Chiuso Ippocrate.org, il sito dei medici No Vax che “curava” a casa i malati di Covid

Mauro Rango

Lo ha annunciato sui social il fondatore Mauro Rango: le loro terapie si sono rivelate non funzionali alla guarigione 

Chiude il centro assistenza di Ippocrate.org, il gruppo di medici che forniva aiuto ai pazienti attraverso la telemedicina e alcune contestate terapie domiciliari contro il Covid-19. A darne l'annuncio sul canale YouTube e sul profilo Twitter il fondatore Mauro Rango che spiega: «È stata chiusa l'assistenza di Ippocrate perché la maggior parte dei medici, quasi tutti, sono stati sospesi e non possono esercitare neppure in telemedicina. Sono stati sospesi perché non si sono vaccinati. Sono stati sospesi perché hanno curato più di 60 mila persone a casa, lasciate sole, con Tachipirina e vigile attesa, che non avevano nessun altro a cui rivolgersi se non a uno dei nostri medici per telefono».

Rango, fondatore di Ippocrate.org - movimento parallelo e distinto dal popolo delle Terapie Domiciliari dell'avvocato Erich Grimaldi - era diventato noto a inizio 2020 per un messaggio WhatsApp contenente informazioni false sul Covid e l'utilizzo del plasma iperimmune. Nella rete di Ippocrate le persone venivano trattate a domicilio, ma a «debita distanza» e con l'utilizzo dei seguenti controversi medicinali: Idrossiclorochina, Ivermectina e Colchicina. Non solo, nella liberatoria fornita dallo stesso Ippocrate si legge che tali farmaci verrebbero eventualmente accompagnati da un anticoagulante, corticosteroidi e altri farmaci «che siano necessari, secondo criterio specializzato».

Alla fine della liberatoria il paziente, che decide di ottenere il servizio del Movimento, esonera il «medico curante da ogni responsabilità civile, penale e morale per effetti collaterali che dovessero conseguire all'applicazione del suddetto approccio terapeutico (in particolare per ciò che concerne i farmaci off label, il cui uso, ad oggi, è sconsigliato, ma non vietato) assumendosene in pieno gli eventuali rischi». Le terapie utilizzate da Ippocrate si sono rivelate non utili per la cura del Covid, ma persino dannose. L'Idrossiclorochina, un antimalarico bocciato per la cura del Covid nel corso di diversi studi clinici, ma soprattutto l'Invermectina, un antiparassitario utilizzato in veterinaria e bocciato dalla FDA statunitense che si è espressa pubblicamente per disconoscerne l'utilità contro la malattia: «Non sei un cavallo», affermava la FDA tramite un tweet rivolto a coloro che intendono farne uso.

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