Sudan, scarcerato l'imprenditore italiano Zennaro. Brugnaro: “Grazie al premier Draghi”

Dopo due mesi di detenzione da oggi è ai domiciliari in albergo

L'imprenditore italiano Marco Zennaro, in carcere in Sudan da circa due mesi, è stato rilasciato in attesa degli sviluppi dei vari contenuti a suo carico, già nei prossimi giorni. Lo confermano fonti della Farnesina. Da oggi è ai domiciliari in albergo.

La scarcerazione è arrivata pochi minuti fa, nel quadro di un lungo negoziato costantemente seguito dall'ambasciatore a Khartoum e dal Direttore Generale Luigi Vignali, che si era già recato in missione in Sudan nelle scorse settimane su indicazione del Ministro Di Maio. Zennaro dovrà comunque restare in Sudan per affrontare le varie cause che lo vedono coinvolto.

Zennaro era volato in Sudan a metà marzo per sistemare una vicenda di lavoro: i trasformatori elettrici prodotti dalla sua ditta, infatti, erano risultati, dopo una verifica, inadeguati e il compratore - Ayman Gallabi, intermediario che li aveva acquistati per conto della società elettrica di Stato, la Sedec - lo aveva denunciato per frode. A pochi giorni dal suo arrivo nel paese, quindi, Zennaro - che pure da oltre 25 anni con la sua società era in affari con il Sudan - era stato messo ai domiciliari in albergo, piantonato dai militari. Il primo aprile, poi, era stato trasferito in una cella del commissariato di Khartoum dove è rimasto per due mesi vivendo in condizioni igieniche e sociali precarie: dormiva per terra, non aveva diritto alle visite di ambasciatore e avvocato, non aveva diritto all’ora d’aria e per questo riportava dolori in tutto il corpo.

Poi il 2 giugno Zennaro era stato trasferito nuovamente, dopo un passaggio davanti alla Corte, e questa volta era stato messo in un carcere “più organizzato” a Omdurman. Dove però le sue condizioni non erano migliorate molto, tanto che Zennaro aveva chiesto a gran voce di “essere riportato in Italia dalla sua famiglia”. 

Dopo la chiusura di un primo procedimento giudiziario in una causa commerciale con la società Galabi&sons il 24 maggio scorso (terminato con un accordo per un risarcimento di 400 mila euro), l'imprenditore è finito di nuovo sotto la lente della giustizia sudanese per una seconda causa, sempre economica, presentata da un'altra società con cui ha lavorato. Un procedimento contro cui si è mosso il suo legale, presentando un ricorso, che aveva portato nuovamente Zennaro nella cella di un commissariato. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: «Una notizia positiva. Ora attendiamo gli sviluppi dei contenziosi a suo carico e continuiamo a lavorare insieme a Palazzo Chigi perché torni al più presto in Italia. Grazie al premier Mario Draghi per l'interessamento decisivo».

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