, riaprendo le scuole e facendo ripartire i concorsi: dal 20 aprile - ha annunciato - ci sarà un punto in Consiglio dei ministri per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell'andamento del piano vaccinale, di qualche segnale di apertura già da aprile; ma maggio sarà il mese della ripartenza: - ha sottolineato la ministra - quindi tutti i ministeri sono al lavoro, stanno costruendo i protocolli per poter ripartire».

Pigia invece sull’acceleratore Salvini. Il 2 giugno come data «va bene per una riapertura generalizzata» ma «dove la situazione sanitaria è sotto controllo per me bisogna aprire già domani», afferma il segretario della Lega. Salvini tornerà a Roma in serata e dunque non sarà alla manifestazione organizzata (senza autorizzazione) dai ristoratori di Ioapro. «Ma li ho sentiti ieri e oggi - ha spiegato -. Ci saranno incontri con ministri della Lega e li ho invitati alla calma e all'ordine. Ma vogliono solo lavorare».

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«Dobbiamo mettere la parola fine al toto data, la politica si è scatenata sul toto data, ma penso che non faccia bene a nessuno. Crea un effetto frustrazione nelle persone, dire una data da parte di un politico vuol dire dare i numeri al lotto», è la replica del segretario del Pd, Enrico Letta. «Il tema non è dire una data, ma dire quando e a quali condizioni si riaprirà. Noi vogliamo che si riapra, ma a due condizioni. Le condizioni per una riapertura in sicurezza sono aver vaccinato tutti gli over 60» e un basso tasso di contagi per due settimane. «Spero che avvenga il prima possibile».

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Intanto il presidente dell' Emilia-Romagna Bonaccini chiede al ministro del Turismo di rigettare la proposta di isole Covid free, ma Garavaglia apre all'ipotesi. Secondo il governatore `non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre´. Gli fa eco il governatore del Friuli e presidente Conferenza Regioni Fedriga, secondo cui nel Paese serve equità, perché le differenziazioni aumentano le tensioni sociali. Sulle isole Covid free il ministro leghista dice però che `si può fare ed è anche opportuno farlo perché se lo faranno gli altri e noi no, lo svantaggio diventerà enorme.

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