Chiesto il processo per 14 tra giornalisti e politici: “Diffamarono il giudice Esposito” per avere condannato Berlusconi

Il giudice Antonio Esposito

A marzo ci sarà l’udienza davanti al gup di Roma. I fatti risalgono a giugno 2020, quando Nicola Porro trasmise in tv un audio di un magistrato, ora deceduto

ROM. Spetterà al gup di Roma decidere se mandare a processo 14 fra giornalisti, direttori e politici, accusati di diffamazione aggravata nei confronti del giudice Antonio Esposito, presidente del collegio della Cassazione che nell'agosto 2013 condannò in via definitiva Silvio Berlusconi a 4 anni per frode fiscale. L'inchiesta, affidata al pm Roberto Felici, è partita dalle querele presentate da Esposito che ha denunciato una campagna mediatica denigratoria contro di lui diffusa in programmi tv e sui giornali.

I fatti risalgono a giugno 2020, quando Nicola Porro nel suo programma tv Quarta Repubblica trasmise un audio di un giudice, ora deceduto, Amedeo Franco, toga a latere del processo in Cassazione a Berlusconi, che nella registrazione, parlando con il Cavaliere, gli avrebbe detto che la sentenza era stata «una porcheria», «una grave ingiustizia». A quel servizio andato in onda sono seguiti una serie di articoli su diversi quotidiani, che hanno parlato di «sentenza pilotata», «metodi vigliacchi», «processo fasullo», «complotto», «plotone d'esecuzione», «la magistratura ha fatto un lavoro sporco».

In seguito alle querele presentate da Esposito sono finiti imputati per il reato di diffamazione aggravata, oltre una decina fra giornalisti, direttori e politici, tra cui Fabrizio Cicchitto, Vittorio Feltri, Anna Maria Bernini, Alessandro Sallusti, Pietro Senaldi e Piero Sansonetti. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, ora la vicenda si deciderà nell'udienza preliminare fissata per il 25 marzo. 

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