Blocco sfratti, la Corte Costituzionale giudica legittima la proroga fino al 31 dicembre

La sentenza arriva dopo la questione sollevata dai tribunali di Trieste e Savona, che avevano evidenziato possibili violazioni dei diritti di proprietà e di disparità di trattamento dei cittadini

La Corte Costituzionale giudica legittima la proroga del blocco agli sfratti, durante l’emergenza pandemica contenuta nel “decreto Sostegni” 2021. Lo ha disposto questa mattina in un’udienza pubblica, in seguito alla questione di legittimità sollevata dai tribunali di Trieste e di Savona. Non sono fondate le censure sulla proroga del blocco degli sfratti legata all'emergenza Covid sollevate dai Tribunali di Trieste e di Savona. Lo ha stabilito la Corte costituzionale. 

Nella sentenza, inoltre,  la Corte osserva che, in particolare, che il legislatore ha progressivamente ridotto, con l'attenuarsi della pandemia, l'ambito di applicazione della sospensione, destinata comunque a cessare il 31 dicembre 2021.

Il giudice di Trieste contesta in particolare l’applicazione della sospensione dei provvedimenti di rilascio in situazioni ritenute estranee all’emergenza sanitaria, quali le morosità, nel pagamento dei canoni di locazione, anteriori alla pandemia, sia l’effetto in virtù della norma di legge della sospensione, che non consente al giudice di poter valutare le diverse esigenze del proprietario e dell’occupante. Il magistrato contesta anche una possibile violazione dei diritti di proprietà, oltre a una possibile configurazione di una specie di esproprio senza indennizzo.

Analoghe questioni di legittimità costituzionale sono sollevate dal Giudice delle esecuzioni immobiliari presso il Tribunale di Savona. Secondo quest’ultimo, la proroga costituirebbe una misura sproporzionata e irragionevole, ma soprattutto violerebbero l’articolo 3 della Costituzione, che dispone l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge.  Il legislatore, secondo il giudice, riferendo la disciplina a tutti i provvedimenti di sfratto per morosità anche anteriore all’emergenza sanitaria, avrebbe trattato nello stesso modo situazioni tra loro diverse, non lasciando margine di valutazione soggettiva al magistrato,  e configurando una situazione di eccessivo vantaggio per i conduttori.

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